sabato 30 aprile 2011

LE INTERVISTE DI BERGOMIX presenta: CRISTINA GIORGILLI

Caro pubblico di Bergomix, qui con noi Cristina Giorgilli, giovane disegnatrice e inchiostratrice che abbiamo imparato ad amare su diversi albi a fumetti. Grazie per essere qua a condividere le tue idee e le tue opinioni sul mondo del fumetto.

Grazie a te per l'ospitalità! Sei sempre un ottimo padrone di casa. E grazie anche agli amici di Bergomix, che spero aumentino di anno in anno visto l'impegno organizzativo e le continue novità. (Per il “giovane” ti devo un caffè!)

1) Come nasce la tua passione per il fumetto?

Penso più o meno come quella di tutti: leggendo Topolino, il Corriere dei Piccoli e il Giornalino. Più avanti rubando Tex al papà e poi nascondendo il Dylan dentro il libro di letteratura del liceo.

2) Come hai iniziato la tua carriera?

Finito il liceo ho iniziato a lavorare per una società che realizza scenografie per i parchi giochi, era l'epoca degli Egizi a Gardaland, poi ho conosciuto un inchiostratore Disney, Gianmarco Villa. Mi sono incuriosita, lui mi ha dato la sua disponibilità a insegnarmi. Così, nel 1999, grazie alle buoni basi che mi ha dato, ho iniziato il corso in Accademia Disney, e nel 2000 ho messo le mani sulle prime matite, poi stato tutto talmente veloce che nemmeno io ci credo che son passati 11 anni!

3) Spesso molti non comprendono il ruolo essenziale che può avere un inchiostratore, ti andrebbe di spiegarci brevemente in cosa consiste la fase delle chine e come vanno ad incidere sul tratto del disegnatore a matita?

Credo basti pensare che la tavola inchiostrata è quella che effettivamente va in stampa, quindi quello che viene pubblicato è il lavoro realizzato dall'inchiostratore, non la matita. Se l'inchiostratore sbaglia o se non rende giustizia alla matita, il lavoro del disegnatore può essere davvero stato inutile. Altre volte invece succede che con una buona china anche una tavola mediocre faccia il suo effetto. Inchiostrate significa ridisegnare la tavola a china, che rispetto alla matita ti lascia meno margini di correzione, facendo attenzione a sottolineare i piani e i materiali, a evidenziare le espressioni e la gesticolazione che sono la base della narrazione perchè stabiliscono il legame tra i personaggi in scena. Oltre a questo c'è la questione del rispetto delle differenze di tratto tra i diversi disegnatori, che devono essere visibili. Quando mi capita di lavorare sulle matite di un disegnatore che non conosco mi piace ricalcare la tavola con la carta da lucido, prima di iniziare a inchiostrare, per vedere come costruisce le figure, come disegna le pieghe... insomma per capire al meglio il suo stile e poterlo rendere il più fedelmente possibile.

4) Cos'è il Fumetto per te?

Il modo di comunicare che più mi appartiene.

5) Il tema di Bergomix 2011 "Miti&Meraviglie del XXIーSecolo: I Supereroi". Cosa sono per te e cosa dovrebbero rappresentare i supereroi?

Per me l'eroe una persona normale che fa qualcosa che non ti aspetteresti mai o che non riusciresti mai a fare. Chessò mia mamma un eroe perchè cucina due volte al giorno da 40 anni e sempre sorridente e sempre cercando qualcosa di nuovo da mettere nel piatto. Il mio gatto è un eroe perchè ha paura del temporale ma mi viene a prendere al cancello anche quando diluvia, pure se ha una fifa blu. Dani è un eroe che tutte le mattine si sveglia prestissimo per andare al lavoro. Sono cose che ammiro ma so che, se abbasso la testa e mi stra impegno, posso farcela anche io!
Poi ci sono quelli che invece fanno cose che noi non potremmo mai fare, perchè hanno qualcosa in più che gli permette di farlo. Del tipo, io non potrò mai essere Superman perchè quello lì ha il super-udito, il super-soffio, la super-forza, il super-intelletto, è ventriloquo, vola, e l'abbiamo messo dentro una gabbia a sei vignette perchè lì ci sta simpatico ma se esistesse sul serio starebbe sulle palle al modo intero! Detto questo direi che il supereroe quello che non saremo mai, ma che, ci sono momenti in cui, vorremmo tanto essere.

6) Nel corso della tua carriera hai avuto modo di lavorare anche su Paperinik, Pikappa, e le sue storie. Ci racconti come hai vissuto quest'esperienza?

Innanzi tutto devo dire che Paperinik è una cosa. PK è tutta un'altra cosa.
Paperinik è un papero sfigato che si mette una maschera per fare l'eroe sfigato. E' una cosa che non capisco, se voglio leggere le storie del papero sfigato non mi serve che abbia il mantello, va benissimo il vestito da marinaretto.
PK è PK. Chissenefrega che sotto il costume ci sia Paperino, non ci interessa, non è importante. Pk è un super-eroe, non gli manca niente, anzi, gli avanza qualcosa!
Lavorandoci senti tantissimo questa differenza. Inchiostri Paperinik ed è come una qualsiasi storia di Topolino. Inchiostri Pk e sei gradini e gradini più in alto. Nemmeno hai la sensazione di lavorare su un prodotto Disney tanto è diverso da tutto il resto. Sei lì, fai la tua tavola e ti ci ritrovi completamente dentro. Lo stesso ho provato, anni dopo su Pirati dei Caraibi e poi su X-Campus e Young Doctor Strange.




7) Nell'ultimo anno son stati pubblicati due volumi, dedicati ai supereroi Marvel, per i quali hai lavorato alle chine. Come stata quest'esperienza?

Bellissima! Sulle matite, DiSalvo per X-Campus e Nardo per Young Doctor Strange, hanno fatto un lavoro fantastico. Io spero di avergli reso merito! Per me non era la prima esperienza al di fuori del fumetto umoristico. Per Disney avevo già lavorato su Pirati dei Caraibi e su Kilyon, e per la Hugo & cie ad un albo disegnato da Federico Bertolucci, che esigeva una china francese. Ma questi due prodotti Marvel mi hanno, prima, messo in crisi un bel po', e poi, decisamente dato grosse soddisfazioni!




8) Oltre alle tue chine, abbiamo potuto vedere anche delle tue illustrazioni, in progetti personali e all'interno dell'ambito Drawers. Che ci puoi raccontare di questi lavori?

Finito il corso in Accademia ho iniziato a lavorare sia come inchiostratrice che come illustratrice per libri di fiabe. Tra il 2000 e il 2003 ho realizzato 12 titoli di fiabe classiche, per la Edicart, e poi altri 4 qualche anno dopo, per la Rusconi. Ho smesso di disegnare perchè il lavoro come inchiostratrice ha preso una buona piega e mi ha assorbito completamente. Ogni tanto però mi piace cimentarmi in qualcosa di personale e non ti nascondo che sto cercando delle opportunità per riprendere un po' questa strada. Si tratta di ricominciare da molto indietro perchè, dedicandomi alla china, ho perso affinità con la matita.. ma c'è tutto il tempo per recuperare!
Drawers è la realtà che mi ha un po' spinto in questa direzione, e per questo ringrazio Luca Maresca che, proponendomi di entrare a far parte del gruppo, mi ha dato una bella opportunità.




9) Ho notato che in alcune illustrazioni hai uno stile molto vicino a quello di altri tuoi colleghi, come Giorgio Pontrelli e addirittura a quello di Tim Burton. E' vero? Che puoi dire del tuo stile di disegno?

Ecco, allora, con sommo imbarazzo chiedo scusa ai due mostri che citi qui sopra...
Mi sa che per loro il paragone gran poco edificante!
Su quello che può essere il mio stile ho un po' poco da raccontarti perchè ancora ci stiamo cercando. Come ti dicevo ho iniziato illustrando ma poi ho dedicato praticamente il 100% del mio tempo alla china e quindi non sono andata molto avanti nella ricerca di uno stile personale. Al momento faccio anche molta fatica a usare carta e matita, lo si vede bene quando disegno in pubblico, faccio ridere un bel po'! Quello che realizzo è fatto interamente a monitor con la tavoletta grafica. Mi viene facile disegnare coi tracciati perchè posso spostare più volte la linea e poi scegliere come la preferisco, posso cambiare i colori più volte, è più facile correggere. Insomma non ho affatto le idee chiare su quello che faccio. Per ora diciamo che devo macinare un bel po'!






Grazie per esser stata con noi!

Figurati, grazie a te!



venerdì 29 aprile 2011

SABATO 30: GIORNATA DEL FUMETTO



SABATO 30 APRILE - DALLE ORE 14:30 ALLE ORE 19:30

presso SPAZIO POLARESCO, VIA DEL POLARESCO 15 BERGAMO

INGRESSO SEMPRE GRATUITO!

Bergomix, la kermesse fumettistica bergamasca, è lieta d’invitarvi sabato 30 Aprile 2011 alla “Giornata del Fumetto”. In cosa consiste? La “Giornata del Fumetto” nasce come evento all’interno della manifestazione per affermare il fumetto come media comunicativo in quanto tale e celebrarlo attraverso particolari incontri.
Sarà quindi possibile per il pubblico, soprattutto neofita, entrare in contatto con quella che per anni è stata considerata una realtà ghettizzata, ma colma di sapere e re-inventrice di generi stessi.
Durante il pomeriggio, amanti della letteratura dei balloon, ma anche semplici curiosi, potranno incontrare diversi autori di fumetti, disquisire con loro sulla Nona Arte e carpirne alcuni segreti. E non solo, sino ad esaurimento scorte, saranno disponibili alcuni fumetti gratuiti per toccare con mano i miti e le meraviglie odierne della cultura pop!

Qui di seguito il programma:

- Dalle ore 14:30 alle ore 24:00 Apertura al pubblico della mostra “Miti&Meraviglie del XXI°Secolo: I Supereroi”

- Ore 15:00 Conferenza "Supereroi italiani: da Defenders of Europe a Romabot Centurion"

Intervengono lo sceneggiatore Fabrizio de Fabritiis (Capitan Nova) e il disegnatore Daniele Rudoni (Romabot Centurion) .Una conferenza dedicata al fumetto d’azione italiano, a stampo supereroico, per conoscere anteprime e segreti dietro le storie di Defenders of Europe e Romabot Centurion.

A seguire signing session.

- Ore 16:30 Tavola rotonda "Andrea Mutti: A tutto campo sul fumetto"

Interviene l'autore Andrea Mutti (Marvel-Vertigo). Un incontro a tutto campo sul fumetto mondiale attraverso la conoscenza acquisita da un autore italiano che ha avuto la possibilità di lavorare per il fumetto italiano, francese sino ad arrivare a quello americano sugli albi dei supereroi Marvel e dell’autoriale Vertigo.

- Ore 18:30 Proiezione del documentario "l'Immaginario Fumettistico"

Intervengono il regista Omar Pesenti e lo sceneggiatore Massimo Vavassori. A grande richiesta, le due neo stelle cinematografiche bergamasche tornano per proporre nuovamente al pubblico lo straordinario documentario dedicato al media fumetto, schiacciando particolarmente l’occhio al fumetto supereroico che fa da padrone a Bergomix 2011. Durata 66 minuti circa.

Durante il pomeriggio poi, torneranno a farci visita i disegnatori Cristina Giorgilli, Matteo Freddi e Filippo Curzi già visti all'opera durante la serata dell'inaugurazione.
Un programma imperdibile, per grandi e piccini, per i lettori di fumetti ma anche per coloro che non si sono mai avvicinati ad essi.

Bergomix 2011, un’esperienza culturale ed intrattenitiva all'insegna del fumetto, senza precedenti nella storia della Città di Bergamo!

Leonardo Monzio Compagnoni
Direttore Artistico di Bergomix
infobergomix@excite.it

TOPOLINO presenta "LE CRONACHE DEL PIANETA T"


Comunicato stampa:


IL SETTIMANALE TOPOLINO PRESENTA

LE CRONACHE DEL PIANETA T


Milano, aprile 2011 - Topolino, il magazine Disney più amato dai ragazzi, apre le porte a una nuova saga: Cronache del Pianeta T. In edicola mercoledì 20 e 27 aprile (con i numeri 2891 e 2892) i due episodi che rappresentano il prequel della storia.
Tirwa - o, più brevemente, “Pianeta T” - è un pianeta colossale. Tillan è la sua capitale - o, almeno, così viene considerata dai tillanici. È una splendida città-giardino costruita sotto una calotta trasparente che la protegge mantenendo costanti temperatura e umidità. Il “cuore tecnologico” di Tillan è il Nastro, un’enorme e sofisticata apparecchiatura in grado di fornire energia pulita e gratuita a tutti. La vita dei tillanici è semplicemente perfetta. Ma qualcuno trama nell’ombra…
Macchia Nera e Gambadilegno vogliono trasformare Tillan in una potenza militare che conquisti tutti i pianeti del Multiverso. Topolino, Minni, Orazio e Pippo sono costretti a fuggire. La fuga avviene a bordo della Makkinaz, uno straordinario veicolo in grado di muoversi su qualsiasi superficie. I quattro percorreranno la Stradamàstraz, il sentiero di pietre blu che conduce fino alla leggendaria Tanhuac. Qui, forse, troveranno il modo di salvare Tillan. E anche le risposte a tante domande…
La storia, scritta da Fausto Vitaliano e disegnata da Claudio Sciarrone, è una vera e propria “space-opera”, un’epopea stellare ricca di mistero e colpi di scena che affronta i temi più tipici del mondo Disney: l’amicizia, la lotta del Bene contro il Male, il coraggio necessario per superare i propri limiti.
In contemporanea all’uscita del primo episodio, su www.topolino.it sarà disponibile un avventuroso gioco dedicato al Pianeta T!
Ma questo è solo l’inizio! Le cronache del Pianeta T terranno i lettori con il fiato sospeso fino a luglio! E ci saranno altre sorprese ad accompagnarle. Il bello deve ancora arrivare…

IL SETTIMANALE TOPOLINO

Fiore all’occhiello di Disney, Topolino, il magazine più letto dai ragazzi tra i 5 e i 13 anni, propone ogni settimana 5 storie a fumetti inedite con una costante attenzione alla qualità per soddisfare un pubblico incredibilmente trasversale (dai 5 ai 99 anni...). Alle grandi avventure, ben radicate nella tradizione, si affiancano storie legate all’attualità (dallo sport, alla musica, a cinema e televisione), lo studio continuo di nuovi personaggi e l’arricchimento di quelli più amati...Insomma Topolino è in continuo fermento, sempre all’avanguardia e aggiornato, pur restando fedele a se stesso, grazie alla collaborazione di sceneggiatori e disegnatori di alto livello, selezionati e formati dall’Accademia Disney.

LE INTERVISTE DI BERGOMIX presenta: CORRADO MASTANTUONO

E’ qui con noi una leggenda del fumetto Made in Italy, Corrado Mastantuono. Grazie per esser qua a condividere i tuoi pensieri sul mondo del fumetto.

1)Molti di noi ti conoscono per le copertine di Magico Vento e per alcune indimenticabili storie disneyane, ma come è nato il Mastantuono fumettista? Cosa ti ha spinto ad entrare in contatto col fumetto e a farne una professione?

Ho sempre disegnato e il mio amore era talmente grande che decisi di frequentare una scuola che forniva gli strumenti per disegnare cartoni animati. Anche in quel periodo mi divertivo a imbrattare tavole per il solo gusto personale, il Cine TV. Nell’89 la ComicArt mi offrì l’opportunità di esordire nei fumetti, occasione che non mi lasciai sfuggire.

2)Oggi critici e non critici fanno un gran parlare di fumetto. Visto dal tuo punto di vista, cos’è il fumetto?

E’ un linguaggio e come tutti i linguaggi ha delle regole e delle caratteristiche. Certo, il momento non è dei più rosei per la deriva economica che il paese sta attraversando e per la miriade di distrazioni, play-station, DVD, VHS, giochi di ruolo e quant'altro, che un ragazzino può avere ai nostri giorni. Ritengo però il fumetto un media che nella sua unicità manterrà delle posizioni di privilegio nelle attenzioni del giovane pubblico. L'uscita di una moltitudine di lungometraggi di successo legati al fumetto super-eroistico americano, X-men, Spiderman, Devil, Hulk, Hellboy...non è che un piccolo aspetto dell'enorme potenzialità ancora inespressa. Non nego che ci sia una stasi preoccupante nel panorama italiano che ripete clichè produttivi sulla scia di albi di successo, ma fenomeni come quello francese o la rinascita di quello statunitense confermano che, di fronte a prodotti di qualità, i ragazzi sono ancora molto attenti. Anche Disney o Bonelli si danno da fare e ogni tanto scoprono la vena aurifera di qualche fenomeno straordinario, come è stato per Dylan Dog o Witch.

3)Il tema di Bergomix 2011 è “Miti&Meraviglie del XXI°Secolo: I Supereroi”. Cosa ne pensi dei supereroi?

Non posso che pensarne bene. Era il 1972 quando mi avvicinai per la prima volta al personaggio che avrebbe cambiato per sempre la mia maniera di fruire fumetto, L’Uomo Ragno (lo Spiderman dell’Editoriale Corno). Una febbre totale e coinvolgente che mi portò per la prima volta (e anche l’ultima) a collezionare una testata per ben 250 numeri. In età più matura mi sono appassionato alle opere di straordinari artisti del calibro di Ross, Zaffino, Buscema, Romita. Recentemente mi è anche capitato di realizzare una breve storia per quelli della Dargaud con protagonista proprio una sorta di super-eroe, il Signore delle mosche. In verità si tratterebbe di dio ma esteticamente appare come un vero super-eroe dotato di muscoli e calzamaglia aderente. E’ stata una delle cose più divertenti.

4)In questi anni hai avuto modo di lavorare a numerose storie disney anche su albi molto importanti quali PKNA (Paperinik New Adventures) e Mickey Mouse Mistery Magazine. Cosa ci puoi dire di questa esperienza? Come ti sei trovato a lavorare su queste storie?

Era un periodo pieno di fermenti creativi. La testata PK nacque quasi in clandestinità. Proporre il progetto agli americani avrebbe potuto dire farci passare per folli, così rosicchiando risorse alla testata madre, Topolino, si varò la testata con grande entusiasmo ma forti dubbi riguardo alla riuscita del progetto. L’enorme popolarità e le vendite dirompenti fugarono gli ultimi dubbi e PK rimase per anni ben saldo in cima alle classifiche di vendita. Sulla scia nacquero MM e X-Mickey. Personalmente ebbi l’onore di partecipare fin da subito alla parte creativa dove si cercò di osare sull’impaginazione e la regia con formule fino ad allora inesplorate in casa Disney.

5)Per la Disney hai anche elaborato copertine per i volumi Disney Big, che reinterpretano alcune famose saghe del passato. Come è stato mettersi a lavoro per omaggiare tali storie?

Cerco sempre di mettermi al servizio delle storie che mi vengono fornite dalla redazione con devozione e umiltà. Il mio apporto creativo e compositivo non deve mai soffocare la fonte originale.

6)Per la Sergio Bonelli hai avuto modo di lavorare prima su Nick Raider e in seguito su due colonne portanti come Magico Vento e Tex. Com’è stato lavorare su personaggi molto più realistici come questi?

In realtà il mio esordio nei fumetti è stato proprio col genere realistico. Quando ho ereditato le copertine di Nick Raider da Bruno Ramella con il n.100, per un discorso di continuazione mi sono sentito in dovere di riprendere la sua tecnica. Si trattava di un grosso vignettone in bianco e nero. Si allegava una fotocopia con le indicazioni per i colori che poi sarebbero stati riprodotti al computer. Il risultato era spesso deludente e poco a poco convinsi la redazione che realizzare a tempera delle vere illustrazioni a colori sarebbe stato un salto di qualità per la testata. C'è stato un certo cambiamento tra le cover di Nick Raider rispetto a quelle di Magico Vento. La colorazione è sempre mia ma la tecnica è completamente diversa. Per Nick Raider, come dicevo, si è optato per una illustrazione a tempera, materica, con un gioco di pennellate per far risaltare le atmosfere. Con Magico Vento, anche per non confondere i lettori, era necessario un taglio completamente diverso. Mi è stato chiesto di mantenere il contorno nero, scomparso invece su Nick Raider, e una grande cura del particolare. Quello che ho proposto è una tecnica che prevede il disegno realizzato a mezzatinta a matita e colorato al computer. Il risultato finale mi ha fruttato un premio Fumo di China e ha incontrato il favore dei lettori esigenti della serie e di questo non posso che esserne orgoglioso.

Grazie per esser stato con noi!

Un caro saluto a tutti

Intervista realizzata da Leonardo Monzio Compagnoni


giovedì 28 aprile 2011

WORKSHOP/TAVOLA ROTONDA: DALL'EROE AL SUPEREROE DISNEY


VENERDI' 29 APRILE
DALLE ORE 18:30 ALLE ORE 20:00
presso SPAZIO POLARESCO, VIA DEL POLARESCO 15 BERGAMO

Chi sono gli eroi disneyani? Come nascono i supereroi dei fumetti Disney? Perchè a volte Pippo e Paperino devono indossare costume e mantello? Queste, e tante altre domande troveranno risposta in questo speciale appuntamento, dove una storica coppia dei fumetti targati Disney, Fausto Vitaliano (sceneggiatore) e Claudio Sciarrone (disegnatore) incontrerà il pubblico. Siete pronti a farvi coinvolgere per scoprire come nascono i fumetti più amati di sempre?
 

Un appuntamento imperdibile, in piena tradizione Disney, per comprendere al meglio il media di comunicazione fumetto!

Lo Staff di Bergomix
 

LE INTERVISTE DI BERGOMIX presenta: ARIEL OLIVETTI

Qui con noi, Ariel Olivetti, uno dei più brillanti disegnatori degli ultimi anni. Ti ringraziamo per averci concesso quest'intervista.

1) Come hai iniziato a lavorare nel mondo dei fumetti? E' una passione nata quando eri bambino?

Grazie infinite per gli elogi che mi rendono davvero orgoglioso. Non propriamente il fumetto, bensì il disegno, era uno dei miei passatempo preferiti quando ero bambino. La mia carriera professionale ha inizio facendo illustrazioni, per essere precisi le copertine della rivista argentina FIERRO

2) Che significato assume per te il fumetto? E' solo un mezzo d'intrattenimento oppure qualcosa di più che contiene anche riferimenti culturali?

Io ho una posizione molto personale in materia, credo che il fumetto americano dei supereroi sia un grandioso intrattenimento, ma questo solo quando il fumetto americano diviene troppo pretenzioso ed offre effettivamente solo divertimento. Esiste però un altro genere di fumetto, dove c'è spazio per la riflessione o una lettura adulta, per esempio c'è Watchmen, che è un fumetto per adulti in guisa supereroica e che nulla ha a che vedere con la tonnellata di titoli mensili delle serie regolari che un ragazzo può comprare per seguire le vicende del suo supereroe preferito.

3) Il tema di Bergomix 2011 è "Miti & Meraviglie del XXI°Secolo: I Supereroi". Chi sono per te i supereroi? E che significato hanno?

Purtroppo io non sono un gran lettore di fumetti supereroici, ci trascorro già 10 ore della mia giornata disegnandoli e, quando termino di lavorare, non ho tempo per leggerli. Purtroppo non posso risponderti a questa domanda.

4) Nella tua lunga carriera sinora, hai avuto modo di disegnare sia supereroi Marvel che DC. Quali preferisci?

La Marvel ha una varietà inesauribile di supereroi, ma per mio gusto personale devo dire che i migliori in assoluto sono Superman e Batman.

5) Per la Marvel, negli ultimi anni hai disegnato molti personaggi solitari, come il Punitore, Cable, Skaar e Namor. Chi tra loro è il tuo favorito? Perchè?

Il Punitore, perchè mi han dato moltissima libertà per ricreare il personaggio e gli script erano buoni e molto divertenti. E naturalmente anche Skaar, per le stesse ragioni.


6) Se tu avessi la possibilità di scegliere su che serie a fumetti americana lavorare, per quale opteresti?

HULK, senza dubbio l'anatomia è il mio forte e mi divertirebbe molto lavorare sulla serie.

7) Su cosa sei al lavoro adesso?

Al momento sto lavorando su War Machine.

Grazie infinite per esser stato con noi ed in bocca al lupo per i tuoi prossimi lavori!

Intervista realizzata da Leonardo Monzio Compagnoni

mercoledì 27 aprile 2011

LE INTERVISTE DI BERGOMIX presenta: MAX BRIGHEL

1)E' qui con noi una cara e vecchia conoscenza di Bergomix, Massimiliano Brighel, storico editor de L'Uomo Ragno. Grazie per la disponibilità! Iniziamo con una domanda da un milione di dollari: che cos'è per te il Fumetto?

Un'esperienza sensoriale, che inizia guardando il packaging della rivista e sentendo l'odore della carta. Poi, uno svago spesso di valore pari al romanzo e anche il mio lavoro.

2)Molti lettori non conoscono bene i retroscena del tuo lavoro. Ti va di parlarcene? Di che cosa ti occupi sulle testate a fumetti?

In pochissime parole, revisiono le traduzioni e curo gli articoli di presentazione.

3) Il tema di Bergomix 2011 è "Miti&Meraviglie del XXI°Secolo: I Supereroi". Chi sono per te i supereroi? E cosa dovrebbero significare per la società?
I fumetti di supereroi sono tra i miei preferiti, e il genere supereroico uno dei più versatili del fumetto. Come la gente sta iniziando a capire attraverso film e telefilm.
Cosa dovrebbero significare per la società? Un genere di intrattenimento!

4) Un eroe si riconosce anche dal proprio nemico e di cattivi spettacolari in Marvel son pieni. Secondo te, qual è il segreto del fascino di molti villains?

Il look, ho idea. Ma anche l'origine e la motivazione.

5) Per anni il tuo nome è sempre stato associato agli albi de L'Uomo Ragno. Qual è secondo te il segreto del successo di questo supereroe? Che cosa ti affascina di più delle sue storie?

Il segreto del suo successo dipende dal fatto che Peter Parker è, alla fine della fiera, una persona comune con pregi, difetti e problemi comuni. Io sono affascinato dalle storie, dai personaggi e dalla varietà di disegnatori: Spider-Man è uno dei pochi personaggi dei fumetti che risulta infatti credibile e interessante sia in stile caricaturale che realistico. Topolino? Solo caricaturale. Tex? Solo realistico. E così via...

6) Hai potuto seguire e toccare con mano i mutamenti presentati nel corso degli anni dalla casa editrice Marvel Comics. Secondo te quali sono stati i più significativi e perché?

Per esempio, alcuni disegnatori attuali non avrebbero mai potuto disegnare supereroi trent'anni fa a causa di uno stile che prima ho definito "caricaturale" in contrapposizione al realistico. Poi le sceneggiature sono molto cambiate anche soltanto per il fatto che mancano sempre il riassunto "interno" delle puntate precedenti (d'altronde c'è il riassunto scritto prima del fumetto) e sono diminuite moltissimo le didascalie classiche del tipo "Nel frattempo..." o "Mentre Spider-Man si gira...". Non c'è più bisogno di spiegare coi dialoghi quello che già si vede nel disegno.

7) Che futuro si prospetta ai fumetti dei supereroi Marvel? Ci puoi illustrare brevemente quali e di che carattere sono gli sviluppi futuri?

Purtroppo non riesco a prevedere il futuro, ma credo che i fumetti di supereroi saranno sempre un mix di realismo e fantascienza come è sempre stato. Ogni tanto, una delle due cose prende il sopravvento per un po' nelle storie, poi si torna all'altra.

Grazie di cuore per aver nuovamente dedicato del tempo al nostro pubblico!
Intervista realizzata da Leonardo Monzio Compagnoni

SPIDER-MAN, TU SEI L'UOMO RAGNO E INSEGNI A TUTTI NOI

L’Uomo Ragno, come si è già dibattuto in passato, non è solo uno stupefacente eroe su cellulosa o su celluloide, è una maschera dietro la quale può stare ogni persona, è una metafora della vita reale all’interno di una dimensione del tutto nuova dove lo sviluppo dei personaggi, e in particolare di Spidey e Goblin (aka Norman Osborn, ovvero la nemesi per eccellenza del Tessiragnatele), diviene una rappresentazione dello sviluppo emotivo interiore, che ognuno si trova ad affrontare lungo la propria esistenza. E non è tutto! Proprio per via delle differenti posizioni intraprese dai personaggi possiamo riscontrare nelle letture delle loro avventure la simbologia delle difficoltà, delle nemesi e delle ansie che caratterizzeranno la nostra vita subito dopo aver fatto una determinata scelta. Peter rappresenta tutti coloro che vivono la propria vita senza malizia alcuna, ma con una certa mediocrità di fondo. In parole povere, all’inizio Peter è come se vivesse estraniato dai problemi del mondo, senza realmente decidersi se parteggiare per il bene o per il male. Senz’altro è un atteggiamento del tutto simile a quello di Norman Osborn; infatti all’inizio entrambi rispondono con violenza nei riguardi di coloro che vogliono ferirli ( che sia Flash Thompson per Peter o la concorrenza industriale per Norman ). La similitudine col comportamento di Osborn è evidente anche quando Peter è in cerca di denaro e successo. Sicuramente non ha ancora compreso le parole e gli ammonimenti dello zio. Ecco il grande errore di quest’epoca: si cerca la felicità nelle cose transitorie e deleterie del mondo e non si presta mai ascolto a ciò che si annida nei recessi della nostra anima. Un errore che a Peter è costato caro e che gli ha radicalmente cambiato la vita: per menefreghismo lascia fuggire un ladro. Così facendo Peter permette al criminale di rubargli ciò che si trova nel suo spirito, ovvero l’onestà e la carità verso il prossimo. Interessante notare come Peter non ha avuto alcun desiderio di possedere i poteri di ragno e come proprio un aracnide insignificante sia stato il mezzo attraverso cui è nata una “meraviglia”. Questo rispecchia una verità che spesso si ignora: anche gli ultimi, le persone più umili possono compiere grandi gesti. E’ una metafora di come a volte si possa avere dei doni e delle responsabilità di una certa rilevanza, ma senza che li si abbia agognati con orgoglio ed anche con un certo egoismo. Al contrario di Peter, Norman brama a tutti i costi ottenere del Potere. Questo per raggiungere un certo dominio, sia sul lavoro che sulle persone. Senza contare poi che Osborn cova dentro di sé terribili desideri di vendetta nei riguardi di tutti coloro che gli han fatto del male. In questo contesto il Potere viene vissuto come uno strumento attraverso il quale nuocere il prossimo in diversi modi. Riguardo ad Harry (migliore amico di Peter, nonché figlio della più grande nemesi di quest’ultimo, Goblin) si osserva come non sopporta le ricchezze del padre, proprio perché lo allontanano da lui. Infatti Osborn è sempre preso ed impegnato nel suo lavoro, tanto da non assecondare le attenzioni verso il figlio. Basta guardarsi intorno per osservar come molti genitori agiscono nella stessa maniera, sempre presi dalla loro carriera a tal punto da disinteressarsi dei loro stessi figli. Ecco quello che avviene quando si concentrano tutte le energie in cose prettamente egoistiche. In pratica un aspetto importante da non sottovalutare è vedere come nel momento in cui si desiderano le cose transitorie del mondo, si allontana da noi la parte più vera e sincera. A farne le spese è, nell’universo editoriale ragnesco, Harry, il quale tenta di riempire un vuoto affettivo crescente uscendo assieme a Mary Jane. Ma non è tutto! Harry vuole far colpo sul padre, tentando di attirare almeno una volta la sua attenzione. Questo lo si nota quando si preoccupa dell’esteriorità di MJ. Può essere considerato un modo estremo di ottenere affetto, ma purtroppo il più delle volte questa pare l’unica carta da giocare per essere ascoltati e seguiti da coloro che si ama. Più normale è invece il rapporto tra Peter e lo zio Ben. La raffigurazione di quest’ultimo è quella di un padre saggio e prudente che cerca di consigliare ed indirizzare il nipote sulla retta via attraverso le traversie della quotidianità. Quando si accorge che Peter sta agendo in maniera istintiva ed antisociale (ad esempio l’episodio in cui si scontra con Flash), cerca di farlo riflettere sulle scelte che nella vita bisogna compiere. Gli fa capire che non serve a nulla agire con violenza bensì bisogna esaminare con scrupolosità ogni conseguenza che una determinata azione può scatenare. In pratica lo mette sul chi va là riguardo ad un concetto molto importante: “Da un grande potere derivano grandi responsabilità”. E’ una morale che coinvolge qualsiasi categoria di persona, dai politici agli insegnanti, dai medici agli sportivi, non hanno loro forse un potere di persuasione sul prossimo? Insomma divengono dei modelli da cui trarre ispirazione. Ma tornando a Ben e Peter, in verità il vero responsabile della morte dello zio è proprio il nipote. Questo può essere la rappresentazione estrema di ciò che avviene quando qualcuno non vuol prestare ascolto alle parole di chi gli vuole bene. Occorre però fare attenzione: sarà proprio questo avvenimento emotivamente scioccante, a far cambiare radicalmente la direzione intrapresa da Peter. Ecco a cosa può portare il dolore se usato a fin di bene: fa nascere nell’uomo quel senso di giustizia e comprensione verso il prossimo che altrimenti verrebbe meno. Dopo tutto chi ha affermato <> non aveva tutti i torti! D’ora in avanti Peter sceglierà di parteggiare per la via del Bene, al contrario di Norman Osborn il cui dolore sarà la scintilla che farà divampare in lui un forte desiderio di potere e di vendetta.
Norman Osborn è Goblin, Peter Parker è Spider-Man. Le maschere che coprono i loro volti mentre si combattono tra i grattacieli di Manhattan si fondono col loro viso ogni qualvolta i due si trovano a combattere a terra. Nei cieli sotto gli occhi di tutti sono due tizi mascherati, ma a terra, nei vicoli bui sono solo due persone che combattono per dimostrare all’altro di essere superiore. 
Le maschere e i costumi (modificati nel tempo ogni qualvolta ci si trovava ad un approfondimento psicologico di uno dei due) che i due personaggi indossano sono una raffigurazione di tutti quei desideri ed azioni che liberamente si è voluto seguire. Il costume da ragno raffigura il riconoscere la propria piccolezza nel gran piano della vita. Si può pertanto definirlo come una sorta di consapevolezza: l’essere umile. Qualcuno potrebbe  chiedersi a questo punto cos'ha che fare con la forza e la determinazione che accompagnano il nostro eroe… la verità si cela proprio in questo, quando si riconoscono i propri limiti e le proprie debolezze, si riesce a fronteggiare meglio le difficoltà e le lotte che la vita ci impone. Riflettendoci sopra un attimo, è stata nostra la scelta di essere intelligenti? Provengono forse da noi i doni elargiteci alla nostra nascita? Per l’appunto Spider-Man si rende conto che tutti i doni, e nel suo caso anche i poteri, che la vita gli ha concesso sono arrivati gratuitamente. Perciò vanno accettati con senso d’umiltà, ben sapendo che i doni avuti sono un “veicolo” attraverso cui fare del bene e non il fine da conquistare con cupidigia ( il “metodo Goblin”). Le azioni mosse da questo senso di responsabilità non sono sempre ben viste dalla gente, infatti i mass media si schierano contro Spider-Man. E’ una cosa risaputa che alcuni ascoltino e prendano per oro colato ogni cosa proposta dai media. Che importa se è vero o falso? Il conformismo che impera nel mondo è, in senso negativo, sorprendente. In poche parole a volte le persone limitano le nostre facoltà decisionali. Si deve imparare a riflettere su ogni mossa, senza seguire ciecamente quello che viene proposto. E’ naturale che il mondo “ci voglia bene” quando si è tranquilli e non si reca disturbo alcuno (Peter), per poi attaccarci con ferocia nel momento in cui si lotta per dei giusti ideali (Spider-Man) che non possono trovare posto,perché scomodi, nella nostra società. Le cose cambiano a seconda di quale sia l’occhio col quale le si osserva, medianico, umano o spirituale. Talvolta si è talmente presi ad osservare milioni di cose che non ci si accorge di farlo superficialmente e di non prestare attenzione al proprio “IO” interiore. Un errore che può costare caro. Nelle testate ragnesche si trova spesso Norman che parla con Goblin, quasi ad evidenziare allegoricamente l’esistenza d’individui altamente egocentrici. Osborn prende accordi con la parte più profonda del suo inconscio per raggiungere sempre maggiori obiettivi, sociali o politici che siano. Ciò che Norman vede nella sua mente non è altro che una fusione del suo livore,del suo odio e della sua invidia che prende guisa di Goblin. E’ una sorta di meccanismo automatico che si attiva nel momento stesso in cui mettiamo noi stessi, il nostro IO, al centro dell’universo. Se ciò avviene, tutti gli altri non possono far altro che servire il nostro egoismo ed orgoglio e, nel momento in cui ciò avviene, essi diventano potenziali avversari da distruggere. E’ proprio questo orgoglio esasperato che porterà Goblin a perseguitare Spider-Man. Questo è ciò che avviene quando si è immersi nella vanità del mondo, si pensa che tutti quelli che non agiscono come noi non sono altro che stupidi od arroganti da “educare”. Riflettendoci per un momento si può osservare come questo pensiero, pregno di falsità e di egoismo, sia stato la base da cui sono scaturite molteplici guerre e diatribe, sia di carattere mondiale che nelle famiglie di ogni tempo.

Leonardo Monzio Compagnoni
Direttore Artistico di Bergomix

martedì 26 aprile 2011

THOR AL CINEMA DAL 27 APRILE 2011

Gentile pubblico di Bergomix, dato il tema di quest'anno, "Miti & Meraviglie del XXI°Secolo: I Supereroi" ci teniamo a consigliarvi la visione della pellicola cinematografica "THOR" in uscita nei cinema il 27 Aprile 2011.


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Paramount Pictures distribuisce e i Marvel Studios presentano l'avventura epica, THOR, che estende l'Universo Marvel dalla Terra dei nostri giorni al regno eterno di Asgard ed ai restanti nove mondi. Al centro della storia c'è il potente dio Thor (Chris Hemsworth), principe guerriero potente ma arrogante, le cui azioni non ponderate rischiano di vanificare anni di sforzi per ottenere la pace. Thor viene privato dei suoi poteri ed esiliato sulla Terra dal padre Odino (Anthony Hopkins) ed è costretto ad imparare a vivere tra gli umani. Una giovane e bella scienziata, Jane Foster (Natalie Portman), assieme al suo piccolo team, inizia ad avere una profonda influenza su di lui, finendo per far capire al giovane dio la lezione dell'Alto Padre signore di Asgard. E' proprio qui sulla Terra che Thor impara cosa serve per diventare un vero eroe quando il suo malvagio fratellastro Loki mostra la sua vera natura.
Il film è parte, assieme ad Iron Man, L'Incredibile Hulk e Capitan America, del puzzle che porterà alla pellicola de I Vendicatori.



Lo Staff di Bergomix

LE INTERVISTE DI BERGOMIX presenta: FABIANO AMBU

1)Grazie mille Fabiano per esser qui a condividere le tue opinioni sul Fumetto col pubblico di Bergomix. Molti lettori ti conoscono adesso grazie al tuo lavoro su Dampyr (pubblicato da Sergio Bonelli Editore) e su Maisha (pubblicato da Edizioni Arcadia). Ma quali sono le origini da fumettista di Fabiano Ambu?

In realtà i lettori mi hanno conosciuto su l'Insonne di Giuseppe Di Bernardo, in seguito su Maisha, Nemrod (Star Comics), Massacro del Circeo (Becco Giallo) e infine Dampyr.
Le origini della mia passione risalgono all'infanzia e alle prime letture dei fumetti di supereroi, allora prodotti dall'Editoriale Corno. Dalla scoperta del fumetto come linguaggio non ho mai smesso di disegnare fumetti. Ho dato numerosi esami all'Accademia di Belle Arti inserendo i miei fumetti, uno lo potete trovare anche nel mio blog dal titolo "Il Vecchio".

2) Negli ultimi anni, soprattutto in Italia, si fa un gran parlare di rivalutazione del Fumetto come media culturale. Che ne pensi a proposito? Cos'è per te il fumetto e che potenzialità ha?

Il fumetto è un linguaggio, una forma d'espressione con grandi potenzialità, come si sono accorti nel cinema e nella televisione. Non credo si debba rivalutare il fumetto, anzi penso che non abbia mai ottenuto tanta visibilità come in questo periodo. La ghettizzazione ormai non esiste più, il fumetto ha ampiamente dimostrato le sue capacità comunicative e crea anche tendenza, forse noi vecchi amanti del fumetto preferivamo sentirci in controtendenza.

3) Negli ultimi anni ti sei cimentato su alcuni eroi, minori ma fortemente amati, del fumetto italiano. Sto ovviamente parlando di Desdy Metus L'Insonne, Maisha la vampira e Dampyr. Qual'è stato il tuo approccio a questi eroi? Come percepisci la figura dell'eroe nei fumetti e come riesci a darle forma?

Perché minori? Se è una questione di vendite mi pare Dampyr non possa essere considerato minore, come grado d'importanza non vedo perché possano risultare minori e soprattuto rispetto a quali altri?
In fondo siamo un paese esterofilo, tanto che anche nel cinema abbiamo dovuto fare i migliori Western modificando i nomi degli attori, immaginate un "Lo chiamavano Trinità" con Carlo Pedersoli e Mario Girotti, probabilmente sarebbe stato un terribile flop.
Io pongo sullo stesso piano Superman e Tex ad esempio e se si guardano le vendite penso che il nostro Ranger non abbia nulla da invidiare al collega a stelle e strisce.
L'approccio su L'Insonne, Nemrod, Maisha è stato quello del fumettista, ovvero raccontare per immagini dando vita ai personaggi.
Dampyr mi ha richiesto di superare certe angosce date dal fatto che sono un lettore appassionato dal primo numero, ho sempre trovato Harlan un personaggio fuori dalle righe, un eroe senza volerlo e soprattutto senza saperlo, in modo del tutto casuale. Quindi l'approccio su Dampyr è quello che mi ha coinvolto in modo più completo e con tutti i patemi da prestazione che ha un fumettista quando si trova a dover disegnare un gran personaggio, soprattuto quando è scritto da un abile sceneggiatore come Mauro Boselli.
Il metodo che utilizzo per qualsiasi personaggio che disegno è di immaginarlo vivo, più o meno come un regista, lo vedo recitare e se un'espressione o un movimento non funzionano, una sgommata e nuovo ciak!

4) Sempre a proposito di eroi, ed in particolare di eroine, come ti sei trovato a lavorare su tre personaggi molto amati, quali Tesla, Maisha e Desdy? Hai trovato analogie e differenze in loro?

Mi sono trovato benissimo, è chiaro che dal primo Insonne a l'ultima Tesla ho migliorato le anatomie e mi sono avvicinato a costruire delle donne credibili.
Non ho mai apprezzato le donne Pin Up del fumetto classico, non sono mai riuscito a disegnare la donna canonicamente bella. La donna nei fumetti non ha imperfezioni, ma in realtà le più affascinanti donne del cinema non sono canonicamente perfette, se non ci credete provate a disegnarle. In questo Dampyr che sto realizzando ora c'è una donna bellissima ma se la propongo a fumetto risulta avere dei tratti mascolini, una questione di zigomi. In definitiva per ottenere un buon risultato devo proporre una donna che abbia personalità mediando con la sintesi del disegno fumettistico, il risultato spero sia soddisfacente.
Disegnare questi tre personaggi femminili è in linea con il mio pensiero della femminilità, non sono donne che attendono un cavaliere che le salvi, semmai è il contrario e in questo sono molto simili.
Sono tutte e tre decise e testarde, pretendono rispetto e sono profondamente passionali, tutte vivono la notte intensamente e per questo le adoro, anche se solo due sono vampire.

5) Il tema di Bergomix 2011 è "Miti & Meraviglie del XXI°Secolo: i Supereroi". Che cosa sono e cosa rappresentano per te i supereroi? A quale di essi sei più affezionato?

I supereroi rappresentano l'infanzia, l'adolescenza, la maturità e tra poco la vecchiaia eh eh.
Hanno condizionato la mia vita, penso che parecchi ideali di giustizia, contrapposizione a tutto quello che è scorretto e cattivo mi derivi da queste letture.
Adoro Spider-Man, ricordo che da bambino mentre stavo in auto guardavo fuori dal finestrino e sognavo ad occhi aperti di lanciare ragnatele e saltare come lui. Il mio più grosso trauma infantile l'ho avuto un Natale, quando chiedendo a Babbo Natale un costume dell'Uomo Ragno mi sono ritrovato quello da Cowboy, purtroppo a mio padre piacevano i Western.
Ricordo anche quando al cinema mi misi a criticare il film dell'Uomo Ragno, non quello di Raimi, ma il serial Tv che in Italia avevano trasformato in film, caspita le ragnatele non si attaccavano, si vedevano che erano delle corde e Peter Parker era più grande di mio padre, sono esperienze che segnano eh eh.

6) Se ti fosse data l'opportunità di lavorare su una serie supereroistica americana, quale sceglieresti? E perché?

Le opportunità non ce le danno, bisogna prendersele. Quando mi prenderò l'opportunità di disegnare un fumetto americano se mi daranno la possibilità di scelta penso che deciderò per Spider-Man e i motivi sono gli stessi che ho avuto per Dampyr. Ma non ho fretta, ogni cosa deve accadere nel momento opportuno.

7) Assieme ad altri due importanti disegnatori di Dampyr, Alessandro Bocci e Marco Santucci, hai dato corpo ad Artists Alley. Ti andrebbe di parlarci delle ragioni che vi hanno spinto a creare questo gruppo? Come vi siete trovati e che feedback avete avuto durante questi prime cinque mesi?

L'Artists Alley è nato dall'incontro casuale tra me e Marco Santucci, abbiamo cominciato a discutere su certe problematiche del mestiere, in seguito abbiamo coinvolto Alessandro Bocci che ha risposto positivamente senza esitare un attimo. Abbiamo in pratica unito l'utile al dilettevole, eravamo stanchi di correre sempre alle fiere e non poter dedicare il giusto tempo a chi legge i nostri fumetti, con l'Artists Alley possiamo confrontarci con tutta calma e allo stesso tempo proporre i nostri lavori che esulano dalle pubblicazioni.
Altro motivo che ci ha portato a creare l'Artists Alley è la consapevolezza del valore del nostro lavoro, tutti e tre siamo convinti che è essenziale mostrare a chi legge i nostri fumetti quale impegno c'è dietro una tavola, comprendere il rapporto di tempo che passa tra lo sfogliare quella pagina e il disegnarla. Siamo coscienti della fatica e dell'impegno che mettiamo in ogni disegno e crediamo sia giusto dare il giusto valore al nostro lavoro e questi cinque mesi ci hanno dato ragione, le persone che abbiamo incontrato alle fiere hanno apprezzato il progetto e tutto quello che abbiamo proposto.
Il bello dell'Artists Alley è la nostra diversità stilistica che ci permette uno scambio costruttivo ed un confronto che personalmente mi ha stimolato tantissimo. Se potessi riassumere l'Artists Alley con una parola direi "confronto".

8) Sempre all'interno del progetto Artists Alley hai autoprodotto un paio di volumetti e alcune rappresentazioni della tradizione letteraria. Ti va di illustrarci questi tuoi lavori?

Ho autoprodotto due fumetti "Storie Metropolitane" e "Claudio Re".
L'idea è quella di unire le mie conoscenze accademiche con il mondo del fumetto, quello che volevo ottenere era un fumetto a numero limitato. L'idea che al mondo esistano solo 100 di questi fumetti rende questi oggetti preziosi, un ricordo che appartiene a pochi.
Storie Metropolitane è un fumetto "En Plein Air" disegnato, scritto , pensato di getto senza correzioni, istintivo e sopratutto l'ho realizzato nella Metropolitana di Milano. Le storie sono state concepite mentre viaggiavo nelle Metropolitana 1 la Rossa dalla fermata Pasteur fino a Famagosta, allora lavoravo al Teatro della Luna come tecnico teatrale. La prima storia la realizzai mentre ero fermo ad attendere che ripartisse la metro, ferma a causa di un suicidio, in quel momento ricordo mi chiesi perché qualcuno scegliesse la metropolitana per togliersi la vita e cosa lo portasse a tale scelta. In Storie Metropolitane ho segnato la data e l'ora di quando ho realizzato il fumetto, è stato bello, quando ho terminato tutto, rileggere le storie, mi sono piaciute e ho deciso che fosse giusto pubblicarle, quindi le ho inserite nel blog.
Nel blog ho avuto due assidui lettori, Gino e Melissa, a loro avevo promesso di trovare un modo di stamparlo, alla fine l'ho fatto io, in fondo le promesse vanno mantenute (in Italia è valido per tutti tranne uno eh eh).
Claudio Re è un fumetto che ho realizzato con lo stesso metodo però al Teatro della Luna a circa dieci metri d'altezza mentre facevo l'occhio di bue per lo spettacolo "Tutti Insieme Appassionatamente". Questo fumetto nasce dalla mia passione per l'Amleto di Shakespeare, infatti Claudio è lo zio di Amleto ma anche il patrigno che ha usurpato il trono del padre. Ho praticamente ricostruito la storia di Claudio, il suo modo di vedere l'assassinio del fratello e comprenderne le motivazioni. La sete di potere che rende sterile l'esistenza di questo individuo è in fondo parte della nostra quotidianità. A differenza di Storie Metropolitane, Claudio Re è a colori e in formato orizzontale.
Per l'Artists Alley ho realizzato anche delle cartoline, segnalibri ed un ciclo di stampe di soggetti classici.
Hamlet, Ophelia e Don Quixotte non sono stampe di eroi dei fumetti, la mia idea è che un'illustrazione non abbia più o meno valore in base al personaggio rappresentato ma è una questione di qualità del lavoro.
Poi il mio trascorso teatrale e la mia passione per L'Amleto di Shakespeare mi hanno fatto decidere per questo ciclo di soggetti.

9) Su quali progetti fumettistici stai lavorando al momento? Dove potremo leggere le tue future storie?

Sto lavorando su Dampyr e se tutto procede per il meglio vedrete anche qualche mia Cover, ma detto questo è meglio che mi rimetta a lavoro altrimenti ci sarà ben poco da vedere.

Grazie infinite per aver partecipato a questa intervista ed un grande in bocca al lupo per i tuoi prossimi lavori!

Intervista realizzata da Leonardo Monzio Compagnoni

lunedì 25 aprile 2011

WORKSHOP: COME REALIZZARE UNA STORIA DI SPIDER-MAN


MERCOLEDI' 27 APRILE
DALLE ORE 18:00 ALLE ORE 20:00
presso SPAZIO POLARESCO, VIA DEL POLARESCO 15 BERGAMO

Il magico duo composto da Stefano Vietti (sceneggiatore) e Giancarlo Olivares (disegnatore) visto più volte all'opera negli ultimi anni su Nathan Never della Sergio Bonelli Editore e sulle storie di Spider-Man targate Il Giornalino (Edizioni Paoline) offrirà al pubblico un'occasione imperdibile, un workshop su come si realizza una storia di Spider-Man! Avete sempre voluto sapere come nascono le storie dei supereroi? Ebbene, questa è un'opportunità da cogliere al volo!





Un appuntamento imperdibile per chi vuol imparare a fare fumetti, per gli amanti della Marvel e per i più piccini!

Lo Staff di Bergomix

LE INTERVISTE DI BERGOMIX presenta: JACOPO "JAC" SCARABELLI

1) Ciao Jacopo e benvenuto, grazie per essere qui a condividere col pubblico di Bergomix le tue idee, la tua esperienza del media fumetto. Ti va di presentarti?

Certo. Ciao a tutti voi di Bergomix inanzitutto.
Mi chiamo Jacopo Scarabelli, ma per il "fumetto mondo" sono Jac. Sono un giovane fumettista della provincia di Milano e muovo i miei passi in quest'ambito dal 2003, un pò per studio e un pò per lavoro.
Leggo fumetti da quando sono piccolo, ma la passione nasce nel 1999 in concomitanza con l'inizio delle Scuole Superiori. Sono anche Grafico, Fotografo e Web Master. Tutte specializzazioni che mi aiutano e mi influenzano molto nel modo di comunicare tramite il Media Fumetto. Ho iniziato dal maestro Filippo Bruno (WillowArt) col disegno umoristico principalmente, per poi approfondire gli studi di tutta la nona arte alla Scuola del Fumetto di Milano con gli insegnamenti di Giuseppe Quattrocchi, Alex Crippa, Antonio Campo e Luciano Regazzoni. Proprio dopo la Scuola decido di propormi come autore di fumetti, dopo le esperienze da colorista dal Maestro Filippo ed altri lavori pubblicitari. E in un battibaleno mi ritrovo a vincere il concorso internazionale "DisFumill", a Calcata (VT) , con un'illustrazione realizzata proprio negli ultimi giorni da studente. Da quella vittoria si è aperta la porta del fumetto professionale.

2) Hai esordito a Bergomix e tra poco anche al Napoli Comicon 2011 con la tua prima opera CHENG, edito da Boopen LED . Di che si tratta?

CHENG nasce nel 2009/2010 da un'esperimento fatto in classe tra noi studenti alla Scuola del Fumetto. Ognuno di noi doveva prendere un colore e crearci un personaggio da presentare in 4 tavole. Io ho scelto l'arancione. Un colore equilibrato, pacifico, armonico. Un colore perfettamente rappresentato dalla figura del  monaco cinese. Da li nasce Cheng che in cinese significa proprio Arancio. Dopo la vittoria del concorso sopra citato ho ripreso quelle 4 tavole di presentazione e ci ho creato una storia per un volume di 86 pagine in cui seguirete Cheng nel viaggio che lo porterà lontano dal tempio in un mondo diverso da quello in cui ha sempre vissuto. Non mancheranno umorismo e azione in pieno stile Jackie Chan e nemmeno i riferimenti ad opere che han segnato la mia crescita. E' un fumetto che rappresenta me e la strada fatta finora. Non pretende di insegnare niente anche se qualche spunto c'è anche per quello. Ma principalmente è, metaforicamente, un'autobiografia del sottoscritto. E' la mia prima pubblicazione e per di più come autore unico. Ne ho approfittato per raccontarmi tramite la mia arte in una storia semplice e divertente.
L'ho presentato in anteprima a Bergomix e a seguire lo presenterò al Napoli Comicon, Festa della città di Paullo (MI) e al Salone Internazionale del Libro di Torino. Altri eventi saranno annunciati prossimamente dalla Pagina Ufficiale su Facebook (https://www.facebook.com/pages/Cheng/120875174657771).
Per acquistarlo Online invece potete fare riferimento allo Store Online della casa editrice “Boopen Led” (http://www.boopen.it/acquista/DettaglioOpera.aspx?Param=16657).

3) Su cosa ti piacerebbe lavorare prossimamente all'interno del vasto parco offerto dal mercato italiano?

Ho la fortuna di non pormi molti paletti. Nel mio percorso di apprendimento non mi sono mai riferito direttamente ad un'autore specifico per prenderne ispirazione di stile e altro. Sono versatile nel mio di stile e mi piace cambiare pur mantenendo un certo segno. Quindi il vasto parco offerto dal mercato per me è in gran parte abbordabile e nello specifico diventa appetibile a seconda del modo in cui mi sento di disegnare.
Sono anche uno sperimentatore per questo sto avviando 3 progetti indipendenti con collaborazioni. Posso solo dire che uno è su Facebook, uno è sul Web in generale e un altro è un “videogioco”. Riguardo al mio prossimo step editoriale invece ho in mente di lavorare a un nuovo fumetto da proporre l'anno prossimo in Italia o in Francia. E chissà...magari si ritorna su Cheng. Le possibilità sono tante.


4) Il tema di Bergomix di quest'anno è "Miti & Meraviglie del XXI° Secolo: i Supereroi". Che ne pensi a riguardo? Che rapporto hai col fumetto supereroico e cosa ne pensi dei supereroi?

I supereroi mi ammaliano. Uno dei miei passatempi preferiti quando disegno supereroi è fare il restyling dei costumi. Se da un lato rimango spiazzato dalla mole di storie e vicende che li circondano dall'altra non posso che svagarmi e divertirmi disegnandoli. Oramai fanno parte della cultura del nostro tempo. Sono fonte di ispirazione e ognuno di essi ha una caratterizzazione forte e rappresentativa di ciascuno di noi. Il mio oltre che un rapporto professionale è un legame d'infanzia. Tra i fumetti che più leggevo da piccolo c'erano "I Fantastici 4" e "Spiderman". Quindi mi hanno sicuramente influenzato indirettamente. A Mantova Comics ho incontrato C.B. Cebulski, scopritore di talenti per la Marvel Comics. E' andata bene e mi han dato qualche tavola di prova da disegnare. Quando mi reputerò pronto gli preparerò qualcosa. Da una grande potere derivano grandi responsabilità.

5) Se te ne fosse data la possibilità, su quale personaggio supereroico dei fumetti americani vorresti mettere mano? Perchè?

Ultimamente ho il pallino per Batman. Perchè è carismatico. Mi piace il costume. Mi piacciono i suoi nemici. Insomma ha le carte in regola per essere tra i miei favoriti. Ma non è l'unico.
Sai... a pensarci bene forse preferirei un supereroe nuovo di zecca su cui mettere mano piuttosto che uno su cui si è gia detto e disegnato molto. Così poi posso disegnargli io il costume da zero magari!

6) In Italia, diversamente da altri Paesi dell'Unione Europea, il fumetto è sempre stato associato ad un giocattolo per bambini. Che ne pensi a tal proposito? Cos'è per te il fumetto?

Per me il fumetto è un modo di comunicare che se vogliamo è l'essenza della comunicazione. Il distillato di vari modi d'intendere le immagini e le parole.
E' Fotografia. E' Cinema. E' Letteratura. E' un insieme di elementi che ne formano uno nuovo e indipendente. E proprio per questo ha un grande potenziale e tanti modi di essere recepito.
Se ne scrivono di ogni su cos'è il fumetto, quando è nato etc. etc. E anche io ora ho dato una mia interpretazione che è discutibile o meno.
L'importante è che nel nostro paese, come nel resto del mondo, il riscontro sia sempre positivo e che le persone continuino a godere di questa arte nei vari modi in cui si esprime tutti i giorni al di la di come la percepiscono.

Grazie infinite per esser stato nostro ospite, ti facciamo il più grosso in bocca al lupo per i tuoi progetti!

Grazie a voi per l'intervista e buon Bergomix a tutti!

Se volete saperne di più su Jacopo Scarabelli e il suo lavoro potete andare ai seguenti indirizzi:
jacarts.blogspot.com
jacarts.deviantart.com
facebook.com/jacopo.scarabelli
twitter.com/#!/jacArts

Intervista realizzata da Leonardo Monzio Compagnoni

sabato 23 aprile 2011

LE INTERVISTE DI BERGOMIX presenta: ANDREA MUTTI

E' ospite di Bergomix Andrea Mutti, brillante autore italiano. Caro Andrea è un onore averti qua.

Piacere mio!

1) Oggi giorno il fumetto pare aver riacquistato una certa importanza. Ma cos'è per te il fumetto?

Beh, gran parte della mia vita e di quello che sono, ma il sogno di un bambino che diventa realtà.

Cosa rappresenta?

Un mondo straordinario e sempre magico, dove le storie ti portano lontano. E il mondo che trovi al tuo ritorno dalla lettura, spero, è diverso.

2) Durante gli incontri di Bergomix son stati parecchi i giovani che, nel corso degli anni, hanno avvicinato i disegnatori professionisti perché affascinati dalla possibilità di lavorare nel campo dell'illustrazione. Cosa consiglieresti a chi vuole intraprendere la carriera del fumettista?

Tantissimo lavoro, disegnare fino a che ti vengano i calli sulle dita!  ;-) Approfondire gli argomenti ed essere curiosi...e MAI presuntuosi..è una materia che è sempre in evoluzione, anche per chi è già del mestiere.

3) Il tema di Bergomix 2011 è "Miti & Meraviglie del XXI°Secolo: I Supereroi". Cosa rappresentano per te?

Beh, il mito e icona del superumano, di ciò che è al di sopra delle normali capacità. Non importa per quali ragioni, sono oltre l'essere umano comune, anche se ne fanno parte. Un simbolo forte e che ha subito variazioni e mutamenti negli anni..certo l'olimpo visivo di un fumettaro..

4) Hai avuto modo di lavorare sia in campo italiano, che europeo e americano. Che differenza hai trovato tra le diverse tipologie di fumetto da te affrontate?

Sono modi e culture differenti, approcci differenti. Se in Francia il rigore per il dettaglio e il decoro è assoluto, in USA è l'eroe che prevale,la figura è dominante. In Italia si ha una struttura che direi quasi a mezza via, il formato è più piccolo e la griglia un pò più rigida, ma ogni aspetto di ognuna ha un suo fascino. La personalità di ogni mercato permette sperimentazioni differenti...

5) Per le case editrici Americane hai potuto lavorare sia al fumetto supereroistico commerciale che a quello più mainstream. Che differenza c'è tra i due tipi? Dove ti sei trovato maggiormente a tuo agio?

Con gli USA mi trovo davvero a mio agio, è una dimensione che trovo molto affine al mio modo e alla mia voglia di esprimere graficamente qualcosa. In entrambi i casi si ha una libertà pressochè assoluta, si ha un costante feedback con gli editor che ti caricano sul lavoro che fai, sempre positivi e pronti a darti una mano in caso di necessità. Non si avverte una divisione per classi, senti che sei uno di loro. Con i supereroi puoi sperimentare movimenti e figure che da nessun'altra parte potresti trovare, puoi forzare un pò la tua visione della realtà. Idem per il resto, seppur rimanendo nella sfera realistica, puoi permetterti soluzioni grafiche anche estreme, ma sempre leggibili... qualcosa di sperimentale, qualcosa che ti esce dalla testa prima che dalle mani. Un'esperienza NON indifferente!

6) Il tuo nome è stato legato lo scorso anno all'universo narrativo di Iron Man. Cosa ci puoi dire di questa esperienza?

E' stata la mia prova del fuoco in MArvel, la mia "prima volta", e devo dire graaaaande emozione. Insomma, fico,no? E allo scrit c'era David Wellington, che conoscevo per i suoi romanzi, è stata una partenza bomba!

C'è qualche aneddoto particolare che vorresti raccontare?

Beh, le battute che ci si scambiava durante il lavoro relative agli zombi. Ci mandavamo facce zombi di continuo. A chi trovava la migliore spettava "l'applauso"... quasi nerd, insomma!

7) Per la serie L'Esecutore, pubblicata in Italia da Panini Comics, hai avuto a che fare con un vero e proprio thriller. Dimmi la verità, ti sei divertito a prestare le tue matite a questa storia?

Ahhh! Qui mi sono davvero lasciato andare!! L'oscurità, i boschi, l'atmosfera. La storia mi ha intrigato subito, grande empatia con scrittore-editor-script, è andata liscia come l'olio.



8) E della tua esperienza sulla serie Vertigo DMZ che ci puoi dire?

Anche qui ho trovato subito il mio ambiente: degrado, armi, gente disperata e sporca, esplosioni, c'era tutto. Poi ero su una serie di valore, e per parte italiana, visto che il disegnatore è nostrano, e un amico, quindi era come essere in famiglia.

9) Ti fosse concessa carta bianca, su quale serie attualmente pubblicata in America, vorresti lavorare?

Punisher MAX con AARON, WOLVERINE o SCALPED, sempre con AARON.

E perché?

Jason è uno scrittore grandioso, poliedrico e tra i migliori della sua generazione, ma ce ne sono davvero tanti che mi piacciono un sacco: Diggle, Remender, Nelson,Wood,Maberry....si farebbe sera!

10) A livello italiano, ti piacerebbe lavorare su un fumetto da te scritto e disegnato?

Mah, a me piace molto avere un referente, magari scriviamo insieme. Da solo solo, credo mi annoierei un pò. Un romanzo grafico italiano scritto a 4 mani, ecco!

Oppure su una serie già pubblicata?

Perchè no!?

Grazie per aver condiviso i tuoi pensieri con noi! In bocca al lupo per tutto quello che verrà!

Intervista realizzata da Leonardo Monzio Compagnoni

L'ETA' DELLE MERAVIGLIE: PRELUDIO

Con l’arrivo degli Anni 60 del secolo scorso, l'attenzione sul panorama fumettistico si sposta nuovamente, dopo la parentesi del secondo conflitto mondiale, negli Stati Uniti, dove si assiste allo scontro editoriale di due case editrici: da un lato la DC Comics con la sua re-interpretazione di alcuni vecchi eroi come Batman, Superman e la Justice League, dall’altra la Marvel Comics che presenta l’arrivo di nuovi personaggi come i Fantastici Quattro, l’Uomo Ragno, Hulk e gli X-men. Da questo momento l’ascesa del fumetto non avrà più limiti. La Marvel Comics, a differenza della Distinta Concorrenza, sfrutta una formula assolutamente nuova, ideata dal grande Stan Lee: Supereroi con Superproblemi. Non ci troviamo più di fronte a eroi senza pecche, ma pieni di problemi: l’Uomo Ragno è in realtà un adolescente che fatica ad inserirsi nella società scolastica, Hulk altro non è che il prodotto del tormento psicologico che il suo alterego umano ha subito per anni, gli X-men sono dei mutanti, il successivo anello della catena evolutiva umana, esseri dotati di superpoteri che spaventano i normali essere umani. La Marvel sembra dunque spaziare a lungo in tutti i campi possibili: scienza, psicologia, filosofia, letteratura.

BERGOMIX ON AIR su VIDEOBERGAMO

Gentile pubblico, mentre nella serata d'apertura, un centinaio di visitatori affluiva per festeggiare l'inzio della VI° Edizione di Bergomix, ecco cosa poteva vedere chi rimaneva a casa sintonizzato su Video Bergamo (Canale 931 di SKY o Canale 85 del Digitale Terrestre). Un servizio speciale dedicato a Bergomix!


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Un ringraziamento particolare alle persone di Claudio Chiari e Cristina Spinelli!

Restate con noi!

Leonardo Monzio Compagnoni
Direttore Artistico di Bergomix

venerdì 22 aprile 2011

LE INTERVISTE DI BERGOMIX presenta: MATTEO FREDDI

1)E' ospite a Bergomix Matteo Freddi, in arte Zorflick, ti ringraziamo per essere qui con noi. Matteo, iniziamo subito con una domanda semplice, cos'è il Fumetto per te?

Ahahah ok proprio semplice. Il fumetto per me è narrazione, è un mezzo per raccontare qualcosa, una storia o magari solo un sentimento. E’ anche un modo di esprimersi, esattamente come l’arte, la musica, il cinema o la letteratura, sono tutti mezzi con cui un autore si esprime e racconta. Il problema è che a volte si nobilita una forma di espressione a discapito di un'altra, si tende infatti a relegare il fumetto ad una sfera infantile, cosa che porta molta gente a sottovalutare il fumetto, mentre io sono convinto che il fumetto è molto più dirompente e suggestivo di tante altre forme di comunicazione, ma questa rischia di diventare una polemica, quindi direi che tagliare qui.
In sintesi il fumetto è una stupenda forma di espressione.

2)Come è avvenuto il tuo primo contatto col mondo del fumetto e cosa ti ha spinto a diventarne parte?

Direi Topolino da piccolo, però forse prima ancora era il Corriere dei Piccoli, non ho dei ricordi precisi su come sia iniziata la cosa, è come cercare di ricordare quando ho iniziato a guardare la televisione. Da che rammenti c'è sempre stata, e così anche i fumetti. Poi penso che sia altrettanto naturale quando ami così tanto una cosa che inizi a volerne saper di più, inizi a voler capire come nasce un fumetto, la curiosità cede il passo alla sperimentazione ed è un attimo prendere la matita in mano che cercare di cavarne qualcosa. E' un processo molto naturale, e molto intimista. Quindi inizialmente la spinta è un grande amore, sucessivamente è il coraggio di mostrarsi agli altri. Ti parlo di disegno e non di scrittura, unicamente perchè per me è stato il disegno il primo passo, disegnavo prima di pensare a cosa scrivere, cosa che, purtroppo, faccio anche adesso. Poi invece ragioni sulla storia, ma come sempre sono delle immagini le prime cose a cui penso.

3)Il tema di Bergomix 2011 è "Miti & Meraviglie del XXI°Secolo: I Supereroi". Cosa sono e rappresentano per te i supereroi?

I Supereroi sono il lato brillante ed il lato oscuro dell'uomo, rappresentano, nel bene e nel male, la pulsione dell'uomo a voler superare i limiti fisici della sua stessa natura, sono una precisa allegoria della vita.
Alcune delle migliori storie che abbia mai letto avevano supereroi come protagonisti, soprattuto dopo la rivoluzione iniziata con l’Uomo Ragno di Lee ed estremizzata con il Batman di Miller, ovvero quella dei supereroi con problemi umani. E’ questo quello che mi affascina di più, vedere questi miti moderni alle prese con la loro natura umana e leggere del modo in cui affrontano e superano (a volte) le stesse paure ed i problemi che un uomo deve affrontare nella sua vita.
L’altro lato della medaglia è che molto facile sbagliare una storia di Supereroi e raccontare di aria fritta, cosa che molte delle produzioni degli Anni 90 hanno fatto. Negli ultimi anni, contrariamente, direi che s’è ripreso a raccontare buone storie e ci sono ottimi cicli in giro. E’ una nuova primavera per il genere, speriamo che non buttino il tutto alle ortiche. I timori ci sono sempre.

4)Buona parte del pubblico ti conosce per le tue strip online. Vuoi raccontarci come è nata quest'idea delle strip sul blog?

Questa è facile, la strip ed il blog omonimo sono nati per prendere in giro i miei amici.
Non c'era nessun progetto o altro alle spalle, solo un semplice e naturale sfottò.
Poi la cosa m'ha preso la mano ed è diventata quello che è ora: un fumetto in tutti i sensi.
A differenza di quella che era la scena, in quel periodo il mio intento era di dare vita ad una strip dichiaratamente comica, poche scene intimiste e riflessive, ero più interessato a far sorridere che a far sospirare. Adesso invece sto sperimentando altri generi, o comunque sto provando a mischiare dei generi tra loro, come in tutte le relazioni di lunga data, a volte ho nostalgia del primo periodo di Zorflick, a volte invece no.

5)Che riscontro hai avuto col pubblico una volta che le tue strip sono state pubblicate? E' cambiato qualcosa rispetto a quanto percepivi tramite il contatto online?

Mmmm, onestamente con il pubblico non saprei, data la sua natura duale, web e carta, faccio fatica ad immaginarmi un potenziale lettore che non sia anche un lettore del fumetto on-line, cosa che rappresenta un mio grosso limite.
Quindi temo di non riuscire a risponderti.

6)Su cosa sei al lavoro in questo momento?

Allora, sto cercando di concludere questo spin-off di Zorflick che è Payback, e visto che al momento mi ha portato via due anni di realizzazione, non vedo l’ora che avvenga.
Poi si vedrà, di sicuro avrò la necessità di riordinare le idee e di mettere dei paletti a quello che faccio, in modo da differenziare quanto faccio sul web da altri progetti cartacei.
Progetti che sono in corso con un gruppo di amici, di cui sentirete presto parlare, ma che per il momento non posso divulgare. E' fico che abbia un progetto top secret, mi fa sentire così professionale.
Poi vorrei dedicarmi un po' alla pittura e finire quella dozzina di quadri che ho in cantiere.
Ah e vorrei anche dedicare più tempo ai videogiochi, mi mancano.
E ancora di più alla mia donna che, comprensibilmente, uno di questi giorni farà un grande falò di giochi, quadri e fumetti se non la smetto di trascurarla. ( Si capisce che quest’ultima frase è stata scritta sotto coercizione?)

Grazie Matteo per aver condiviso con noi i tuoi pensieri! In bocca al lupo per i nuovi progetti!

Intervista realizzata da Leonardo Monzio Compagnoni