martedì 17 agosto 2021

SUICIDE SQUAD: LE IMPRESE DELLA TASK FORCE X TRA FILM, SERIE TV E FUMETTI

E' ormai passato un pò di tempo dall'uscita cinematografica dell'atteso "THE SUICIDE SQUAD: MISSIONE SUICIDA" diretto da James Gunn, nuovo capitolo del Multiverso cinematografico della DC Comics/Warner Bros.
Come nostra consuetudine, è giunto quindi il momento di proporvi uno speciale sul film.
Attraverso le parole del nostro Presidente, andremo ad analizzare la pellicola di recente uscita e i trascorsi passati dell'improbabile squadra di metaumani guidati dal pugno di ferro di Amanda Waller.
Come sempre, qualora non abbiate ancora visto il film e vogliate evitarvi sorprese, sappiate che troverete diversi spoiler.


Ammettiamolo, il film diretto da James Gunn è esattamente quello che speravamo di vedere, una pellicola colorata, dissacrante, che ha per protagonisti alcuni degli innumerevoli villains (spesso di serie b) dell'universo DC Comics.
Premettiamo una cosa: non è che il materiale di base, da cui i film e l'adattamento televisivo della Task Force X sono tratti, sia granché o rappresenti chissà quale pietra miliare del fumetto americano, ma non si può negare che il concept originale sia sicuramente interessante.
Assemblare una variegata squadra di improbabili eroi, più certamente criminali di bassa lega sacrificabili, per missioni ad alto rischio, impiantando loro un microchip di controllo è senza dubbio una bella trovata.
Ancor più se unita alla visione fantasiosa di James Gunn in grado di dare tono e volume a personaggi ed ambientazioni.
Rispetto alla pellicola precedente di David Ayer, si nota sin da subito una tonalità quasi Anni 80, con la presenza di personaggi pittorici, colorati, assurdi se vogliamo e lontani dalla concretezza a cui questi moderni Anni 2000 ci hanno abituato.
Pensiamo ad esempio ad un personaggio come "TDK" il cui potere è essenzialmente quello di essere un'action figure vivente in grado di comandare a distanza i proprio arti.
O ancora alla Donnola, un essere assurdo, una fusione mostruosa tra animale e uomo, la cui utilità pare chiara già dai primi minuti della pellicola e protagonista di una delle più inutili e divertenti scene post titoli di coda della storia dei cinecomics.
In neanche 15 minuti di pellicola James Gunn fa la sua dichiarazione di guerra allo spettatore: aspettati l'inaspettabile e non ti affezionare ai personaggi, perché in pochissimi sopravviveranno all'esperienza.
Ed infatti così accade, se la prima visione del team, quella di Ayer per intenderci, era più vicina all'idea di personaggi che cercavano o insperavano in un percorso di redenzione e forse purificazione, questa di Gunn ricorda molto di più quella vista nel serial tv "Arrow", un gruppo di criminali che scontano la propria pena al servizio del Governo con un'alta probabilità di morire nel bel mezzo dell'operazione.
Qui non c'è spazio per pensieri altruisti, tutti i personaggi hanno una parte malvagia ed egoista, chi non è pronto a sporcarsi come si deve le mani in una pozza di sangue, muore.

Illustrazione dell'artista Jim Lee che omaggia il regista James Gunn e il film "The Suicide Squad"


Senza dubbio la prima morte che ci lascia esterrefatti è quella di Captain Boomerang che ci saluta in maniera al contempo epica e demenziale.
A spiccare nel nuovo team sono pochi personaggi, questo spiega anche l'attitudine a falcidiare i membri della squadra.
Bloodsport, magistralmente interpretato da Idris Elba, un personaggio che ha commesso il peccato di attentare la vita di Dio (Superman) e che per punizione deve scontare il resto della propria vita in un inferno di schifezze e putridume. 
Entrare nella Task Force X non è certo il suo obiettivo, ma quando il diavolo (Amanda Waller) ci mette del suo è costretto ad entrare in un purgatorio che gli sta parecchio stretto.
Harley Quinn, che Margot Robbie rende sempre splendida, reduce dagli eventi visti di "Birds of Prey" e che trova nella Squadra Suicida una scorciatoia per scontare i crimini commessi.
Robbie e Gunn rendono il personaggio forse nella sua versione più filo fumettistica, così imprevedibile, totalmente pazza eppure con una visione così precisa del proprio percorso. 
Una vera mina vagante di cui non ci si può affatto fidare.

Illustrazione dell'artista Adriana Melo che ritrae il personaggio di Harley Quinn in una delle scene del film "The Suicide Squad"


King Shark è la sorpresa più piacevole del film, un personaggio totalmente stupido, i cui bassi istinti animali si equilibrano con la placidità umana del suo essere.
Rozzo, dai pensieri semplici, regala tantissime risate, lontano dalla visione tragica e tormentata del personaggio proposta nel serial "The Flash".
Non mentirò, farne il cosplay è stato dannatamente divertente!

King Shark immortalato dall'artista Simone Di Meo

Il colonnello Rick Flagg trova qui la propria rivincita, un vero soldato che però non dimentica la propria umanità e che può rivelarsi una spina nel fianco per i loschi piani della Waller.
Diversamente dal primo film di Ayer, dove era palesemente uno "sfigato in amore", qui il suo personaggio mostra gli attributi e una capacità di adattamento notevole.
La sua morte è una di quelle che più mi ha lasciato segnato nel film, forse l'unico vero Eroe buono della pellicola.
Peacemaker, reso vivo e vero da un John Cena, attorialmente parlando, in stato di grazia, è un personaggio tanto stereotipato e grottesco quanto estremamente indispensabile.
Un soldato ottuso, una visione distorta di Captain America, a cui non frega nulla di vittime collaterali o giustizia, per lui l'importante è portare a termine la missione affidatagli.
Assieme al personaggio di Bloodsport si rende protagonista di uno dei momenti splatterosi più comici della pellicola.

Illustrazione dell'artista Jim Lee dedicata al film "The Suicide Squad"


Senza dubbio "The Suicide Squad: Missione Suicida" è un film inaspettato, troppo irriverente per un pubblico di massa, in grado di unire la sfrontatezza di film come Deadpool all'assurdità della visione cinematografica tarantiniana.
E' effettivamente un film d'autore mascherato da prodotto popolare cinecomics, ma oserei dire molto di nicchia, non molto lontano dal "Joker" di Todd Phillips.
Può essere ben compreso ed assimilato da chi riesce a percepire a fondo la visione artistica di James Gunn, ma che potrebbe far storcere il naso a chi vuole vedere in questi film un semplice prodotto d'intrattenimento.
A proposito di assurdità, come non rimanere sbalorditi dalla scelta del "boss di fine livello", della minaccia di fine pellicola, Starro il Conquistatore, la gigantesca stella marina aliena in grado di assoggettare l'intera popolazione mondiale.
Uno dei primissimi avversari della Justice League (su carta) i cui sviluppo e risoluzione finale sono stati interessanti nella pellicola.
Un essere semplice che forse sarebbe potuto essere facilmente sconfitto dalla JLA ma che viene qui affrontato dai reduci di questa missione suicida, personaggi che nel corso del film hanno mostrato di potersi meritare una riconquista, seppur forse involontaria, della libertà e di una propria umanità.
La forza di un Kaiju spaziale si infrange contro un'onda caotica di assurdità, malvagità e umanità, in uno scontro che sino alla fine non ha una risoluzione così scontata.

Illustrazione promozionale dell'artista Jim Lee per "The Suicide Squad"

Molto divertente anche la parte in cui quel diavolo di Amanda Waller viene costretto in un angolo contro la sua volontà.
Sono molto curioso di vedere come sarà gestita la serie televisiva di Peacemaker, visti gli incredibili risvolti finali del film che lo danno ancora vivo.
Chissà che cosa ha in serbo per lui James Gunn!
A me personalmente il film è piaciuto, non lo nascondo, per ora il migliore dei cinecomics di quest'anno (oddio se penso anche alla Zack Snyder's Justice League siamo forse al secondo posto). 

Da sinistra a destra, Diego Maestroni (Rick Flagg), Lucrezia Colleoni (Harley Quinn), Lella Villa (Katana), Leonardo Monzio Compagnoni (King Shark), il team di cosplayers di Associazione Culturale Bergomix che ha animato l'evento "Suicide Squad Tribute Day" svoltosi presso il mutisala Uci Cinemas Curno (BG)

Sono comunque impressionato da come la saga a fumetti della Suicide Squad abbia trovato modo di emergere in live action negli ultimi anni, con visioni originali e diverse tra loro, da quella altamente discussa di David Ayer (che però non mi era dispiaciuta), a quella televisiva dell'Arrowverse, sino ad arrivare a questa visione autoriale di James Gunn.
C'è tanta ispirazione al materiale di base, sebbene tale influenza sia però da considerarsi biunivoca, una sorta di andata e ritorno.
Un fumetto che senza dubbio ha trovato modo di rinascere nel periodo editoriale New52, e che ha trovato nuova linfa vitale dopo l'uscita del film di Ayer con la versione proposta da Rob Williams e Jim Lee o ancora nella miniserie "Justice League vs Suicide Squad".
L'idea di un fumetto che vede per protagonisti dei supercattivi in missioni impossibili in un universo narrativo così variegato come quello DC Comics è sempre attrattivamente interessante.
Vediamo allora assieme alcuni titoli fumettistici che possano interessarvi dopo la visione del film.

"HARLEEN"


Storia, disegni, colori e copertine di 
Stjepan Šejić, edito in Italia da Panini Comics Italia.

Ho atteso a lungo, dal momento dell'annuncio sui portali mediatici di settore, l'uscita di questo fumetto dedicato ad Harley Quinn, una vera e propria produzione fumettistica che potremmo commercialmente definire graphic novel, inserita sotto l'etichetta "DC Black Label".
L'opera aggiorna l'origine del personaggio creato da Paul Dini e Bruce Timm, traendo una vaga ispirazione anche dalla versione cinematografica di "Suicide Squad".
Certo quanto appena scritto è un po' riduttivo dato il lavoro fatto da Šejić è davvero un'opera completa, approfondita e matura che trasuda degli studi contenitivi ed artistici fatti dall'artista.
La sottile linea tra dottore e paziente in cui si trova la Dr.ssa Quinzel, qui ritratta forse più umana e reale che mai, viene infranta nel momento stesso in cui la sua strada incrocia quella del Joker.
Il lettore lo sa cosa accadrà di lì a poco, eppure tutto il dramma che scaturisce nella discesa nell'abisso diventa qualcosa di così intrigante, così avvincente che non si può fare a meno di leggere.
Così come avviene per la Dr.ssa Harleen, anche il lettore perde desiderio ed attenzione nei confronti degli altri criminali ricoverati all'Arkham Asylum, eccezion fatta forse per Poison Ivy, a cui è riservata una scena epicamente esplosiva.
È difficile capire, di qui l'estro dell'autore, se è Joker a tirare le fila della caduta di Harley o è Harley ad influenzare il Joker.
Che rapporto bizzarro quello descritto tra loro due, ci sono momenti che potrebbero far storcere il naso ai "puristi" della continuity batmaniana e in effetti veder ritratto il Joker come un personaggio esteticamente cool e sexy, un bello e maledetto a dirla in breve, è strano.
Sicuramente una decisione funzionale alla trama, anche se a memoria un tentativo fumettistico venne già fatto anni fa da Jim Lee per "All Star Batman and Robin".
C'è spazio anche per Batman in questo racconto, forse un po' rilegato ad un ruolo marginale, eppure nelle tavole finali fa trasparire tutto il suo senso di colpa nei confronti di quanto accade nel corso del fumetto.
Dal punto di vista artistico Šejić ha fatto un lavoro egregio.
Il suo tratto è figlio della corrente artistica del compianto Michael Turner e risente positivamente degli anni di lavoro in Top Cow.
Ma al di là del disegno, la grande maestria è stata quella di sfruttare il colore come vero elemento creativo e dominante dell'intera opera.
Colori, luci e ombre sono in perfetto equilibrio, rendendo esteticamente realistica l'impronta visiva ma con una sensazione di continuo movimento, di dinamicità legata soprattutto ai personaggi.
In particolar modo, inutile dirlo, l'incantevole rappresentazione della Dr.ssa Quinzel rende estremamente empatiche al lettore le sue emozioni.
Una lettura interessante quindi, realizzata con forte passione, pensata sia per i fans del fumetto sia per coloro che sono stati attratti dalla versione cinematografica di Harley Quinn.
L'edizione italiana proposta da Panini DC Italia è qualitativamente superlativa, un magnifico cartonato con sovracoperta che, unita alla prima di copertina, va a comporre un'illustrazione che rappresenta perfettamente il contenuto tragico del volume.
La carta e la stampa sono davvero di pregio e rendono il prodotto quasi una pubblicazione di lusso, mantenendo un rapporto di qualità/prezzo eccellente (26€ è un prezzo davvero ottimo).
Trovate il fumetto in libreria e in fumetteria.

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"SUICIDE SQUAD - CATTIVO SANGUE"


Sceneggiatura di Tom Taylor, disegni di Bruno Redondo e Daniel Sampere, copertina di Ivan Reis, edito in Italia da Panini Comics Italia.
"Suicide Squad" è sempre stato un titolo fumettistico strano, nulla di particolarmente eccezionale se vogliamo.
Un gruppo di supercriminali, sotto il controllo dell'agente governativo americano Amanda Waller, viene impiegato in missioni impossibili in zone calde del pianeta dove spesso i supereroi non possono spingersi.
I membri della squadra sono costretti ad obbedire agli ordini, pena la morte.
Nulla di brillante o sconvolgente quindi, se non fosse che a rotazione, a seconda dei team d'autori coinvolti, abbiamo visto tra le loro fila anche villains amatissimi dai lettori: da Harley Quinn a King Shark, da Black Manta a Deadshot, da Killer Croc a Capitan Boomerang personaggi non certo con la fedina penale pulita e che spesso hanno messo in seria difficoltà alcuni dei supereroi DC Comics.
Questo volume ripesca il classico canovaccio della serie, inserendo però elementi talvolta realmente crudi ed estremi.
Grazie alla visione e allo stile narrativo di Taylor, per la prima volta infatti, a causa di un cambio al vertice di comando, le teste di alcuni membri iniziano letteralmente a saltare, costringendo il team a rimpolpare le proprie fila e a serrare i ranghi.
Non c'è tempo per affezionarsi o tifare per i membri della Task Force X, non tutti infatti potrebbero sopravvivere dalla prima all'ultima tavola.
Ci sono diversi aspetti in questa nuova saga che richiamano la serie Vertigo "The Losers", anche se non in maniera così cruda, una via di mezzo se vogliamo tra fumetto commerciale supereroico e fumetto per lettori maturi.
A contribuire a rendere innovativo questo nuovo ciclo di storie, i disegni di Redondo e Sampere, i cui stili si compenetrano perfettamente fornendo al lettore delle tavole davvero accattivanti.
Dotati di un estro realistico ma al contempo molto chiaro e semplice, che non ricerca particolare incisività visiva, riescono a dar vita a personaggi e scenografie, rendendo i primi davvero espressivi e dinamici, sacrificando invece in parte i secondi.
Altro elemento artistico molto interessante è l'ammiccamento alla vena pop, con linee nere ben delineanti.
Certo, a cotanto risultato contribuisce anche la colorazione a tinte pastello calde di Adriano Lucas che trasformano totalmente il fumetto.
La copertina di Ivan Reis è un'illustrazione che spacca, un biglietto da visita che attira l'occhio, un'immagine d'impatto con una costruzione epica ma che cela al lettore il vero contenuto del volume.
Una lettura nel complesso senz'altro interessante, una nuova interpretazione della serie, differente da ciò che abbiamo letto negli ultimi anni, da ciò che abbiamo visto nel serial televisivo Arrow o ancora dalla versione cinematografica di David Ayer per quanto ne conservi in minima parte alcune trovate narrative.
Un fumetto piacevole quindi, pubblicato dalla linea editoriale Panini DC Italia in una elegante veste cartonata e stampato con una qualità sopraffina su carta di pregio, per un rapporto qualità/prezzo davvero ottimo (17€ è in piena linea con il tipo di prodotto).
Potete trovare il fumetto in libreria e fumetteria!

I fumetti della Suicide Squad, di Harley Quinn e più in generale della DC Comics sono editi in Italia da Panini Comics. 
Che state aspettando? Correte a leggerli!

LO STAFF DI ASSOCIAZIONE CULTURALE BERGOMIX

domenica 15 agosto 2021

FUMETTI: I CONSIGLI DELLA SETTIMANA 33

Carissimi followers ed amanti del meraviglioso mondo dei fumetti ben ritrovati al nostro e vostro imperdibile appuntamento settimanale dedicato ai consigli di lettura fumettistica.
Attraverso le articolate recensioni del nostro Presidente, mecenate e grande appassionato del fumetto, andremo a proporvi alcuni dei tantissimi titoli che potete trovare in edicola, libreria e fumetteria.

"CONAN IL BARBARO - IL GIOCATORE E ALTRE STORIE" 

Sceneggiature di Meredith Finch, Jim Zubkavich e Roy Thomas, disegni di Alan Davis, Patrick Zircher e Luke Ross, copertina di Marco Checchetto, edito in Italia da Panini Comics Italia.

Secondo volume che propone in una elegante edizione cartonata la serie "Savage Sword of Conan" composta da una serie di racconti che riprendono le avventure Marvel del cimmero creato da R.E.Howard.
Conan il Barbaro è inarrestabile, una vera forza maschia della natura, che si muove in un mondo pericoloso dove riporre fiducia in qualcuno è assai arduo.
Innanzi alle difficoltà Conan non si arrende, si ferma il tempo di un respiro e quando meno te l'aspetti schizza come una mina impazzita, una furia che non si può imbrigliare e che è meglio non stuzzicare.
Tiranni, mostri, donne seducenti, Conan incontra e si scontra con qualsiasi possibile minaccia in questo volume di puro intrattenimento che ripresenta, tra gli altri, anche la firma di Roy Thomas, uno degli scrittori più legati in Marvel al personaggio.
Contrariamente a quanto si possa pensare, non si tratta di un fumetto "maschilista", difatti alla potenza maschia di Conan vengono perfettamente controbilanciati pesi femminili.
Le donne del mondo di Conan non sono vittime, o meglio, quei ruoli femminili di spessore che appaiono in queste storie sono tutto tranne che ruoli di puro vittimismo.
Ai disegni troviamo tre star del fumetto americano, tre firme eccezionali che, partendo da un'impronta realistica, prendono ognuna una dinamica deriva differente.
In comune hanno la cura per i dettagli, per le scenografie e i costumi, i personaggi trasudano di palpabile emotività sia nella recitazione anatomica sia nell'espressività dei visi.
Spettacolare e d'impatto la copertina realizzata da Marco Checchetto che quasi buca il limite della carta.
Nel complesso una bella lettura, di puro relax, che celebra il Conan della Marvel.
L'edizione proposta da Panini Comics si conferma essere quella della serializzazione in cartonati dall'alta qualità, un prodotto di eccellente consistenza e resa finale stampa.
Un bel tomo di 136 pagine a colori ad un prezzo di copertina di 19€.
Potete trovare il fumetto in libreria e in fumetteria.

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"LA LEONESSA DI DORDONA" 

Sceneggiatura di Enrico Orlandi, disegni e colori di Gaia Cardinali , edito da Tunué.

Una bella ed inaspettata pubblicazione che, commercialmente parlando, possiamo etichettare come graphic novel.
Orlando e Cardinali propongono una storia le cui origini si radicano nella tradizione letteraria italiana, più precisamente nell'operato di Ludovico Ariosto, con il suo poema "Orlando Furioso", i cui personaggi vengono riproposti in questo fumetto.
Gli autori focalizzano l'attenzione principalmente sulle figure di Bradamante e Ruggiero, una donna e un uomo, in un mondo medievale di armi, amori, imprese ed inserti magici.
Eppure, più che la bucolica idealizzazione di un mondo medievale magico, ciò che colpisce è l'umanità dei personaggi, la loro emotività dettata dai tormenti della guerra e delle scelte di vita.
È la storia di un viaggio emotivo, anche di un viaggio di formazione se vogliamo, una favola moderna che ricorda in parte la storia di "Mulan", seppur prendendone le dovute distanze arricchendola con emozioni forti.
Magnifico l'equilibrio narrativo tra figure maschili e femminili, come pure il rispetto totale nei confronti dell'opera originale di Ludovico Ariosto.
In gioventù mi aveva colpito, nel percorso di studi, il poema dell'Ariosto, tant'è che ne ho tuttora un grande ricordo.
Direi che da lettore posso sentirmi più che soddisfatto.
Altro elemento che ho trovato curioso ed intelligentemente innovativo, è porre anche Bradamante sull'orlo di una scelta emotiva forte, riuscendo però a riprendersi velocemente da quella furia che ha colto in fallo, molto più a lungo, Orlando.
I disegni di Gaia Cardinali li ho trovati stupendi, sinuosi e fluidi.
La sua visione registica ritrae e detta il ritmo narrativo giusto della storia, conferendo alle tavole un perfetto storytelling.
Partendo da un timbro filo realistico, posto sotto una lente poetica e favoleggiante, il tratto di Cardinali sembra appartenere a quella visione artistica che trova in Pasqual Ferry, Carmine Di Giandomenico i suoi principali esponenti.
Il colore si fonde, nella composizione, col disegno, creando un unico elemento artistico portante che ben si sposa con il racconto.
Bellissime e toccanti le sfumature di colore scelte.
A livello artistico, per me, una delle migliori produzioni visive di quest'anno.
Non posso nasconderlo, mi è proprio piaciuto questo fumetto!
L'edizione proposta da Tunué è quella di un corposo cartonato di qualità.
Un tomo di 160 pagine a colori con un prezzo di copertina di 17,50€.
Oserei direi un rapporto qualità/prezzo più che soddisfacente.
Potete trovare il fumetto in libreria e in fumetteria, oppure richiederlo in prestito presso la vostra biblioteca civica di riferimento qualora l'opera rientri nel piano di acquisizione titoli del circuito bibliotecario urbano/extraurbano.

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"ONCE & FUTURE VOL.3" 

Sceneggiatura di Kieron Gillen, disegni di Dan Mora, colori di Tamra Bonvillain, edito in Italia da Edizioni BD.

"Once & Future" si conferma, al suo terzo volume, una delle mie serie a fumetti americane preferite, una storia in costante evoluzione in grado di lasciare sempre a bocca aperta il lettore e che prova, con successo, a modernizzare il mito del ciclo epico arturiano.
In questo terzo tomo ci troviamo di fronte ad una corsa tra Bene e Male per il destino dell'Inghilterra, l'intreccio delle storie della tradizione popolare si fa ancora più marcato, segreti celati si rivelano spiazzando totalmente le forze in gioco.
Kieron Gillen tesse una trama avvincente, un'iperbole narrativa in costante crescita, continuando con lo sviluppo psicologico dei personaggi e donando loro, se vogliamo, ancor più fascino .
Spettacolari ed epici gli inserimenti del Green Knight e di Lancelot, due ulteriori pedine sulla scacchiera del fato che scombussolano ulteriormente le carte in tavola.
I disegni di Dan Mora, coadiuvati dai colori di Tamra Bonvillain, contribuiscono a rendere avvincente la scorrevolezza delle tavole.
Dan Mora toglie il freno alla fantasia, dando una definizione artistica sbalorditiva dei personaggi e delle scenografie.
Con quel taglio registico e visionario in cui si coglie perfettamente un'influenza visiva capulliana, l'artista coniuga alla perfezione l'esigenza del lettore moderno alla necessità narrativo visiva del Fattore Wow.
Dan Mora, sicuramente mi ripeterò, rientra appieno in quel movimento artistico moderno di cui sono esponenti anche Daniele Di Nicuolo, Eleonora Carlini, Francesco Mortarino e numerosi altri artisti e che sta facendo proseliti tra i lettori più giovani.
Fluidità dello storytelling che va a braccetto con esigenze di dinamicità, il lettore respira appieno quell'aria di corsa sulle montagne russe che queste storie rappresentano.
È impossibile distogliere sguardo ed attenzione dalla prima all'ultima tavola.
Nel complesso una bellissima lettura, d'intrattenimento ma anche qualcosa di più.
Ad esempio, nell'ultimo capitolo di questo volume è facile scorgere un chiaro dissenso ed un'aspra critica alla politica del Primo Ministro inglese Boris Johnson.
Una lettura ed un recupero della serie altamente consigliati.
L'edizione proposta da Edizioni BD si conferma quella di robusti e morbidi brossurati, con una consistenza del prodotto e qualità di stampa notevoli.
Un tomo di 160 pagine a colori ad un costo di copertina di 15€, personalmente lo ritengo un ottimo rapporto qualità/prezzo.
Potete trovare il fumetto in libreria e in fumetteria.

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"WOLVERINE: BLACK, WHITE & BLOOD" 

Contiene dodici storie brevi sceneggiate da Gerry Duggan, Matthew Rosenberg, Declan Shalvey, Vita Ayala, Saladin Ahmed, Chris Claremont, John Ridley, Donny Cates, Jed MacKay, Kelly Thompson, Ed Brisson e Steven S.DeKnight, disegnate da Adam Kubert, Joshua Cassara, Declan Shalvey, Greg Land, Kev Walker, Salvador Larroca, Jorge Fornés, Chris Bachalo, Jesùs Saiz, Khary Randolph, Leonard Kirk e Paulo Siqueira, copertina di Adam Kubert, edito in Italia da Panini Comics Italia.

Un bellissimo volume antologico che coglie alla perfezione l'essenza del personaggio di Wolverine attraverso le sue innumerevoli sfaccettature e che presenta racconti inediti, dai toni maturi, perfettamente inseriti nella continuity editoriale del personaggio.
Troviamo il Wolverine brutale dal lato più selvaggio nel periodo Arma X, il Wolverine degli X-Men, il suo periodo da Guercio a Madripoor, il periodo giapponese di Logan e molto altro ancora.
Wolverine è il migliore in quello che fa, è colui che non si arrende anche quando le difficoltà paiono insormontabili.
Nonostante il Gene X che lo rende un mutante, Logan è forse uno dei più umani dei supereroi mutanti.
Si mette in discussione, tenta di essere riflessivo sebbene il proprio lato bestiale sia sempre pronto a prendere il sopravvento nelle avversità.
La sua strada ha incrociato e segnato quella di molte donne, dalla giovane Rose a Jean Grey, da Kitty Pryde a Mariko e via così.
La sua influenza sulle donne che frequenta e la sua fallibile capacità di essere un partner (sia in senso amoroso sia in senso di battaglia) vengono ben riprese e rese in questo volume.
Ci troviamo di fronte ad una celebrazione ed esaltazione del mito di Wolverine, forse una delle più belle pubblicazioni dedicate al personaggio dai tempi di "ORIGINS".
I disegni sono spettacolari e il formato oversized di questo volumetto permette di godere appieno delle tavole.
Tutti i disegnatori coinvolti sono una rappresentazione della crème dell'offerta artistica sul mercato americano del fumetto.
Partendo da un'impronta base realistica, ogni artista va poi a declinare il proprio tratto secondo la lente a lui più congeniale, dal tratteggio sporco di Kubert e Bachalo, ad una deriva più fotografica di Land e Saiz, sino ad un'esternazione Pop di Randolph e Fornés.
Mi ha stupito e fatto piacere ritrovare un Salvador Larroca molto meno fotografico e più tagliente ed incisivo come nel suo periodo degli "X-treme X-Men".
A rendere magica l'atmosfera sono i colori di queste tavole, partendo dall'anima del bianco e nero del fumetto vengono poi applicate scale di grigio e un colore rosso che fa decisamente la differenza.
Una colorazione che ben si addice al personaggio di Wolverine e alle sue storie, dove questo colore rappresenta tanto il sangue e la violenza, quanto la rabbia del personaggio e l'esaltazione di alcuni elementi scenografici.
Un vero spettacolo per gli occhi!
L'edizione proposta da Panini Comics è quella di un brossurato oversized di lusso, le cui consistenza, rilegatura e qualità di stampa rasentano livelli paragonabili al lusso.
Un tomo di 136 pagine a 24€ di prezzo di copertina.
Potete trovare il fumetto in libreria e in fumetteria.

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"LANTERNA VERDE - SPECIALE 80°ANNIVERSARIO" 

Contiene dieci storie sceneggiate da James Tynion IV, Geoff Johns, Cullen Bunn, Dennis O'Neil, Ron Marz, Peter J. Tomasi, Charlotte McDuffie, Robert Venditti, Mariko Tamaki e Sina Grace, disegnate da Gary Frank, Ivan Reis, Doug Mahnke, Mike Grell, Darryl Banks, Fernando Pasarin, Chriscross, Rafa Sandoval, Mirka Andolfo e Ramon Villalobos, copertina di Jim Lee, edito in Italia da Panini Comics Italia.

Un bel volume celebrativo, dedicato a "Green Lantern", che propone alcuni racconti inediti e particolari, con l'obiettivo di arricchire il mito di tutte le incarnazioni del personaggio in oltre 80 anni di vita editoriale.
Si parte da Alan Scott, la prima Lanterna Verde terrestre della Storia nonché membro fondatore della Justice Society of America (per gli amici JSA), che assume in questo volume il ruolo di portatore di una fiamma particolare.
Seguendo quanto narrato nel periodo editoriale New52 sulla maxiserie "Earth 2", la Lanterna Verde incarnata da Alan Scott diventa un'icona, un difensore di chi fa fatica ad accettare e palesare la propria identità sessuale in un'epoca in cui, purtroppo, parlare di omosessualità era un taboo proibitivo.
La sua è una storia molto sentita a livello emotivo, resa splendidamente dal tratto realistico e iconico di Gary Frank, un'artista che adoro dai tempi di "Midnight Nation" e che mi ha fatto brillare gli occhi sulle pagine di "Supreme Power" e "Superman".
A seguire un racconto breve dedicato alla Lanterna Verde più importante di tutti i tempi, Hal Jordan.
La storia è scritta da Geoff Johns, il nerd che ce l'ha fatta, uno scrittore che adoro da tantissimi anni e che mi ha fatto innamorare di Lanterna Verde.
Johns ha sempre messo tanta passione nelle sue opere, mostra non solo di amare ma anche di saper scrivere ed arricchire i personaggi su cui si mette all'opera, esaltandone tanto l'icona supereroica quanto l'alias umano.
Ai disegni Ivan Reis, l'artista che, assieme ad Ethan Van Sciver, ha letteralmente lasciato un segno artistico indelebile, con un'impronta realistica che coniuga perfettamente dinamicità ed iconicità.
A seguire troviamo una serie di racconti dedicati a tutte le altre lanterne, da Sinestro che Doug Mahnke ritrae alla perfezione nel sua terrorizzante presenza, a Kilowog, per non parlare di John Stewart e Guy Gardner.
Molto sentito il racconto di Kyle Rayner, la Lanterna che ha impedito alla fiamma di estinguersi dopo il disastro di Parallax, come pure quello dedicato al duo impavido e coraggioso di Lanterna Verde e Freccia Verde.
Moderni ed attuali i racconti dedicati a Jessica Cruz e Simon Baz, due acquisti recenti del corpo che già si sono contraddistinti per il proprio valore.
Quello di Jessica è dedicato alla figura della donna portatrice dell'anello, alle sfide quotidianw messe in correlazione con i suoi impegni da supereroina.
A disegnarlo il talento italiano di Mirka Andolfo, il cui tratto coniuga perfettamente la dinamicità della corrente umoristica all'incisività del realismo supereroico.
L'artista riesce a far trasparire e parlare le emozioni del personaggio.
La storia dedicata a Simon Baz ruota attorno alla tematica sempre attuale dell'odio tra i popoli, alla piaga del razzismo, ed è un bell'esempio di come un fumetto di supereroi possa trattare magistralmente un tema così profondo ed importante.
Molto emozionante anche il racconto, illustrato perfettamente da Rafa Sandoval, dedicato al rapporto tra i quattro cavalieri dell'anello, Hal, John, Guy e Kyle.
Un bel volume che coglie alla perfezione lo spirito del personaggio, che trasmette in modo eccezionale i suoi diversi periodi narrativi.
Da fan duro e puro del personaggio la ritengo una pubblicazione molto importante e significativa.
Insomma una bella lettura altamente consigliata, sia per chi è un DC fan sia per chi vuole approcciarsi al personaggio per la prima volta, imparando così il mantra "Nel giorno più splendente, nella notte più profonda...".
L'edizione proposta dalla linea editoriale Panini DC Italia è quella ormai consolidata del volume cartonato di lusso, con alta qualità di consistenza, stampa e rilegatura.
Un tomo di 112 pagine a 18€ di prezzo di copertina.
Potete trovare il fumetto in libreria e in fumetteria.

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"AVENGERS VOL.5 LA SFIDA DEI GHOST RIDER" 

Sceneggiatura di Jason Aaron, disegni di Stefano Caselli e Luciano Vecchio, edito in Italia da Panini Comics Italia.

Nuovo volume per la run di Jason Aaron sugli Avengers che segna un nuovo ed interessante capitolo della saga di Ghost Rider.
Finora la gestione di Jason Aaron, caratterizzata da una verve più intrattenitiva che di ricercatezza interiore dei personaggi, ha riservato sorprese inaspettate, da una nuova, fresca e alquanto improbabile formazione ad una nuova sfida con i Celestiali, dalla riscoperta di una passato celato ad una nuova saga vampiresca, sino a questo volume che direziona l'attenzione su Robbie Reyes, il più recente dei Ghost Rider.
Un racconto pop horror che rispolvera anche una delle figure sovrannaturali più bistrattate dell'Universo Marvel e che mette gli Eroi più potenti della Terra di fronte ad una possessione demoniaca della propria base e che li spinge letteralmente all'inferno.
Ospite d'onore, come evidenzia la copertina, il Ghost Rider Cosmico la cui figura diviene uno dei perni centrali della saga.
Una bella lettura di puro intrattenimento, che rilassa, che distrae ed aiuta a staccare la spina.
Sicuramente un fumetto che fa la gioia dei fans dello Spirito della Vendetta e che riporta in stretta continuity narrativa quanto accennato nella più recente miniserie del personaggio (di cui vi ho parlato nei mesi passati).
Un nuovo esempio di come la formula vincente "supereroi con superproblemi" sia tuttora efficace nell'illustrare storie Marvel.
Ai disegni troviamo due splendenti firme italiane, Luciano Vecchio e Stefano Caselli.
Luciano Vecchio illustra l'intero terzo capitolo, un momento di riscossa e di pura dinamicità, il cui tratto realistico, fresco e frizzante riesce bene a ritrarre.
A lui l'onere e l'onere di ritrarre alcuni dei momenti più iconici (power blast direi io) della storia.
Spettacolare come illustra l'incontro di quasi tutti i più leggendari Ghost Rider dell'epopea Marvel.
Stefano Caselli continua a regalarci tavole intrise di puro dinamismo e perfetto storytelling.
Dai suoi esordi, non lo nascondo, adoro come riesca a rendere efficenti e spettacolari l'emotività e la recitazione anatomica dei personaggi.
Impressionante come riesca a rendere viva l'espressione dei Ghost Rider e, ancora, come il suo tratto pulito e fluido riesca a creare empatia tra il lettore e l'emotività del personaggio di Robbie Reyes.
L'edizione di questa ristampa si riconferma nella formula Marvel Collection, un solido cartonato di pregio con una qualità di stampa più che ragguardevole.
Un tomo di 96 pagine ad un prezzo di copertina di 16€.
Potete trovare il fumetto in libreria e in fumetteria.

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"HE-MAN AND THE MASTERS OF THE MULTIVERSE" 

Sceneggiatura di Tim Seeley, disegni di Dan Fraga e Tom Derenick, copertina di Inhyuk Lee, edito in Italia da Panini Comics Italia.

Un'opera scritta con passione e rivolta agli appassionati dell'epica epopea moderna di "He-Man e i Dominatori dell'Universo", un brand che, chi come me è nato negli Anni 80, riporta alla mente giochi epici con ipertrofiche action figures della Mattel ed uno dei primi contatti con il mondo del Fantastico.
Quando, ormai qualche anno fa, il brand è passato nelle mani della DC Comics, si sono susseguiti, uno dietro l'altro, tutta una serie di progetti narrativi ed artistici straordinari, atti a celebrare il mito di questi personaggi e traghettarli nelle mani delle nuove generazioni.
Non è un caso, forse, che la recente serie animata "Masters of the Universe: Revelation" apparsa su Netflix abbia riscontrato l'ampio favore del pubblico.
Questo nuovo ed ultimo progetto vede il noto sceneggiatore Tim Seeley portare la tematica del Multiverso nelle storie di He-Man, traghettando il lettore in un viaggio attraverso gli universi, alla riscoperta di tutte le versioni che abbiamo amato (e non solo) dei Masters of the Universe.
A farla da padrone due versioni di due personaggi molto amati.
La prima è la versione cinematografica di He-Man, quella di Dolph Lundgren del 1987, mentre la seconda, inedita, è quella del Principe Keldor di un universo narrativo quasi opposto a quelli a cui siamo stati abituati nei decenni, forse vero e proprio protagonista di questa saga.
L'umanità e l'emotività di Keldor trascendono i confini della tavola, creando empatia col lettore.
Viene anche approfondito il legame e l'equilibrio che He-Man e Skeletor rappresentano l'uno per l'altro.
Per i fans della serie ci sono una serie infinita di sorprese e citazioni, un vero e proprio sussulto al cuore ed un piacere da riscoprire.
La cosa più sorprendente sono i diversi colpi di scena del racconto, una corsa dalla prima all'ultima pagina che tiene incollato il lettore sino all'inaspettato finale.
Ai disegni troviamo Dan Fraga e Tom Derenick, autori dall'impronta realistica, dinamica, che ci regalano tavole pazzesche e spettacolari, curate nei minimi dettagli, dalla fluidità dello storytelling alla recitazione visiva ed anatomica, dai costumi alle scenografie, sino alla riproposizione paro paro dei variegati stili dei diversi universi narrativi che vengono attraversati.
Per non parlare dell'accuratezza dell'ipertroficità caratteristica di questi personaggi e la ricercatezza del segno per mantenere inalterate le diverse definizioni delle innumerevoli varianti.
Per un amante della Nona Arte come me questo fumetto è un vero spettacolo, una lettura coinvolgente che palpita di amore per questo mito moderno, forse ben superiore a molte proposte commerciali americane recenti.
L'edizione proposta per la linea editoriale Panini DC Italia è quella di un morbido ed agile brossurato che raccoglie la serie completa.
La qualità cartacea del prodotto è encomiabile, forse addirittura troppo di lusso.
Un tomo di 144 pagine a colori ad un prezzo di copertina di 14€.
Potete trovare il fumetto in libreria e in fumetteria.

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"L'INFERNO SPIEGATO MALE" 

Testi di Francesco Muzzopappa, disegni di Daw, edito da DeA Planeta Libri.

Un'opera totalmente inaspettata, promossa da Dante 2021, il Comitato Nazionale per la celebrazione dei 700 Anni della scomparsa di Dante Alighieri, che ripropone con una visione originale, moderna se vogliamo, non solo l'inferno dantesco ma anche tutto il mondo, la società, i personaggi, i modi di vivere dell'epoca, che ruotavano attorno a Dante Alighieri.
Francesco Muzzopappa, coadiuvato da Daw, ha ben congegnato un'opera che si pone come l'esatta fusione tra light novel, fumetto e libro game.
Il lettore compie sostanzialmente un viaggio, fatto di scelte, volute e non volute, dai risvolti inediti, dove solo chi già conosce l'opera originale ha un vago senso di dove si vuole andare a parare, senza però certezza alcuna sul finale.
L'imprevedibilità della narrazione è una potente arma in questa lettura.
Lo stupore è dietro l'angolo in ogni capitolo di questo racconto da vivere in prima persona, dove classico (incarnato da Virgilio) e moderno (incarnato da Dante) si confrontano alla ricerca di un astuto compromesso.
E non è tutto, perché questo prodotto non tratta solo dell'Inferno di Dante ma, con una mossa furba, sfrutta l'analisi dell'opera del sommo poeta per parlare anche dei tempi moderni in cui viviamo, lanciando qua e là alcune frecciatine ben mirate.
Insegnare divertendo, è forse questo uno dei pregi di questo volume, che nel celebrare il genio di Dante Alighieri, riesce a coinvolgere, tenendo accesa l'attenzione, anche il più indolente dei lettori e forse persino il più esigente dei dantisti.
A rendere magico il tocco dell'opera l'estro artistico di Davide Berardi, in arte Daw, fumettista umoristico di origini bergamasche per il quale, non posso nasconderlo, nutro un venerabile debole da molti anni.
Le sue opere e i suoi personaggi, dotati di una vis comica potente e molto spesso lontano dalla risata volgare, mi hanno regalato ore di allegra spensieratezza.
Daw, il cui tratto si mostra negli anni in costante evoluzione, non è nuovo ad illustrare libri.
Sue sono ad esempio le illustrazioni dell'adattamento italiano del noto romanzo per giovani lettori di Andy Griffiths "Chiappe in fuga - Il giorno in cui il mio sedere è impazzito" che ha ispirato una serie animata spopolata per diverso tempo tra i giovanissimi.
Per questo volume, oltre a curare la copertina e alcuni inserti grafici, ha realizzato tutta una serie di vignette umoristiche ben inserite nel contesto narrativo, come sempre fenomenali.
Per certi versi mi pare che per "L'INFERNO SPIEGATO MALE", Daw si sia lasciato ispirare un poco dal segno di Bill Watterson, il creatore di Calvin and Hobbes, riuscendo a coniugare il proprio stile in una dimensionalità armoniosa e lineare.
Tra tutti, direi che il personaggio originale di questo volume, che più si cala nelle sue classiche corde, sia il Professor Tommaso Dirotto, i cui inserti sono comprimari all'interno dell'opera.
L'edizione da me letta è la Prima Ristampa, un brossurato di 304 pagine ad un prezzo di copertina di 14,90€.
Direi che il rapporto qualità/prezzo mi ha più che soddisfatto!
Nel complesso una bella lettura, consigliata, mirata ad un duplice target, quello degli appassionati di Dante Alighieri e della sua Divin Comedia, ma anche quello dei giovani lettori che, per svariati motivi, faticano ai giorni nostri a rapportarsi con un libro.
Potete trovare ed ordinare "L'INFERNO SPIEGATO MALE" in tutte le librerie d'Italia o richiederne una copia in prestito presso la vostra biblioteca civica di riferimento qualora l'opera rientri nel piano di acquisizione titoli del circuito bibliotecario urbano/extraurbano.

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"THE PAYBACKS - EROI IN DEBITO" 

Storia di Donny Cates e Eliot Rahal, disegni di Geoff Shaw e Stephen Green, edito in Italia da saldaPress.

Una lettura irriverente e di puro intrattenimento che si aggira attorno ad un concetto interessante, quello di supereroi che, per adempiere alla loro missione, si sono indebitati sino al collo.
Quando il debito non viene saldato ecco che sono costretti ad entrare a far parte di una taskforce speciale impiegata in missioni mortali, sino a quando il loro debito non sarà ritenuto estinto.
Siamo lontani dai supereroi classici senza macchia e senza paura, i membri di Paybacks sono molto più vicini all'impronta della Suicide Squad di John Ostrander e dei Thunderbolts di Warren Ellis, ogni membro è particolare e cammina sul filo del rasoio della follia.
Forse un titolo poco commerciale, ma diretto apertamente alla nicchia degli amanti del genere supereroico in cerca di qualcosa di nuovo e un poco sopra le righe.
La storia scorre molto velocemente e piacevolmente, in una direzione lineare, tenendo il lettore ancorato dalla prima all'ultima pagina.
I più scafati come me troveranno anche molti riferimenti, svariate citazioni, a fumetti che hanno fatto la storia dei comic books americani.
I disegni di Geoff Shaw e Stephen Green sono di stampo realistico, figli in un certo qual modo di quella verve Image che spopolò a fine Anni 90.
Eppure, grazie ad un tratto "sporco" e realistico, al limite tra autoriale e caricaturale, questo fumetto riesce, a livello artistico, a distinguersi dalla massa.
Sebbene una cura notevole sia stata riservata all'emotività espressiva dei volti dei personaggi, non ci si può non soffermare anche su alcune scenografie e alcune inquadrature al limite dell'epicità.
Una lettura nel suo complesso interessante, moderna, ma anche ricca di passione verso il genere, molto equilibrata anche sul peso dei generi maschili e femminili.
L'edizione proposta da SaldaPress è senza dubbio notevole, un elegante e compatto cartonato, con una resa complessiva del prodotto di qualità.
Un tomo di 224 pagine a colori al costo di copertina di 24,90€, per un più che buon rapporto qualità/prezzo.
Potete trovare il fumetto in libreria e in fumetteria.

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E anche per questa volta è tutto! L'appuntamento si rinnova la prossima Domenica ma non dimenticate di seguirci sulla nostra pagina Facebook "Associazione Culturale Bergomix" per rimanere aggiornati sui nostri imperdibili appuntamenti dal vivo dedicati al mondo del Fumetto, del Cosplay, e del Fantastico!
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