venerdì 25 dicembre 2020

Fumetti: i Consigli e le nostre letture dell'Autunno 2020

Cari followers, con il 2020 che si avvicina sempre più alla sua fine, ci teniamo a riassumere per voi , attraverso le recensioni del nostro Presidente, le letture più interessanti, originali e particolari che abbiamo fatto nel corso dell'autunno di quest'anno.

"BOBBY SOMBRERO"

Sceneggiatura di Giovanni Barbieri, disegni di Cristian Canfailla, copertina edizione variant di Lorenzo Pastrovicchio, edito da Panini Comics Italia.

In molti si lamentano che in Italia il fumetto umoristico non trovi il giusto spazio, eppure negli ultimi anni sono tantissime le proposte umoristiche extra disneyane che hanno trovato spazio sul mercato fumettistico italiano.
Ne son riprova tutti quei titoli candidati ai Bergamoscar 2020.
"Bobby Sombrero" è l'ultimo esempio di un fumetto umoristico ben fatto, edito tra l'altro da uno degli editori italiani più importanti.
Prende giustamente le distanze dalle produzioni disneyane, ma strizza l'occhio ai grandi classici umoristici, dalla vasta produzione bianconiana a Felix, da Spongebob ai leggendari titoli francobelga.
La copertina dell'edizione variant è stata realizzata da Lorenzo Pastrovicchio che ha firmato una illustrazione di quelle che spiccano ed attirano l'occhio del lettore, che ritrae alla perfezione tanto i personaggi quanto lo spirito stesso del fumetto.
La storia è un'avventura, un viaggio tra le stelle, una commedia talvolta degli equivoci talvolta la riproposta in chiave moderna di Don Chisciotte della Mancia con personaggi principali e secondari dalle sembianze animali.
Bobby Sombrero, un ipertrofico, goloso e tontolone bassotto e Al Pelo, amico e in un certo senso assistente dell'eroe, si trovano impelagati nel rapimento di una principessa ad opera di misteriosi gaglioffi salsiccia, inviati da un magnate galattico dei fast food.
La storia scorre via liscia, con un ritmo sensato ben preciso, chiara e senza intoppi, dove dinamici momenti d'azione si alternano a situazioni comiche.
Sceneggiatura e disegni si compenetrano grazie all'eccellente lavoro di Cainfailla, il cui tratto plastico e dinamico, umoristico e ben delineato, da corpo tanto ai personaggi quanto ai veicoli e alle scenografie.
L'ambientazione spaziale è ben delineata, così come la tecnologia, tra oggetti e veicoli usati, concepiti proprio a seconda di chi li usa.
I personaggi tondi, fluidi, con quelle espressioni così travolgenti e comiche, sia che si tratti di canidi, maiali, insettidi o salsicce!
Mamma mia cosa non sono questi minions eccezionali, che in parte ricordano i fascisti su Marte di Guzzanti, in parte Sheldon J. Plankton, in parte i Minions stessi, pur proponendo specifiche particolari.
Un lavoro visivo davvero egregio.
È un volume che consiglio caldamente, è intrattenimento puro che ti rilassa, un progetto a cui dar fiducia, che può ancora raccontare tanto e che può contribuire a mantenere alta la bandiera del fumetto umoristico italiano.
Il volume, un bellissimo cartonato, è stampato su carta pregiata con un eccellente rapporto qualità/prezzo considerando anche che si tratta di una produzione originale.
Potete trovarlo in libreria e in fumetteria.

"BEATO DIARIO"

Sceneggiatura di Andrea Elmetti, disegnato di Massimiliano Mentuccia, edito da Sbam Comics.

Sotto la bandiera di Sbam Comics il fumetto umoristico italiano non disneyano ha trovato una nuova e bella casa.
Da "Pinocchio" a "Orpolina", da "Flauer" a "Rapa & Nui", sia che si tratti di grandi classici o idee nuove e spettacolari, la passione e la cura per il filone umoristico della Nona Arte è forte nelle produzioni di questa realtà editoriale.
Non è da meno una delle loro ultimissime proposte "Beato Diario", un fumetto che gioca, senza mai risultare offensivo, sui racconti dell'Antico Testamento.
Negli ultimi anni sono state diverse le produzioni fumettistiche ispirate dalla religione cristiana, dall'italico ed irriverente "Jenus" di Don Alemanno all'epopea Millariana di "American Jesus", dall'incredibile e rumoreggiato "Second Coming" all'immortale "Preacher" di Ennis, dal divertente "Happy Jesus" di Stefania Marino Gambazza alla neostar televisiva "Lucifer" di Gaiman.
Cosa distingue quindi "Beato Diario" da tutte quelle opere che lo hanno preceduto nel filone narrativo a cui è legato?
Una cosa molto speciale, la tecnica con cui sfrutta le capacità comunicative ed educative del media per parlare al lettore.
La storia vede l'Altissimo prendere in mano alcuni capitoli dell'Antico Testamento e, come se fosse un diario, raccontarci come sono andate veramente le cose, togliendo tutte le parti riguardanti morti, depravazioni sessuali, iraconde vendette, sconvolgimenti catastrofici, prove al limite della fede, sostituendole con espedienti comici originali (per capirci Elmetti non copia la versione presente nel serial "La Famiglia Griffin").
C'è gentilezza, c'è innocenza, c'è l'ingenuità dei bambini nelle storie di "Beato Diario", elementi che mi spingono a dire che questo fumetto è destinato ad un target dalla forchetta amplia, tanto ai più piccoli quanto ai meno giovani.
Un fumetto per famiglie che fa ritrovare quelle atmosfere un po' alla "Tiramolla" e un po' alla "Prezzemolo" che mancavano da troppo tempo sugli scaffali.
Persino le interessanti e recenti proposte fumettistiche degli "Angry Birds" o dei "Minions", per quanto piacevoli, non erano comunque così incisive.
A rendere questo fumetto il bel prodotto che è, ci sono anche i disegni di Massimiliano Mentuccia che coniuga alcuni stilemi classici disneyani e bianconiani metabolizzandoli, facendoli propri, dandogli un'impronta autoriale personalizzata.
C'è rotondità, c'è morbidezza nel suo tratto cartoonesco, c'è un continuo senso di movimento nella sua narrazione artistica.
I personaggi recitano con espressioni plastiche creando empatia col lettore.
Ogni vignetta realizzata è ricca di minuziosi particolari, dimostrando la ricercatezza dell'artista.
Uno stile davvero interessante, non c'è che dire.
Nel complesso quindi una bella lettura, un bel volume brossurato e curato in ogni particolare, con un buon rapporto qualità/prezzo, 14€ spesi bene.
Potete trovare il fumetto in libreria, fumetteria e sul sito dell'editore al link: https://sbamcomics.it/prodotto/beato-diario/

"TOPOLINO #3380"



Copertina di Andrea Freccero, illustrazione introduttiva di Silvia Ziche, direzione editoriale Alex Bertani, edito da Panini Comics Italia.
E' un numero speciale quello del nuovo
Topolino Magazine
appena uscito in edicola, con tanto di copertina metallizzata e una illustrazione firmata da
Andrea Freccero
, condivisa da
Topolino
e Paperino che rompono la quarta parete riversando il loro entusiasmo al lettore.
Apre le danze dell'albo una divertentissima illustrazione umoristica dell'artista Silvia Ziche, adatta se vogliamo all'attuale clima celebrativo del Festival del Cinema di Venezia.
La prima storia, soggetto di Marco Palazzi, sceneggiatura di Bruno Sarda e disegnata da
Giorgio Cavazzano
intitolata "Zio Paperone e il business itinerante" ha un gusto classico, uno scontro tra Paperone e Rockerduck all'ultimo affare da un capo all'altro del mondo, una grande avventura dove, ancora una volta, l'odierna e diffusa tecnologia degli smartphone e dei social network ha voce in capitolo nella narrazione.
Bella storia, con classici momenti divertenti, riflessivi e una bellissima rottura della quarta parete che diverte i fans!
I disegni poi sono del Maestro Cavazzano, come sempre una totale garanzia artistica!
Ogni tavola è un puro gioiello!
La seconda storia è "Il Lato Oscuro", la seconda puntata della nuova saga "Paperbridge", soggetto-sceneggiatura-disegni di
Marco Gervasio
, ambientata in un esclusivo college inglese agli inizi del Novecento, dove i giovanissimi Tom Ducket e Quacky si trovano coinvolti nella vita del college e con un piano della Confraternita dei Mascherati.
I miei sospetti trovano sempre più conferma che si tratti di un prequel alla saga di Fantomius!
La storia è proprio bella non c'è che dire, nulla viene dato per scontato e Gervasio sta tessendo una trama d'alta qualità!
Un'avventura per i lettori di tutte le età che, pur essendo ambientata ad un secolo di distanza, non annoia, anzi semmai intriga parecchio.
La terza storia "Pippospot - Non tutte le vacanze riescono col buco", soggetto-sceneggiatura-disegni di Alessio Coppola, un esilarante racconto con protagonista Pippo e la sua strampalata, ma non troppo, agenzia pubblicitaria.
Per una volta Pippo sarà del tutto involontariamente la spalla di Topolino, in una avventura a due livelli apparentemente paralleli e non tangibili.
Questa storia è un bellissimo esempio di come si possa sfruttare Pippo e le sue comiche/goffe abilità senza cadere nel banale.
La quarta storia "Paperino e il castello con tranello" soggetto-sceneggiatura di Paul Halas & Marco Rota, disegni di Marco Rota, è una storia dal sapore retro' che i lettori disneyani più scafati adoreranno (persino più delle precedenti),ma che, purtroppo, sa di narrazione fuori tempo, con uno stile narrativo ed artistico davvero troppo distante dalle altre storie del settimanale.
Uno splendido viaggio per Paperino e nipoti che si troverà arricchito da un mistero quasi vittoriano.
Vi invito comunque a soffermarvi ad osservare bene le singole vignette, in particolar modo i personaggi non paperi.
Ci sono delle rappresentazioni e soluzioni visive che omaggiano tantissimo l'arte classica disneyana cinematografica, un vero spettacolo!
La quinta storia è la puntata conclusiva di "Fast Track Mickey" soggetto-sceneggiatura-disegni di
Claudio Sciarrone
, un gran finale per questo progetto da autore unico di Claudio dove viene dato sfoggio al meglio di quanto visto nelle puntate precedenti sia dal punto di vista artistico, che narrativo e registico.
Ci sono delle vere chicche in questa storia, soluzioni cinematografiche perfettamente adattate alla Nona Arte... e l'ultima tavola ha il sapore della classica scena post titoli di coda che preannuncia un possibile sequel!
Dopo "Foglie Rosse" la riprova che Sciarrone anche da autore unico dimostra di essere una carta vincente per Topolino e una delle firme più interessanti della Nona Arte italiana.
Chiude l'albo una tavola autoconclusiva umoristica di Enrico Faccini che, come da tradizione, mi ha fatto scompisciare!
Insomma un albo davvero imperdibile questo nuovo numero, ricco anche di interessanti inserti speciali, tra cui una bella intervista a
Giorgio Salati
e
Christian Cornia
dedicata al loro nuovo lavoro fumettistico "Brina ogni amico un'avventura".
Lo potete trovare in tutte le edicole del nostro Bel Paese e nelle migliori fumetterie, dove tra l'altro, troverete anche una variant cover dell'albo!

"TOPOLINO #3381" 


Copertina di 
Paolo Mottura
, illustrazione introduttiva di 
Silvia Ziche
, direzione editoriale 
Alex Bertani
, edito da 
Panini Comics Italia
.
Il secondo numero di Settembre di 
Topolino Magazine
 appena uscito in edicola, ha un sapore davvero particolare!
L'illustrazione di copertina è realizzata dal grande Paolo Mottura, riprende sia il clima della storia di apertura, sia il clima attuale di fine estate, trasmettendo (anche grazie ai colori di Andrea Cagol) quella sensazione di saudade che accompagna la fine dell'estate.
Apre le danze dell'albo una tavola dell'artista Silvia Ziche che promette di essere ben augurante per questo inizio di nuovo anno scolastico, quasi una dichiarazione d'amore dell'autrice e del settimanale verso i propri giovani lettori.
La prima storia, soggetto di 
Gabriele Panini
 e 
Giuseppe Zironi
, sceneggiatura di Gabriele Panini e disegnata da Giuseppe Zironi, intitolata "Topolino e il ritorno del Bluesman" strizza l'occhio ai disneyani doc.
Topolino, nelle vesti di giornalista si imbatte in una storia davvero interessante nell'assolato Stato della Louisiana, che lo spingerà in una insospettabile crime story tra le acque del bayou.
Un racconto degno della risma del suo protagonista, originale e affascinante, che ti tiene coinvolto dalla prima all'ultima tavola, accompagnato dal poetico timbro del blues.
Lo stile artistico autoriale di Zironi mi è sempre piaciuto e in questa storia sembra spiccare più del solito con un Topolino dalla mimica facciale e corporale grandiosa.
E come non emozionarsi nel vedere situazioni e luoghi simili a quelli visti nel classico d'animazione disneyana "La Principessa e il Ranocchio"!
Un gran primo piatto per questo numero!
La seconda storia è "La Festa d'Inverno", la terza puntata della saga "Paperbridge", soggetto-sceneggiatura-disegni di 
Marco Gervasio
, ormai chiaramente vero e proprio prologo dell'epopea di Fantomius!
Le vite di Tom Ducket e Quacky si trovano ad intersecarsi sempre più tra la vita e gli impegni del college, con la scoperta da parte di Quacky di un proprio lato eroico inatteso, mentre sullo sfondo la Confraternita dei Mascherati si prepara a svelare il suo vero obiettivo.
La storia si fa sempre più avvincente, il grande mosaico che Gervasio sta componendo prende piano piano una forma sempre più definita!
Un'avventura davvero eccellente, mai banale in grado di conquistare tanto il lettore scafato che quello neofita.
La terza storia "Vita da Rock Band - La Sala Prove", soggetto-sceneggiatura di 
Giorgio Salati
 e disegni di Emilio Urbano, è sia un racconto intrattenitivo che d'insegnamento dove viene spiegato al lettore come nascono le band musicali e quali sono i primi passi da intraprendere sulle vie della Musica.
Sebbene si scorga una nota autoreferenziale nella storia, mi colpisce parecchio come da "Foglie Rosse" le storie a sfondo musicale e giovanile si siano fatte sempre più strada sulle pagine del settimanale, quasi si sia scoperto un filone relativamente inesplorato.
I disegni di Urbano rispecchiano parecchio l'essenza dello stile artistico umoristico e coinvolgono col proprio divertimento l'occhio del lettore.
La quarta storia "Zio Paperone e i consigli proficui" soggetto-sceneggiatura di 
Carlo Panaro
, disegni di Ottavio Panaro, è una storia che mi è entrata dentro!
Come forse saprete grazie a 
Mattia Jack Chiarella
 ho un breve intenso trascorso nel campo della radiofonia e in questa storia, che vede Zio Paperone alla conduzione di un programma radiofonico, ho rivisto tutti gli elementi di quell'esperienza (che sappiatelo non è ancora finita).
Un bel racconto semplice ma ricco di contenuti e che evidenzia, semmai ce ne sia il bisogno, l'imbattibilità di Zio Paperone e del suo fiuto per gli affari.
La quinta storia è una nuova puntata della serie "Storia Papera" soggetto e sceneggiatura di Augusto Macchetto, disegni di Roberto Vian, dal titolo "L'Antica Roma".
È un dinamico duo narrativo e artistico quello dei due autori che ci propongono una di quelle storie dove il lettore più giovane impara divertendosi.
Una lezione di Paperoga, coadiuvato e battibeccato da Pico De Paperis, ci porta nell'antica Roma e ci svela una storia mai narrata (e forse mai esistita) del primo e infruttuoso sacco della Città Eterna!
Quante risate tra presente e passato!
Nell'albo sono presenti anche due tavole autoconclusive, una di Alessandro Sisti (sceneggiatura) e Alessandro Perina (disegni) dal sapore aureo parmense ed una umoristica di Enrico Faccini che regala tante risate!
Insomma un albo ancora una volta ricchissimo di proposte con un editoriale del Direttore Bertani volto al contatto e alla comunicazione con il lettore, dove la sua impronta stilistica è ben delineata e presentata.
Ci aspettano davvero interessanti novità!
Potete trovare l'albo in tutte le edicole del nostro Bel Paese e nelle migliori fumetterie!


"TOPOLINO #3382" 


Copertina di Giorgio Cavazzano, illustrazione introduttiva di Silvia Ziche, direzione editoriale 
Alex Bertani
, edito da 
Panini Comics Italia
.
Il terzo numero di Settembre di 
Topolino Magazine
 appena uscito in edicola, l'ho trovato davvero speciale!
L'illustrazione di copertina è realizzata dal Maestro 
Giorgio Cavazzano
, davvero d'impatto!
Non mi ricordo copertine recenti così ben fatte con coprotagonisti Minni e Topolino, anzi a memoria credo che si debba andare indietro di moltissimi numeri.
Entrambi perfettamente bilanciati, quasi a rappresentare in maniera equivalente tanto le lettrici che i lettori del settimanale.
Apre le danze dell'albo una tavola umoristica dell'artista 
Silvia Ziche
 che strappa subito la prima risata di questo numero.
La prima storia, soggetto e sceneggiatura di Valentina Camerini e disegnata da 
Giada Perissinotto
 (
Giada Perissinotto artist
) , intitolata "Minni prêt-a-porter - Questione di Stelle" rappresenta il primo capitolo di una nuova saga avente per protagoniste Minni, la sua ex compagna di studi Betty e la loro passione per la moda.
Un racconto moderno, giovane, coinvolgente che tocca alcuni temi particolari, neanche troppo da gentil sesso a dire il vero.
Personalmente non trovavo Minni così ben scritta e sfruttata da parecchio tempo, forse mai così bene!
Che storia originale, resa così affascinante anche grazie all'incredibile artista Giada Perissinotto, una disegnatrice con una regia portentosa (l'avevamo già visto nella storia "Paperino e la Regina Fuori Tempo del 2017) ed un segno giovane in grado di attirare l'occhio tanto del lettore giovanissimo che di quello disney addicted!
La seconda storia, come da tradizione da qualche numero a questa parte, è la quarta puntata della saga "Paperbridge", "La Regata", soggetto-sceneggiatura-disegni di 
Marco Gervasio
!
La storia si fa sempre più intrigante, è ormai chiaro che stiamo contemplando gli albori di Fantomius, il ladro gentiluomo!
Un'avventura sempre su grandi ritmi, che ti stupisce di tavola in tavola!
La terza storia fa parte della saga "Topolino le Origini" ed ha titolo "Una curatissima promozione ".
Avente soggetto-sceneggiatura di Giorgio Fontana e disegni di Ottavio Panaro, è un racconto di puro intrattenimento disneyano, con tantissime strizzate d'occhio ai fans hardcore come me.
I disegni di Panaro rispecchiano il giusto mix tra le correnti moderne e tradizionali disneyane e puntano tantissimo sull'espressività facciale dei personaggi.
L'ho davvero apprezzata moltissimo e il finale mi ha rimandato con la mente ad alcuni classici d'animazione disneyani.
La quarta storia "Paperoga e la Gallinocinèsi" soggetto-sceneggiatura-disegni di 
Enrico Faccini
, è una storia puramente comica!
Quanto adoro le storie realizzate da Faccini, semplici, lineari, con una carica umoristica grandiosa.
Un bel racconto surreale e assurdo, dove i personaggi sfruttando appieno le potenzialità del media arrivano addirittura a rompere la quarta parete!
La quinta storia è dedicata ad Archimede Pitagorico con soggetto e sceneggiatura di 
Pier Giuseppe Giunta
 (
Pier Giuseppe Giunta Art
), disegni di Valerio Held, dal titolo "Archimedi e la sovrapianificazione culinaria".
Un'atipica storia che ci presenta Archie in una veste diversa dal solito, uno sperimentatore fallibile più che un deus ex macchina.
Mi ha davvero colpito, per certi versi è più simile alla sua controparte americana animata del recente Ducktales.
Fa seguito la storia "Amelia e la malefica Obsol-essenza", soggetto-sceneggiatura-disegni di Marco Meloni.
Una storia dal sapore enormemente e piacevolmente classico e con il grandissimo pregio di riportare in scena un comprimario sparito da anni dalle pagine del settimanale, la strega tecnologica Roberta, collega della fattucchiera Amelia!
Conclude l'albo una tavola autoconclusiva, ironica, comica e intelligente di Enrico Faccini dedicata a Ciccio e alla fame atavica!
Nel complesso un numero ancora una volta ricchissimo di proposte fumettistiche d'alto livello qualitativo!
Potete trovare l'albo in tutte le edicole del nostro Bel Paese e nelle migliori fumetterie!


"TOPOLINO #3383" 


Copertina di 
Andrea Freccero
, illustrazione introduttiva di 
Silvia Ziche
, direzione editoriale 
Alex Bertani
, edito da 
Panini Comics Italia
.
Il quarto numero di Settembre di 
Topolino Magazine
, fresco d'edicola, è un vero e proprio inno alla lettura!
L'illustrazione di copertina è realizzata dall'artista 
Andrea Freccero
 ed è dedicata alla storia dell'apertura del settimanale!
Apre le danze dell'albo una tavola umoristica dell'artista Silvia Ziche dedicata ad una delle icone disneyane protagoniste di questa uscita, che ci regala la prima risata di questo numero.
La prima storia, come preannunciato dalla copertina è la quinta ed ultima puntata della prima saga "Paperbridge", "Il Libro degli Errori", soggetto-sceneggiatura-disegni come sempre di 
Marco Gervasio
!
I nodi giungono al pettine in questa storia sempre più affascinante!
È stata una bella cavalcata con una costante alta qualità e cura tanto nei dettagli narrativo/visivi quanto nei personaggi.
E credetemi se vi dico che si tratta solo dell'inizio, come ben svela l'ultima tavola del racconto!
La seconda storia, soggetto e sceneggiatura di Valentina Camerini e disegnata da 
Marco Mazzarello
 , intitolata "Minni prêt-a-porter - In passerella ragazze!" presenta il primo capitolo di un'avventura in più parti della nuova saga avente per protagoniste Minni, la sua ex compagna di studi Betty e la loro passione per la moda.
Un racconto moderno e giovane come nello scorso numero, dove vedere Minni protagonista, in egual modo a cui abbiamo letto di Topolino negli anni, è davvero sorprendente!
La terza storia è la "rivisitazione" di un classico del settimanale, ha titolo "Archimede e l'Assistente talentuoso", un soggetto-sceneggiatura di 
Carlo Panaro
 e disegni di Francesco Guerrini.
Vi dirò, non ho mai particolarmente amato il tratto di Guerrini, l'ho sempre giudicato troppo underground per il settimanale, ma devo ammettere che per questo racconto mi sono dovuto ricredere.
Seppur la storia sia un classico intrattenimento disneyano, ci sono delle soluzioni visive spettacolari, come ad esempio gli assistenti elettronici di Archimede o, ancora, espedienti narrativi pazzeschi (quando arriva Paperoga è puro divertimento).
L'ho davvero apprezzata moltissimo!
La quarta storia "Vita da Rock Band - Registrare un Disco" soggetto-sceneggiatura di 
Giorgio Salati
 e disegni di Emilio Urbano, è una storia con il classico intento di sfruttare il media fumetto per insegnare qualcosa ai più giovani.
È il secondo capitolo sulla vita dei gruppi musicali di Salati, dove possiamo scorgere non solo nozioni in campo musicale ma anche insegnamenti di vita vissuta!
La quinta storia ha titolo "Paperino e l'effetto Ingordzilla" un soggetto/sceneggiatura di Riccardo Pesce e disegni di 
Federico Bertolucci
.
Una nuova avventura con protagonisti Paperino, Ciccio e Archimede che esagera, giocando, sulla fame gargatuesca di Ciccio.
C'è da divertirsi tantissimo e non si può fare a meno di notare, dal punto di vista artistico, un rimando al classico d'animazione disneyana "Alice nel Paese delle Meraviglie".
Fa seguito la storia "Zio Paperone e il Dedalo invisibile", soggetto-sceneggiatura di Roberto Moscato e disegni di Roberto Vian.
Ci troviamo di fronte ad una bellissima storia, erede delle classiche avventure di Paperone e nipotame, con il marcato intento d'insegnare ai giovani e, peccherò nel dirlo, meno giovani lettori tanto un linguaggio forbito quanto alcune particolarità.
Una bella storia, arricchita dagli splendidi disegni di Vian.
Conclude l'albo una tavola autoconclusiva e comica di Giulio D'Antona e Alessio Coppola.
Nel complesso un numero ancora una volta ricco ed interessante, ad alto livello qualitativo!
Potete trovare l'albo in tutte le edicole del nostro Bel Paese e nelle migliori fumetterie!


"TOPOLINO #3384" 


Copertina di 
Andrea Freccero
, illustrazione introduttiva di 
Silvia Ziche
, direzione editoriale 
Alex Bertani
, edito da 
Panini Comics Italia
.
Il quinto numero di Settembre di 
Topolino Magazine
, fresco d'edicola, è una pubblicazione dedicata all'insegnamento!
L'illustrazione di copertina è realizzata dall'artista 
Andrea Freccero
 ed è dedicata, come spesso capita, alla storia d'apertura del settimanale!
Apre le danze dell'albo una tavola umoristica dell'artista Silvia Ziche dedicata al rapporto tra Paperino e Paperina.
La prima storia, come preannunciato dalla copertina, è il primo capitolo di una nuova saga disneyana che si pone come obiettivo di accompagnare il lettore più giovane alla scoperta di una parte della Storia Antica dell'Italia, "Gli Italici Paperi - Paperonoro & Soci", soggetto-sceneggiatura di 
Matteo Venerus
 e disegni di 
Emmanuele Baccinelli
!
È una storia dal sapore introduttivo che ci presenta i protagonisti paperi della serie e il loro villaggio.
È un omaggio ai racconti di Asterix&Obelix, ne mostra infatti il caratteristico schema, ma spicca per la sua originalità nell'approccio disneyano (e in particolare paperonesco) alla risoluzione della trama.
Per certi versi e per alcune caratteristiche visive, mi ricorda molto la storia antica di Bergamo all'arrivo dell'impero romano.
Entrambi gli autori sfruttano una delle caratteristiche peculiari del media per sfornare una vera e propria lezione di storia!
Visivamente parlando le tavole e i disegni di Baccinelli sono un vero spettacolo per gli occhi!
Non c'è pagina che non trasudi minuziosità e ricercatezza storica, per non parlare delle espressioni visive e anatomiche mostrate da numerosi personaggi, in grado di raccontarci senza seguire i baloons, la storia principale.
La seconda storia, soggetto e sceneggiatura di Valentina Camerini e disegnata da Marco Mazzarello, è la seconda parte di "Minni prêt-a-porter - In passerella ragazze!" la nuova saga fashion girl power avente per protagoniste Minni, la sua ex compagna di studi Betty e la loro passione per la moda.
Un racconto moderno e giovane come nei passati numeri, con Minni come sorprendente protagonista principale!
È davvero interessante questa seconda parte e in parte ci leggo anche una, spesso più che meritata, frecciata al mondo delle webstar, inadatti, come in questo caso, giudici/recensori.
Vi è un anche un piccolo omaggio al film "Il Diavolo veste Prada"!
La terza storia è un piccolo capolavoro che tributa un classico genere del settimanale, l'Avventura nello spazio.
Ha titolo "Zio Paperone e il Tesoro Extrasolare", un soggetto di 
Licia Troisi
 (
Licia Troisi
), sceneggiatura di 
Francesco Artibani
 e disegni di 
Mario Ferracina
.
È una storia speciale che vede unire l'inventiva e la maestria di due grandi firme narrative italiane in un racconto con protagonisti Archimede, Zio Paperone, Paperino e i nipotini.
Anche grazie al tratto di Ferracina, è stato realizzato un racconto che parla di scienza dello spazio, di economia e umanità, di invasori e invasi, di colonizzatori e colonizzati.
L'ho davvero apprezzata moltissimo!
La quarta storia è, ancora una volta, il nuovo capitolo di "Vita da Rock Band" dal titolo "Fare Promozione" soggetto-sceneggiatura di 
Giorgio Salati
 e disegni di Emilio Urbano, una storia che parla di musica, business plan, promozione e volontà.
È il terzo capitolo sulla vita dei gruppi musicali di Salati, dove possiamo scorgere non solo suggerimenti per le band musicali giovanili ma anche per chi si vuol promuovere in campo fumettistico!
Salati e Urbani stanno mettendo assieme nozioni preziosissime!
La quinta storia ha titolo "Cuochi da demolizione" un soggetto/sceneggiatura di 
Gabriele Panini
 e disegni di Maurizio Amendola.
Una nuova avventura con protagonisti i cugini Paperino e Paperoga a sfondo culinario, uno dei temi più gettonati negli ultimi periodi.
Sembrerebbe una classica storia breve comica, ma in realtà, se pensiamo soprattutto ai lettori più giovani, è piena di suggerimenti dedicati all'approccio in cucina.
La sesta storia del settimanale è un altro gioiello, "Topolino e il canto delle balene", soggetto-sceneggiatura di 
Giorgio Salati
 (che fa il bis in questo numero) e disegni di 
Luca Usai
.
Ci troviamo di fronte ad una bellissima storia dedicata all'ecosistema ambiente, alle balene, che pesca a piene mani da fatti di cronaca relativamente recente con il chiaro intento di sensibilizzare il lettore (giovane o vecchio che sia) al tema della salvaguardia delle specie animali e della natura in generale.
I disegni di Usai sono come sempre bellissimi, ha una sintesi e cura delle tavole che lo rende, ai miei occhi, uno degli autori più adatti alla narrazione per immagini alla nuova giovanissima generazione.
Tavole dinamiche, personaggi che si esprimono facilmente tanto con le movenze anatomiche quanto con plastiche espressioni facciali, un tratto davvero fenomenale.
Conclude l'albo una tavola autoconclusiva e di Giulio D'Antona e Alessio Coppola, comica non tanto per gli avvenimenti narrati, quanto per il protagonista Orazio, reso qui un colmo vivente.
Nel complesso un numero che definire ricco ed interessante è dir poco, forse è una delle poche occasioni in cui tutte le storie dell'albo hanno dimostrato un livello qualitativo nettamente alto!
Potete trovare l'albo in tutte le edicole del nostro Bel Paese e nelle migliori fumetterie!


"TOPOLINO #3385" 


Copertina di Francesco D'Ippolito, illustrazione introduttiva di Silvia Ziche, direzione editoriale Alex Bertani, edito da 
Panini Comics Italia
.
Primo numero di Ottobre per 
Topolino Magazine
, che sfodera l'artiglieria pesante, un numero pieno di storie stupende!
L'illustrazione di copertina è realizzata dall'artista 
Francesco D'Ippolito
 ed è dedicata alla storia d'apertura del settimanale.
È una bella copertina, un vero e proprio poster che ci propone il ritorno dei personaggi della parodia d'inizio anno della coppia Artibani/Pastrovicchio.
Resa magica dalla splendida tavolozza di colori di 
Andrea Cagol
, l'illustrazione presenta un'ottima composizione, come l'autore ci ha d'altronde abituati sul mensile "Il Manuale delle Giovani Marmotte".
Apre le danze dell'albo e ci regala la prima risata una tavola umoristica dell'artista 
Silvia Ziche
 che ricalca uno dei temi d'attualità e d'attenzione rivolti soprattutto ai più giovani, il monopattino.
La prima storia è al contempo un graditissimo ritorno ed un atteso seguito di un'opera letta ad inizio anno, ritorniamo nel mondo vittoriano di Jules Verne con una nuova parodia, in questo caso de "L'Isola Misteriosa".
La storia, ideata e sceneggiata dallo scrittore 
Francesco Artibani
, è all'insegna del girl power, con Minni e Paperina (che per l'occasione sfoggia il suo nome originale Daisy) alla mercé della natura e scaraventate da una sorte apparentemente contraria, su di un'isola deserta.
Due tipe toste, subito pronte a rimboccarsi le maniche per rispondere alle avversità, con una impostazione non molto differente da come i più giovani lettori sono abituate a vederle nei corti animati de "La Casa di Topolino".
Ad affiancare Artibani, troviamo ancora una volta l'artista 
Lorenzo Pastrovicchio
 che, come ci ha viziati negli anni, da sfoggio sin dalla prima tavola della sua maestria.
Diciamocelo, non sarebbe stato lo stesso senza l'intesa consolidata tra i due autori.
Una regia/composizione della tavola, quella di Pastrovicchio, più che notevole, personaggi costantemente morbidi e dinamici, influenze visive ampliate e riformulate da "La Vita di Pi", "Cast Away" (c'è una tavola che ci fa respirare l'atmosfera del film con protagonista Tom Hanks) e dai meravigliosi documentari del National Geographic.
Per non parlare della strizzatina d'occhio alla visione steampunk dei costumi delle due protagoniste!
Ci sono inoltre alcuni siparietti comici in secondo piano, rispetto alla narrazione principale, che sono una meravigliosa maestria.
Non c'è che dire, sicuramente si sarà divertito tantissimo nel realizzare le tavole.
A seguire, per non lasciarci troppo sulle spine, un bellissimo inserto speciale dedicato ai due autori e al fascino delle isole misteriose.
La seconda storia è il secondo capitolo della saga de "Gli Italici Paperi", "Paperopulum", sempre soggetto-sceneggiatura di 
Matteo Venerus
 e disegni di 
Emmanuele Baccinelli
.
Confermo le mie impressioni iniziali sull'opera, con il chiaro intento di sfruttare il medium per insegnare ai più giovani (e ricordare ai meno giovani) alcune caratteristiche importanti della storia italiana antica.
Sebbene questa storia possa sembrare un rimando al racconto di Asterix&Obelix "Asterix & Il Regno degli Dei", in realtà ne fa solo un più che vago accenno, parlando invece, in maniera non troppo velata, d'integrazione tra popoli con culture diverse, della difficoltà di gestire cambiamenti non troppo procrastinabili nel tempo, spesso con veri e propri colpi di genio narrativi.
Ci troviamo di fronte ad una vera e propria lezione di storia, ma soprattutto di vita!
Visivamente parlando le tavole e i disegni di Baccinelli sono sempre spettacolari!
Come per la storia di settimana scorsa, non c'è tavola che non trasudi minuziosità e ricercatezza storica, davvero encomiabile.
Per non parlare della capacità di far recitare il numeroso cast di personaggi sfruttando espressioni visive e anatomiche totalmente plastiche.
Diverse tavole mostrano uno stile di regia e di montaggio dinamico e coinvolgente, cosa non da poco se pensiamo ai grandi obiettivi che si pone il racconto.
A proposito di Storia, questo albo di Topolino presenta un interessante inserto d'approfondimento di una storia di qualche tempo fa scritta dall'autore 
Bruno Enna
 e pensata per omaggiare il cinquecentenario della scomparsa del pittore Raffaello Sanzio, "Zio Paperone e la pietra dell'Oltreblu".
È saltato fuori infatti che Enna abbia anticipato, grazie ad un intuito derivato da un'attenta ricerca sulla figura storica e sperimentale del pittore", una recente scoperta artistica sull'utilizzo da parte di Raffaello di un raro "Blu Egizio".
La realtà che eguaglia, in questo caso, la fantasia della Nona Arte.
La terza storia è un piccolo gioiello dedicato al trio Qui,Quo,Qua e Archimede, con al suo interno un messaggio molto importante.
Ha titolo "Qui,Quo,Qua e l'orologio della Sapienza", un soggetto-sceneggiatura di Gabriele Mazzoleni e disegni di 
Mario Ferracina
.
È una storia speciale, dedicata agli studenti, che spinge il lettore a riflettere sull'influenza negativa che può avere la tecnologia moderna sulle proprie capacità d'apprendimento e sull'importanza di sudarsi meritatamente i propri risultati.
Anche grazie al tratto di Ferracina, se vogliamo ancor più dinamico e fresco rispetto alla storia della scorsa settimana, è stato realizzato un racconto in grado di cogliere nel segno, in grado di entrare letteralmente nel modus vivendi dello studente di oggi.
L'ho davvero apprezzato moltissimo!
La quarta storia è un breve ma efficace racconto umoristico dal titolo "Rock Sassi, Manetta e l'inseguimento per sbaglio" soggetto-sceneggiatura di 
Gabriele Panini
 e disegni di 
Fabio Pochet
.
Una storia che ci riporta, seppur per poche pagine, ai tempi dell'atmosfera delle comiche indagini di polizia di Topolinia, con una comicità, se vogliamo, in parte debitrice alle storie surreali Pulp e al filone comico poliziesco di "Scuola di Polizia" e "Una Pallottola spuntata".
Per me è stato un bel leggere ed ho apprezzato moltissimo lo storytelling umoristico di Pochet, dinamico e con un ritmo serrato.
La quinta storia ha titolo "Manutenzione... con extra" un soggetto/sceneggiatura di Gabriele Panini (che questa settimana fa il bis di storie) e disegni di Maurizio Amendola.
Una nuova breve avventura con protagonisti i cugini Paperino e Paperoga alle prese con il mondo dei mestieri, in questo caso quello della meccanica automobilistica.
Come già avvenuto nel precedente numero, è un racconto pieno di suggerimenti dedicati all'approccio lavorativo.
La sesta storia del settimanale è un vero gioiello che noi lettori hardcore pensavamo perduto "Mickey 2.0 - Io sono Topolino", soggetto-sceneggiatura di Tito Faraci (che mancava dalle pagine di Topolino da troppo tempo) e disegni di 
Claudio Sciarrone
.
Ci troviamo di fronte ad una bellissima storia, in realtà alla prima parte di una trilogia, dedicata tanto al concetto di legacy quanto al viaggio di un giovane nella sua ricerca del proprio posto nel mondo.
Una storia con tanti momenti comici (la maestria di Faraci è superlativa), che buca spesso la quarta parete interagendo difatti con il lettore, coinvolgendolo maggiormente nel racconto.
È una storia che aspettavo di leggere da tantissimo tempo, è stata realizzata infatti ben 12 anni fa e non dimostra affatto la sofferenza del gap temporale tra creazione e pubblicazione.
Un'avventura con una premessa rivoluzionaria ma illuminante, ed un cliffanger finale sconvolgente che non voglio spoilerarvi.
I disegni e i colori di Sciarrone sono come sempre indescrivibilmente bellissimi.
Una sintesi di regia cinematografica e stile visivo che rielabora i cartoni animati in voga di metà Anni 10 (del Duemila si intende), anticipando sui tempi quello che abbiamo visto solo in questi ultimi due anni sul reboot animato di Ducktales.
Come sempre presenta una cura tanto della regia narrativa delle tavole (tanto per dirne una c'è una splashpage che omaggia "Ritorno al Futuro - Parte II") quanto dei personaggi, attori dinamici e modellabili nelle sue mani.
Come per la storia di apertura del settimanale, anche in questo caso la maestosità di questo primo capitolo è stata possibile solo grazie all'intesa dei due autori e al loro enorme know-how (non solo fumettistico).
Conclude l'albo una tavola autoconclusiva comica di Giulio D'Antona e Alessio Coppola.
Nel complesso un altro grande numero, ancora una volta spettacolare, ricco di storie d'alta qualità!
Molto bello e veramente sentito l'editoriale introduttivo del Direttore 
Alex Bertani
 che tira le somme di due anni di direzione del settimanale.
Devo ammetterlo, la sua personalizzazione del Topo non è stata così traumatica come si pensava, anzi, il cambio di rotta ha portato a nuove ed interessanti visioni artistiche e soluzioni narrative che hanno offerto un pacchetto pensato sia al target di riferimento del settimanale che alla retroguardia storica a cui un lettore meno giovane come me appartiene.
I miei più vivi complimenti per la strada intrapresa e il mio ringraziamento, da lettore e amante della Nona, per quanto ci è stato regalato in questi primi due anni dell'Era Bertani.
Son davvero curioso di vedere cosa ci riserverà il futuro.
Potete trovare l'albo in tutte le edicole del nostro Bel Paese e nelle migliori fumetterie!


"TOPOLINO #3386" 


Copertina di Andrea Freccero, illustrazione introduttiva di Silvia Ziche, direzione editoriale 
Alex Bertani
, edito da 
Panini Comics Italia
.
Secondo numero di Ottobre per 
Topolino Magazine
, che continua a presentare storie di qualità e che ci fa già respirare aria di Halloween grazie ad un'illustrazione di copertina realizzata dall'artista 
Andrea Freccero
 (
Andrea Freccero
), dedicata come da tradizione alla storia d'apertura del settimanale.
È una bella copertina d'impatto, con una minaccia che incombe alle spalle dei nostri giovani eroi!
Apre le danze dell'albo, regalandoci la prima risata, una tavola umoristica dell'artista 
Silvia Ziche
 che ritrae uno degli incubi della mia generazione, l'anziano alle prese con la tecnologia dello smartphone!
La prima storia, sceneggiata da Marco Nucci e disegnata da Stefano Intini, dal titolo "Newton Pitagorico e gli Incubi dell'Incubatrice", è un bellissimo racconto a tema Halloween che stupisce il lettore ed omaggia il genere surreale di "Tales from the Crypt".
È una proposta unica ed originale che mi ha fatto rimanere a bocca aperta, resa spettralmente magica dal tratto umoristico di Intini.
La seconda storia, ideata e sceneggiata dallo scrittore 
Francesco Artibani
 e disegnata da 
Lorenzo Pastrovicchio
, è il secondo capitolo della saga parodistica de "L'Isola dei Misteri", avente titolo "Il Segreto dell'Isola".
Rispetto al primo capitolo, molto più incentrato sul duo Minni e Daisy, questa storia assume un aspetto molto più corale, riservando diverse sorprese, dal Capitano Nemo agli avversari, fino all'Isola stessa.
Nel leggerla ho voluto ritentare un esperimento che faccio poche volte, anche perché mi rallenta di molto la lettura, ho letto i baloons immaginando la voce dei doppiatori italiani dei personaggi e, devo ammettere, che non è stato affatto male sentirli parlare nella mia testa!
Una bella storia, avventura pura che rende omaggio al mito di Verne e all'amore per i grandi romanzi che hanno fatto la storia della letteratura mondiale.
I disegni di Pastrovicchio sono sempre un bel vedere, una eccellenza italiana della Nona Arte, in grado di imprimere dinamicità su un tratto elastico e morbido, trasmettendo una vivida sensazione di continuo movimento, senza tralasciare alcun minimo dettaglio.
È una meraviglia come riesce a gestire inquadrature, narrazione e recitazione dei personaggi trovando un perfetto equilibrio e soluzioni geniali.
La terza storia è il nuovo capitolo della saga de "Gli Italici Paperi", "Oltre i Confini", sempre soggetto-sceneggiatura di 
Matteo Venerus
 e disegni di 
Emmanuele Baccinelli
.
Gli autori, con una grande maestria, continuano a sfruttare il medium per dare importanti nozioni al lettore, tanto di storia quanto di economia!
Viene usato un linguaggio chiaro, preciso e la storia conduce letteralmente per mano il lettore di tavola in tavola, senza salti, senza buchi, lasciando il segno.
Visivamente parlando i disegni di Baccinelli, le sue inquadrature e le sue soluzioni grafiche sono davvero un gran bel vedere!
Come per le storie delle passate settimane, non c'è tavola che non trasudi minuziosità e ricercatezza nella rielaborazione storico visiva.
Apprezzo moltissimo quanto fatto per questa saga che meriterebbe di trovare spazio tra i banchi di scuola.
La quarta storia è il nuovo (ultimo?) capitolo della saga "Vita da Rock Band", l'ultimo tassello del puzzle creato dallo sceneggiatore 
Giorgio Salati
 e dal disegnatore Emilio Urbano.
Il racconto lascia spazio al tema dei primi tour, rispolverando anche alcune chicche dei precedenti capitoli.
Nella loro semplicità son davvero encomiabili i disegni di Urbani, dettagliati, con vignette ricche e personaggi elastici, dinamici ed una capacità recitativa eccezionale.
La quinta storia è un breve ma speciale racconto sceneggiato da Jens Hansegård e disegnato dal Maestro Marco Rota, una storia di Zio Paperone che strizza tantissimo l'occhio alla grande saga di Don Rosa.
Un'avventura dal sapore classico, molto curiosa e con alcune sfaccettature divertenti (c'è un giochino geografico nelle prime tavole eccezionale), che, sebbene dal punto di vista visivo, è totalmente atipica per il settimanale odierno, in questo caso ha un suo perché.
Resto convinto che questi racconti andrebbero valorizzati maggiormente in un titolo a sé stante, forse anche in un formato più grande.
La sesta storia del settimanale aggiunge ulteriore pepe a questo numero, si tratta infatti del secondo capitolo di "Mickey 2.0" avente titolo "Amici&Nemici", soggetto-sceneggiatura di Tito Faraci e disegni di 
Claudio Sciarrone
.
Una storia che alterna sapientemente i momenti comici all'avventura pura (uno dei marchi di fabbrica di Faraci), che da un vero senso al significato di 2.0.
Che avventura, un vero piacere per mente ed occhi, che omaggia per certi versi la versione animata Anni 90 di Gambadilegno.
I disegni e i colori di Sciarrone che cosa non sono!
Azione, inquadrature e regia, il livello di questa prestazione artistica è davvero altissimo!
Sto adorando questa saga!
Conclude l'albo una tavola autoconclusiva comica di Giulio D'Antona e Alessio Coppola sempre ambientata nel Selvaggio West.
Nel complesso un altro grande numero, ancora una volta spettacolare, ricco di storie curiose, affascinanti e dai contenuti artistico letterari d'alta qualità!
Potete trovare l'albo in tutte le edicole del nostro Bel Paese e nelle migliori fumetterie!


"TOPOLINO #3387" 


Copertina di 
Francesco D'Ippolito
, illustrazione introduttiva di Silvia Ziche, direzione editoriale 
Alex Bertani
, edito da 
Panini Comics Italia
.
Terzo numero di Ottobre per 
Topolino Magazine
, che continua a presentare storie di di puro intrattenimento.
L'illustrazione di copertina realizzata dall'artista Francesco D'Ippolito è dedicata alla storia di chiusura del settimanale, la terza parte di Mickey 2.0.
È una bella copertina d'impatto, che rende onore alla storia futuristica del nipote di Topolino e conquista l'occhio del lettore avventore in edicola, cogliendo l'essenza stessa del fascino del protagonista.
Apre le danze dell'albo, regalandoci la prima risata, una tavola umoristica dell'artista Silvia Ziche che, strizzando anch'essa l'occhio a Mickey 2.0, gioca sul rapporto di coppia tra Minni e Topolino!
La prima storia, ideata e sceneggiata dallo scrittore 
Francesco Artibani
 e disegnata da 
Lorenzo Pastrovicchio
, è il terzo e conclusivo capitolo della saga parodistica de "L'Isola dei Misteri", avente titolo "Il Padrone del Tempo".
Siamo alla resa dei conti tra il Capitano Nemo, la sua ciurma, e agli avversari Ned Gamb e Faraboot, con il fatto dell'Isola stessa in bilico.
Giunti al gran finale si possono tirare le somme di questa nuova storia parodica, un'avventura dal grande respiro in grado di omaggiare e proporre il fascino del mito delle opere di Verne alle generazioni più giovani.
I disegni e le tavole di Pastrovicchio sono sempre magnifici.
Forse in questo numero, più che in altri recenti, si è riusciti a trovare un'amalgama di stile perfetta, tra tutte le storie, adatta al lettore di riferimento di oggi.
La dinamicità del tratto di Pastrovicchio va di pari passo ad uno stile di regia chiaro, limpido, degno se vogliamo dei più grandi cineasti di oggi.
Il tutto senza andare a ledere sulla minuziosità dei particolari e il morbido dictat visivo dei personaggi disneyani.
In particolare in questo capitolo ho amato la rottura della quarta parete durante le gag con protagonista O'Quack.
La seconda storia è il quarto capitolo della saga de "Gli Italici Paperi", "Cultura vs Cultura", sempre soggetto-sceneggiatura di 
Matteo Venerus
 e disegni di 
Emmanuele Baccinelli
.
Gli autori, come ci hanno viziati in questi numeri, continuano a sfruttare il medium per dare importanti nozioni di storia al lettore, sottolineando ancora una volta la difficoltà d'integrazione tra popoli con culture ed usanze diversi.
Difficoltà che però, come da tradizione, vengono superate attraverso osservazione, sopportazione e confronto, conducendo letteralmente per mano il lettore di tavola in tavola in una soluzione forse un pelo bucolica ma adatta all'economia del racconto (e di Paperonoro).
I disegni di Baccinelli, seguendo l'evoluzione della storia, si arricchiscono ulteriormente spingendo l'occhio del lettore ad analizzare attentamente ogni tavola, facendoci letteralmente respirare arte e storia.
Se c'è un elemento di cui mi sono innamorato di questa saga è la resa visiva di una complessa e minuziosa ricerca storica, è un lavoro davvero encomiabile!
La terza storia è un intelligente racconto di confronto tra generazioni, tra modernità tecnologica e profondità bibliografica, avente titolo "Il Manuale delle Giovani Marmotte vs Duckipedia" sceneggiata da 
Marco Nucci
 e disegnata da 
Luca Usai
.
Una breve, semplice ma assai divertente sfida tra Paperino e i nipotini che mette un po' di pepe nel rapporto di famiglia.
Come per il lavoro di Pastrovicchio e Baccinelli, anche le tavole di Usai sono davvero magnifiche, dinamiche e fresche, adatte alle esigenze visive dei lettori più giovani.
La quarta storia è un racconto di "strategia industriale" sceneggiato da Marco Bosco e disegnato da 
Massimo Fecchi
.
Un'avventura divertente dell'ormai immortale rivalità tra Paperone e Rockerduck, incentrata su Miss Paperett, uno dei personaggi secondari raramente sfruttati nelle storie del settimanale come invece avvenuto in questo caso.
Disegni anche qui dinamici e minuziosi che rispecchiano l'alta qualità dell'albo.
La quinta storia del settimanale è il capitolo conclusivo (ne siamo sicuri?) di "Mickey 2.0" avente titolo "Il Caso venuto dal Passato", soggetto-sceneggiatura di Alessandro Ferrari e disegni di 
Claudio Sciarrone
.
Un racconto che, come nelle precedenti parti, alterna sapientemente i momenti comici all'avventura pura, proponendo al lettore alcune soluzioni narrative rivoluzionarie.
Gli Zii Tip e Tap, come pure il nipote di Gambadilegno, hanno qui subito una bellissima reinvenzione stilistica in grado di aprire spazi sinora inimmaginabili.
I disegni e i colori di Sciarrone arricchiscono ed impreziosiscono questo numero, sono adatti al pubblico esigente di oggi, propongono tavole con una regia tanto adrenalinica quanto ad ampio respiro.
Azione, inquadrature e regia, il livello di questa prestazione artistica è davvero sublime e i personaggi ne risentono davvero positivamente!
Conclude l'albo una tavola autoconclusiva comica di Giulio D'Antona e Alessio Coppola sempre ambientata nel Selvaggio West.
Nel complesso un altro grande numero, ancora una volta spettacolare per contenuti narrativi ed artistici!
Potete trovare l'albo in tutte le edicole del nostro Bel Paese e nelle migliori fumetterie!


"TOPOLINO #3390" 


Copertina di Paolo Mottura, Direttore editoriale 
Alex Bertani
, edito da 
Panini Comics Italia
.
Il numero di 
Topolino Magazine
 uscito questa settimana è una meravigliosa miscellanea di storie e stili artistici, adatto a lettori giovani e lettori della vecchia guardia.
Ad aprire le danze la canonica illustrazione umoristica dell'artista 
Silvia Ziche
, incentrata sul rapporto vincitore e vinto tra Zio Paperone e Rocker Duck, un duo che ritornerà sovente all'interno dell'albo.
La prima storia "Sir Topleton e la Sfida al Grande Bianco - Tra i Ghiacci", sceneggiatura di 
Sergio Cabella
, disegni di 
Paolo Mottura
, appartiene a quel filone autoriale che colpisce gli occhi del giovane lettore e il cuore del lettore hardcore.
Un bel racconto sulle esplorazioni, un racconto che insegna, un racconto che si rifà ad un filone del Fantastico tornato in auge negli ultimi anni.
Cabella ha ripescato per l'occasione due personaggi che si vedono raramente nelle storie moderne, il mitico Gancio e l'amabile Pluto.
Lo stile di Mottura torna in questa storia ai fasti visivi di "Metopolis", pur conservando una classica gabbia disneyana.
Encomiabile il lavoro di ricerca per l'ambientazione della storia, con tavole ricche di particolari scenografici storici.
La seconda storia, "Pianeta Paperone - La Panchina Ispiratrice", sceneggiatura di Vito Stabile e disegni di Marco Rota, è un racconto dal sapore classico, incentrato sul rapporto di sfida tra Zio Paperone e Rockerduck.
Il tratto di Marco Rota, per quanto fuoritempo, esprime classicità e cerca persino di trovare una soluzione che unisca ieri ad oggi.
Ci sono rimandi visivi a Don Rosa e alla prima serie di Ducktales.
La terza storia "X-Music - Emozioni e Impostazioni", sceneggiatura di 
Pietro B. Zemelo
 e disegni di 
Luca Usai
, è un racconto che segue il filone giovanile in voga di X-Factor.
Sono presenti infatti anche due figure simbolo del programma.
Per quanto duri poche pagine è divertente e mette in evidenza le principali caratteristiche di Zio Paperone e Paperoga.
Il tratto di Luca Usai è come sempre fresco, plastico e dinamico, adatto tanto al target del settimanale quanto a quello dei lettori più attempati come me.
La quarta storia "Topolino le Origini - Amici Miei", sceneggiatura di Giorgio Fontana e disegni di Carlo Limido, è un racconto di puro intrattenimento con due scopi ben precisi.
Il primo, perfettamente riuscito, è quello di coinvolgere il lettore più giovane di oggi con ambientazioni e situazioni in cui ci si ritrova alla perfezione.
Il secondo, che mi ha davvero colpito, è quello di riprendere elementi umoristici e vincenti delle famose "Merry Melodies", ed inserirli in un fumetto moderno.
Il tratto di Carlo Limido è fresco e dinamico, perfetto per il settimanale.
La quinta storia "Paperina e Amelia e l'incidente ascensionale", sceneggiatura di Giorgio Fontana e disegni di Umberto Fizialetti, è un atipica avventura breve che vede per protagoniste Paperina e Amelia.
Si può considerare come una scena post titoli di coda dopo l'ennesimo confronto tra la strega che ammalia e la vecchia tuba.
Lo stile di Fizialetti è umoristico ed iperdinamico, non c'è una sola vignetta dove i personaggi restino fermi.
La sesta storia "Storia Papera - L'Età di Mezzo", sceneggiatura di 
Augusto Macchetto
 e disegni di 
Valerio Held
, è un bellissimo esempio di perfetto sfruttamento del media Fumetto per trasmettere degli insegnamenti. Paperoga e Pico De Paperis, insegnano tanto ai partecipanti della convention quanto ai lettori, una caratteristica del Medioevo che molti ignorano.
Si parla spesso di periodo buio quando si affronta quel periodo storico, in realtà, come viene ribadito dalla storia, l'etichetta oscurantista è sbagliata perché fu un momento di grande invenzioni e di grandi momenti artistici.
Per farvi un esempio, nella storia citano persino Francesco Petrarca!
Bellissimo lavoro di Held, che mostra grande ricercatezza nella ricostruzione scenografica della storia.
Chiude l'albo una diverte tavola autoconclusiva di 
Giorgio Salati
 (sceneggiatura) e Giorgio di Vita (disegnatore), che sfruttando un elemento, o meglio una caratteristica, reale dei bambini più piccoli, crea un siparietto comico di Paperino Paperotto.
Un bell'albo che propone una miscellanea di racconti e stili diversi tra loro e con una bellissima copertina, ottimo biglietto da visita!
Potete trovare il fumetto in tutte le edicole d'Italia!

"TOPOLINO #3391" 


Copertina di 
Andrea Freccero
, Direttore editoriale 
Alex Bertani
, edito da 
Panini Comics Italia
.
Il nuovo numero di 
Topolino Magazine
, uscito proprio oggi, presenta una miscellanea di storie discrete e veri e propri gioielli.
C'è un insieme di stili artistici che si richiamano tra loro o che totalmente differiscono, narrazioni indirizzate tanto ai lettori giovani quanto ai lettori della vecchia guardia come me.
Ad aprire le danze l'ormai consolidata ed attesissima illustrazione umoristica dell'artista 
Silvia Ziche
, dedicata ai selfie!
La prima storia presenta una nuova e coinvolgente storia a puntate con protagonista Paperinik.
"Caccia a Paperinik" sceneggiata da 
Marco Gervasio
 e disegnata da Davide Cesarello, si pone come una storia particolare, una vera e propria indagine su un furto di un'opera d'arte apparentemente realizzata dal celebre vendicatore paperolese.
Il ritmo del giallo, almeno in questo primo capitolo, è fortemente spinto, arriviamo persino a dubitare che sia Paperinik il vero colpevole.
Il tratto di Cesarello, disneyanamente parlando è interessante.
Se sui personaggi classici tende a portare a casa il risultato, sui personaggi nuovi e secondari presenta un'impronta artistica umoristica sorprendente e graffiante.
Ricalca appieno i luoghi comuni su alcuni ruoli e arriva ad omaggiare persino i personaggi di Milano Criminale.
La seconda storia "Sir Topleton e la Sfida al Grande Bianco - Buio anche di giorno", sceneggiatura di 
Sergio Cabella
, disegni di 
Paolo Mottura
, continua a sbalordire.
Tanto il racconto quanto i disegni evidenziano un filone autoriale che colpisce gli occhi e la mente del lettore, sia che si tratti di uno hardcore come me sia che rientri nel target medio della testata.
Il racconto sulla missione esplorativa di Sir Topleton continua, approfondendo le dinamiche storiche degli esploratori dei ghiacci.
Le tavole di Mottura sono come sempre da bava alla bocca, con quel suo specifico stile tondeggiante e a tratti deformante.
Al di là dei tagli narrativi della sua regia, al di là di alcune visuali da urlo, reputo eccezionale la realizzazione artistica di personaggi secondari (vedi il cuoco Mac Pot) o di contorno (la ciurma) su stili che ricordano i classici dell'era d'oro disneyana.
Rispetto alle altre storie di questo numero, qui anche la colorazione gioca un ruolo importante.
Davvero notevole!
La terza storia "X-Music - Panico da Palcoscenico", sceneggiatura di Pietro B. Zemelo e disegni di 
Luca Usai
, è il nuovo racconto a scadenza settimanale che segue il filone di X-Factor.
Una storia breve, incentrata sull'improvvisazione, sulle occasioni e prime esperienze da palcoscenico con protagoniste alcune delle più famose ragazze di Paperopoli, Brigitta, Paperina, Miss Paperett e Chiquita.
Il tratto di Luca Usai è come sempre particolarmente adatto per queste storie filo show business, riesce a far recitare magnificamente tutto il cast di personaggi, sianobessi quelli classici che quelli parodistici.
Il senso di movimento è uno dei suoi punti forti, dalla dinamicità delle scene d'azione alle vignette dove si parla, non c'è mai un istante di noia.
La quarta storia "Pippo e il buon uso del sovrappiù elettrico", sceneggiatura di Giorgio Fontana e disegni di 
Gianfranco Florio
, è un racconto di sole sei tavole, ma colmo di intrattenimento targato "le stramberie di Pippo".
Il tratto di Florio, in particolare la rappresentazione dei personaggi, per quanto costruita sulle basi classiche, mostra un taglio umoristico moderno che strizza l'occhio, per intenderci, a serie come il reboot di Ducktales.
Le tavole sono al contempo animate e molto dettagliate, i personaggi sfruttano la recitazione del corpo e del viso per trascinare l'occhio del lettore.
Breve ma ben fatta, vent'anni fa non era così sulle pagine di Topolino.
La quinta storia è un gioiello ragazzi, "Paperino fotografo espressivista", sceneggiata da Paul Halas e disegnata dall'artista Maestro Marco Rota, rievoca tanto le avventure comiche dell'età dell'oro di Paperino, quanto alcuni dei racconti più squisiti.
Il tratto del Maestro Marco Rota è più delineato di tante altre recenti performance, è dettagliato, in una sola tavola riesce a proporre la stessa scena due volte facendoti comunque esplodere dal ridere.
Confermo l'impressione che storie come questa meriterebbe un'edizione a sé in formato più grande per godersi appieno la bellezza dei disegni.
La sesta storia l'ho amata!
Ambientata in Italia, in particolare a Brescia, "Topolino e l'avventura della Minni Alata", sceneggiata da 
Roberto Gagnor
 e disegnata da 
Valerio Held
, è un racconto di quelli che entrano nel cuore a chi, come me è appassionato del media.
Si tratta di un'avventura che si snoda attraverso i secoli, dove la statua della Minni Alata, controparte parodistica disneyana della più reale Vittoria Alata sita a Brescia, rimane il perno attorno al quale si sviluppa tutta la vicenda.
La scultura ai tempi di Greci e Romani si evolve in amore per l'archeologia nei secoli successivi.
Una storia che emoziona, una storia che insegna, la Storia che sfrutta la Nona Arte per tramandare.
Un lavoro brillante, reso ottimale anche dai morbidi e dinamici disegni di Valerio Held che ci fanno vivere, grazie a incredibili ricostruzioni, ambientazioni del passato e del presente.
La settima storia dell'albo, "Paperoga e il Sonnambulismo risolutore" sceneggiata da Giulio d'Antona e disegnata da Carlo Limido, è un racconto incentrato sulla bizzarria di Paperoga, combinaguai di giorno e sistemaguai di notte.
I disegni, la regia e il tratto di Carlo Limido sono di una plasticità eccezionale, solo in pochi (a memoria Faccini e Sciarrone) sono riusciti a rendere incarnata in Paperoga il suo essere strambo e Limido ne rientra appieno.
Mi è davvero piaciuto il suo lavoro sul personaggio e la storia.
Conclude l'albo una tavola autoconclusiva sceneggiata da 
Giorgio Salati
 e disegnata da Giorgio Di Vita, incentrata sulla fantasia del gioco nei bambini, in questo caso in Paperino Paperotto.
Nel complesso un bel numero con alcune punte qualitative notevoli.
Inoltre in tutte le storie continua la missione di arricchire il bagaglio verbale e culturale del lettore.
Potete trovare l'albo in tutte le edicole d'Italia!


"TOPOLINO #3392"


Copertina di Giorgio Cavazzano, illustrazione introduttiva di Silvia Ziche, direzione editoriale di 
Alex Bertani
, edito da 
Panini Comics Italia
.
È un numero particolare quello di 
Topolino Magazine
 che è uscito in edicola oggi, un numero di fine e di principio.
Cominciamo dalla copertina firmata dal Maestro 
Giorgio Cavazzano
 che ritrae il caro vecchio 
Topolino
 in una delle sue pose gioiose più note ed amate dal pubblici, circondato da innumerevoli numeri.
Ad aprire le danze dell'albo una magnifica illustrazione umoristica dell'artista 
Silvia Ziche
, dove la coppia Pippo e Topolino lancia un importante messaggio, quello di imparare a trovare sempre un lato positivo nelle cose che verranno.
La prima storia dell'albo, "Caccia a Paperinik", sceneggiata da 
Marco Gervasio
 e disegnata da 
Davide Cesarello
, è la seconda e conclusiva parte della nuova avventura del celebre papero mascherato di Paperopoli, incastrato in un indagine per furto da qualche misterioso malvivente.
E non è tutto, perché persino Paperino rischia grosso!
Parte così un'indagine come non se ne vedono spesso a Paperopoli, dove trovare la verità è opera assai ardua.
A livello narrativo, al di là dell'inserimento di una figura interessante nella polizia paperolese, ciò che mi colpisce di più è stato il riuscire a ripescare elementi del primo Paperinik, quando non era un supereroe ma un diabolico vendicatore.
I disegni di Cesarello sono dinamici e con un impostazione in grado di rispettare sia i dictat disneyani, sia di rispecchiare alcune soluzioni visive tipiche dei cartoni animati moderni.
La seconda storia, "Sir Topleton e la Sfida al Grande Bianco - Marinai e alpinisti", sceneggiata da 
Sergio Cabella
 e disegnata da 
Paolo Mottura
, è il terzo e ultimo episodio della saga tributo all'epopea dei viaggi esplorativi, in particolare di quello dell'esploratore Sir Ernest Shackleton.
C'è tantissima poesia in questa storia, un racconto che ti entra dentro al cuore, dove il vero significato della parola "umanità" è al centro della narrazione.
A rendere magica questa puntata sono ancora una volta gli sbalorditivi disegni di Mottura, dove luci e ombre, momenti di intimistica sospensione e barlumi di speranza prendono vita nelle plastiche pose dei personaggi e nei ricchissimi scenari in cui si muovono i nostri avventurieri.
E vi dirò, sarà il periodo in cui ci troviamo, ma ho sentito il freddo che attanaglia i nostri eroi e il terrore del fuoco (fisico e spirituale) che li ricarica.
Spero venga ristampata per intero in un bel volume cartonato che ne valorizzi l'importanza.
La terza storia, un racconto completo, dal titolo "Zio Paperone e la pungente verità", è qualcosa che mi mancava da un po' di tempo, una splendida storia comica scritta e illustrata dall'artista 
Enrico Faccini
.
Non lo nascondo, adoro i racconti dei paperi di Faccini, riesce sempre a prendere quei personaggi e a metterli in situazioni particolari, sfruttando tutta la loro comicità.
In questo caso compie un ulteriore passo, inserendo un elemento narrativo che crea una comicità metafumettistica creando avvenimenti che i personaggi non comprendono ma che il lettore comprende benissimo, sorridendo ad ogni pagina.
Davvero una bella storia, anche sentimentale se vogliamo.
La quarta storia, "Un giorno da Star", sceneggiata da 
Pietro B. Zemelo
 e disegnata dall'artista 
Luca Usai
, appartiene al filone di "X-Music", ormai celebre parodia disneyana di 
X-Factor
.
L'obiettivo della storia è alquanto singolare, prendere in giro la fortuna di Gastone, affiancando per un giorno ad uno dei giudici dello show televisivo, in questo caso la controparte papera di 
Emma Marrone
.
Grazie allo stile vivo e dinamico di Usai, la vita di una Star come quella di Emma, viene perfettamente resa e non vi nascondo che per una volta ho goduto nel veder Gastone patire fatica.
Al di là di questo, il racconto ha però una morale importante, mostra infatti come certi livelli si raggiungano solo con impegno, dedizione e fatica, non sedendosi mai sugli allori ma continuando invece a mettersi in gioco.
La quinta storia dell'albo s'intitola "Paperino Paperotto e i sentieri del bosco", sceneggiata da Valentina Camerini e disegnata da Luca Usai.
La storia, per come impostata, consente ai lettori più giovani di immedesimarsi nei giovani protagonisti di Quack Town intenti a porsi alcuni quesiti sul bosco.
È proprio attraverso questo tipo di narrazione che il Fumetto compie la sua missione fruendo da media attraverso cui imparare.
Un grosso ruolo lo svolgono anche disegni di Usai che ben si sposano alla storia di Camerini, trasmettendo quella dinamicità che da il ritmo alla storia.
Con più libertà rispetto alla storia precedente, qui il disegnatore è riuscito a sfruttare ancor più la vena del suo tratto umoristico, inserendo ad esempio personaggi sia di fantasia sia di natura animale veramente notevoli.
La sesta storia "Nuovi allievi, vecchi maestri", sceneggiata da Giorgio Fontana e disegnata dall'artista 
Donald Soffritti
, è la prima puntata di una nuova saga "Newton e Pico in viaggio nel sapere" dove generazioni si scontrano e confrontano, inserita in un contesto in cui tutti da giovani ci siamo passati ed adatto al target preadolescente del settimanale.
È una storia ben impostata, legata a quelle ambientazioni giovanili e che sfrutta l'occasione per esplorare due personaggi davvero interessanti.
I disegni di Soffritti sono manna per gli occhi, vivaci, dinamici e graffianti con tavole particolarmente ricche e curate.
Sicuramente una firma importante per il settimanale, con uno stile adatto ai gusti di più generazioni.
Chiude l'albo una tavola autoconclusiva sceneggiata da 
Giorgio Salati
 e disegnata da Giorgio Di Vita, dedicata all'amore di una nonna per i propri nipoti.
A chi come me i nonni non li ha più entra dritta nell'anima.
Un bel numero, con tante storie belle e particolari, davvero piacevole da leggere.
Trovate il fumetto in tutte le edicole d'Italia!


"ORGOGLIO E PREGIUDIZIO" 


Volume Disney De Luxe che ristampa in maniera completa le storie apparse su 
Topolino Magazine
, sceneggiatura di Teresa Radice, disegni di Stefano Turconi, edito da 
Panini Comics Italia
.
Le parodie Disney sono sempre un portento, hanno la caratteristica di proporre storie di grande qualità che introducono al pubblico capolavori della letteratura mondiale.
Sfruttano appieno la potenza del media fumetto indipendentemente che i destinatari della lettura siano bambini o adulti.
Ne è l'ennesima riprova questo adattamento, peraltro molto fedele, di "Orgoglio e Pregiudizio" di Jane Austen che appare oltretutto nella storia come Jane Ducksten, sfruttando un cliché narrativo che sarebbe entrato in voga da lì a poco nella cosiddetta età vittoriana.
Un colpo di maestria quello di Teresa Radice che riesce a far recitare i diversi personaggi Disney in questa parodia, rendendola di facile fruibilità anche a chi è solitamente restio ad appropinquarsi a letture simili.
Ai disegni troviamo Stefano Turconi che ormai, da molti anni, ha saputo coniugare uno stile artistico a metà strada tra l'umoristico e il realistico, adattando in questo caso (e come avvenuto già in altre sue recenti opere disneyane) gli stilemi della scuola disneyana al proprio tratto.
Tavole e vignette ricche di particolari, minuziosamente realizzate, dove c'è piena armonia tra scenografia e attori, dove una plasticità disneyana quasi verticale contribuisce al dinamismo narrativo visivo della storia.
Lo stile di regia, le inquadrature adottate, ricordano moltissimo quelle di capolavori cinematografici dedicati ai racconti d'epoca.
Insomma si tratta di una vera gioia per gli occhi oltre che per la mente!
Un'ottima lettura, veramente consigliata, con un rapporto qualità/prezzo eccezionale per il tipo di pubblicazione, un cartonato oversize di lusso che rende giustizia al lavoro degli autori.
Potete trovarlo in tutte le librerie e fumetterie.


"I CLASSICI DISNEY #9 - INDIANA PIPPS ALLA RICERCA DELLA CIVILTÀ PERDUTA" 


Come ho già avuto modo di dire nella recensione del numero precedente, questa formula editoriale de I Classici Disney è davvero vincente!
L'albo presenta una storia di 
Valentina Camerini
 (sceneggiatrice) e Lara Molinari (disegnatrice) che fa da collante a ben 6 storie del mitico Indiana Pipps, originariamente slegate tra loro e pubblicate su 
Topolino Magazine
, fornendo al lettore una sorta di stagione ad episodi, portandoci in un vero e proprio viaggio d'esplorazione attorno al globo.
Il primo episodio, "Indiana Pipps e il Sigillo Vallindo", è firmato da due leggende del fumetto disneyano, 
Gianfranco Goria
 (sceneggiatura) e Massimo De Vita (disegnatore).
Ci porta in Asia alla scoperta della misteriosa e scomparsa civiltà dei Vallindi.
È un viaggio meraviglioso in territori affascinanti.
Per Indiana non c'è ostacolo o impresa impossibile in questa vera e propria caccia al tesoro.
I disegni di De Vita sono avvincenti, dinamici, leggendari, non nascondo che ho sempre amato il suo modo di illustrare Topolino, Pippo e i loro compari.
Il secondo episodio avente titolo "Indiana Pipps e il Sigillo di Bagalor", firmato da altre due leggende disneyane Stefano Ambrosio e 
Roberto Vian
, ci porta in Sud America e vede Indiana in contrapposizione alla sua storica nemesi Kranz per ritrovare un tesoro considerato da molti pura leggenda.
Mentre la loro rivalità si fa sempre più accesa, viene rispolverato un altro duello mitologico, quello tra il mostro Temukan e il guerriero Bagalor.
Il terzo episodio ha titolo "Indiana Pipps e il Mistero degli Antartidei" e ci porta in Antartide alla scoperta di una ipotetica e dimenticata antica civiltà.
La storia è firmata da una coppia di autori più che rodata, 
Gabriele Panini
 (sceneggiatore) e 
Maurizio Amendola
 (disegnatore).
È un racconto che stupisce il lettore per un colpo di scena che avviene nel terzo atto e, sinceramente, del tutto inaspettato.
Il quarto episodio, "Indiana Pipps e i giardini di Asgard", è firmato sempre da Gabriele Panini (sceneggiatore) mentre vede ai disegni un altro grande artista, Sergio Asteriti (disegnatore), qui davvero a suo agio in una splendida ambientazione norvegese alla ricerca della vera ed originale Asgard, per difenderne i segreti dal perfido Kranz.
Un racconto questo, al pari del primo, la cui ambientazione ti rapisce totalmente.
Il quinto episodio si svolge a Sparta ed ha titolo "Indiana Pipps e l'enigmatica d'Italia lacedemonica".
Sceneggiato da 
Augusto Macchetto
 e disegnato da Marco Palazzi, vede Indiana Pipps in coppia con l'esperta di lingue antiche Martina Uber Setzen sulle tracce storiche dimenticate dell'unico re spartano dall'animo quieto.
A spingerli sulle tracce del sovrano il lavoro di ricerca compiuto dal pro-pro Oklahoma Pipps, conosciuto anche come il riscopritore.
Un elemento comico davvero particolare!
Il sesto e conclusivo episodio, "Indiana Pipps e il mistero di Thera", firmato da Augusto Macchetto (sceneggiatore) e Roberto Vian (disegnatore) si svolge sull'incantevole isola di Santorini dove la coppia non coppia di Indiana e Martina si alterna tra situazioni vacanziere e il mistero della fine dell'antica civiltà che prosperava sull'isola.
Nel complesso una bella lettura d'intrattenimento, con disegni strepitosi, dove l'avventura e l'archeologia la fanno da padrone.
Un viaggio, come già detto, che coinvolge in maniera attiva il lettore, dove le storie sono tutt'altro che prevedibili.
Non è il primo albo speciale a solo di Indiana Pipps, ma sicuramente fa felice un lettore disneyano come il sottoscritto.
Come sempre una pubblicazione dall'imbattibile rapporto qualità/prezzo (4,5€ su carta usomano per 188 pagine a colori)
Potete trovare l'albo in edicola e nelle migliori fumetterie.


"I CLASSICI DISNEY N.10 - TERRA CHIAMA ETA BETA"


Storia collante inedita sceneggiata da Valentina Camerini e disegnata da Roberto Marini, sceneggiature di Fabio Michelini, 
Marco Gervasio
, Marco Bosco, Massimiliano Valentini, Stefano Ambrosio e Maria Muzzolini, disegni di Alessandro Perina, Marco Gervasio, Marco Palazzi, Maria Luisa Uggetti e Paolo De Lorenzi, copertina di 
Andrea Freccero
, direzione editoriale di 
Alex Bertani
, edito da 
Panini Comics Italia
.
Con l'arrivo del Natale ecco far capolino in edicola un nuovo volume della collana "I Classici Disney" che ripropone in maniera integrale, in questo caso, alcune delle storie più interessanti con coprotagonista Eta Beta (già apparse su 
Topolino Magazine
), l'uomo del futuro, grazie ad una inedita storyline che fa da collante.
Ora, premesso che il personaggio di Eta Beta è di per sé strambamente geniale, le storie selezionate per questo volume sono forse, tra quelle d'epoca moderna, le più interessanti e divertenti.
Le prime due storie, scritte da Fabio Michelini e disegnate da Alessandro Perina, si concentrano molto sulle tematiche ambientaliste ed usano un linguaggio comico e stilistico figlio dell'epoca bianconiana, con tanti momenti comici, rottura della quarta parete, personaggi inediti particolari ma che colpiscono immediatamente l'occhio del lettore.
È strano vedere come storie create una decina di anni fa, possano essere ancora di forte attualità, soprattutto sul fronte della salvaguardia ambientale.
La terza storia, che vede Marco Gervasio come autore unico, propone una divertente commedia d'amore, dove Eta Beta è alle prese con situazioni sentimentali per lui inedite.
In un certo senso ci ho ritrovato elementi del mio quotidiano passato.
Avete presente quando un amico in difficoltà commette gaffe per le quali non sapete se ridere o sentirvi empaticamente in imbarazzo?
Ecco, è esattamente quello che ci ho rivisto.
La quarta storia, sceneggiata da Marco Bosco & Massimiliano Valentini e disegnata da Marco Palazzi, è una storia comica sul gonnellino di Eta Beta e la sua infinitamente capiente tasca.
La quinta storia, sceneggiata da Stefano Ambrosio e disegnata da Maria Luisa Uggetti, è un racconto secondo me molto interessante per i lettori più giovani, dedicata all'importanza e al valore del denaro.
La sesta storia, sceneggiata da Marco Bosco & Massimiliano Valentini e disegnata da Marco Bosco, è forse una delle poche occasioni in cui il protagonista non è l'eroe della storia ma il cattivo, in questo caso Gambadilegno.
Improntata come parodia sul SuperEnalotto, che proprio in quel periodo (2004) era uno dei giochi scommessa più in voga tra gli italiani, vede Eta Beta, assieme a Topolino, come inconsapevole scopritore di una truffa.
La settima storia, sceneggiata da Maria Muzzolini e disegnata da Paolo De Lorenzi, vede Eta Beta in missione nel nostro tempo per salvare il futuro dalla piaga delle tarme.
Ed ovviamente Topolino non può non appoggiarlo!
A memoria è uno dei rari racconti dove vediamo frangenti ed abitanti del futuro.
Nel complesso una lettura veloce e divertente, con un amalgama di stili artistici umoristici che, seppur differenti tra loro, mostrano rotondità e morbidezze in comune.
Tavole dinamiche, dove il dictat umoristico rende la lettura un'esperienza unica, entrando dentro l'animo del lettore.
La stessa copertina di Andrea Freccero, anche grazie ai colori di Mike Peraza, spicca all'occhio del lettore avventore in edicola, trasmette un senso di movimento e divertimento e ricalca alla perfezione il titolo dell'albo, senza spoilerarne i contenuti.
Un bell'albo disneyano con un eccellente rapporto qualità/prezzo, 4,50€ per 185 pagine a colori su carta usomano sono un buon spendere di questi tempi.
Potete trovare il fumetto in tutte le edicole d'Italia e nelle migliori fumetterie.


"ORPOLINA!"


Storie scritte e disegnate da Pier Luigi Sangalli, edito da 
Sbam Comics
.
Se da un lato Sbam Comics sta proponendo nuovi titoli fumettistici filo umoristici, come ad esempio "Flauer" o "Beato Diario", dall'altra sta riproponendo titoli immortali che hanno fatto la storia del fumetto italiano, come ad esempio Felix, Pinocchio di Motta e Dossi e Pattumix di Colantuoni.
L'ultima riproposta in ordine di tempo è l'antologico "Orpolina!" che raccoglie alcune delle storie e dei personaggi realizzati dal leggendario Pier Luigi Sangalli che hanno fatto la storia delle fu Edizioni Bianconi.
Dagli iconici Merlotto e il Fantasma Eugenio, ai comici racconti di Adam e de il Professor Rotella, dal combinaguai Zurlino all'ingenuo Al Gallina, dall'eroico Superboy all'indecisa Piccola Dea, straordinari personaggi che hanno segnato l'immaginario di più generazioni e che ancora oggi, a decenni di distanza, hanno ancora molto da dare alla causa della Nona Arte.
Il mago Merlotto è un personaggio a cui ci si affeziona con una grande facilità, un vero buono, con una vita colma di avventure, in grado di portarti il lungo e in largo per il globo.
Il Fantasma Eugenio è una versione rivisitata e con risvolti originali di Grisù e Paperino.
Rifugge la sua natura (proprio come il draghetto aspirante pompiere) ed ha delle pesti come nipoti (esattamente come avviene nella visione originale di Qui,Quo,Qua).
Adam è un fumetto intelligente, figlio di tempi meno ostici, dove le storie non solo intrattengono ma insegnano anche alcuni passaggi dell'Antico Testamento, seppur con tono edulcorato e prettamente comico.
Il Professor Rotella riesce, con poche pagine per racconto, a inquadrare e descrivere con un linguaggio umoristico i luoghi comuni degli uber nerd di un tempo.
Zurlino, che se vogliamo già dal nome e dalla professione magica ricorda qualcuno, è una figura con la quale i ragazzini si identificano facilmente nel loro rapportarsi con gli adulti ed affrontare le prove quotidiane.
Al Gallina è l'antenato dell'operato disneyano di Faraci su Topolino, criminalità con potenti dosi di humor e ingenue incomprensioni.
Risate potenti assicurate!
Superboy è una via di mezzo tra Pisellino, il nipote di Braccio di Ferro, è un certo giovane supereroe della DC Comics, visto però dal punto di vista del fumetto umoristico italiano, quindi con avversari piu fantasiosi e aspetti fisici decisamente atipici per i racconti super eroici.
Piccola Dea è una rivisitazione, seppur con una deriva più pestifera, di Pollon.
Inoltre, se nella celebre opera di Azuma l'obiettivo della piccola era di divenire una dea dell'Olmo, qui la protagonista vive una lotta interiore tra le sue responsabilità divine e l'incertezza del proprio percorso.
Per chi ha un occhio allenato, è facile riconoscere le firme dietro alla storie Bianconi.
Nel caso di Sangalli il suo stile di disegno è particolareggiato, sfruttando gli elementi base di costruzione di un personaggio umoristico, tende a giocare molto sulla struttura e su delineazioni che io definisco a goccia, cioè uno stile dove la curva morbida si alterna a frammenti accuminati.
Uno stile che forse scema nelle storie più recenti ma che è nettamente visibile in tutti gli altri racconti dell'albo.
È meraviglioso pensare come, senza cercare chissà quali arricchimento, si potessero creare e illustrare personaggi così semplici ma empatici, con segni incisivi su carta eppure così dinamici.
Per fortuna che Sbam Comics ce li sta riproponendo, in volumi brossurati così ben curati in grafica, qualità, contenuti e inserti speciali.
Eh sì, perché questo volume contiene anche diversi dietro le quinte di realizzazione, vere chicche che fan la gioia di chi come me ama la Nona Arte.
Questa edizione è veramente bella, con un ottimo rapporto qualità/prezzo, ma soprattutto rende onore al lavoro di chi ha contribuito a fare la storia del fumetto italiano, ispirando tra l'altro tante nuove leve.
Infine una piccola nota.
Il titolo del volume è preso da una delle celebri esclamazioni del Mago Merlotto.
Trovate il fumetto in libreria, fumetteria e sul sito dell'editore al link: https://sbamcomics.it/prodotto/orpolina-merlotto-sangalli/


"ELETTRA LAMBORGHINI E LA DEA DEL RITMO"


Soggetto di Marco Tamagnini, sceneggiatura di Luca Vanzella, disegni di 
Salvatore Callerami
, copertina di 
Ilaria Catalani
, edito da 
BeccoGiallo Editore
.
Beccogiallo Editore mette a segno un altro interessante lancio fumettistico, inseribile tranquillamente sotto quelle opere a fumetti commercialmente etichettate come graphic novel.
Una inaspettata ma alquanto divertente lettura che rappresenta sia un bell'esempio di fumetto umoristico italiano moderno sia un esempio di incontro tra l'arte della Musica e l'arte del Fumetto.
Sarò sincero, conosco poco di Elettra Lamborghini, personaggio fuori dai miei radar d'interessamento, ma quel poco che ho visto l'ho ritrovato in quest'opera.
Provocante, graffiante, pronta a mettersi continuamente in gioco, padrona di uno slang giovanile ed emblema del twerking, tutto questo e molto altro del mondo di Elettra lo si trova in questa storia, una favola moderna che ricalca gli schemi narrativi di serie giovanili come quelle del fu Disney Channel, ma che crea una spettacolare finestra, tanto per i fans quanto per i neofiti come me, nello show business di Elettra Lamborghini.
A tutti coloro che hanno storto il naso all'annuncio dell'uscita di questo fumetto io dico "vi ricrederete".
Una storia dove l'intrattenimento la fa da padrone, firmata nella sceneggiatura da quell'incredibile astro di Vanzella, che contribuisce al rilancio del fumetto umoristico italiano mai così attivo e in forma dagli Anni 90 come in questi ultimi due anni editoriali.
Lo stile caricaturale ed iperdinamico, tanto della copertinista quanto del disegnatore, travolge l'occhio del lettore e ben si addice alle atmosfere della storia.
Disegni un po' chibi, un po' Teen Titans Go e un poco Cabezonas, con una morbidezza e plasticità che strizza l'occhio ai famosi fianchi della protagonista.
I colori sono firmati da Alessandra Medulla e Fassio Antonio mentre il lavoro di ricerca e il progetto grafico sono stati realizzati dallo Studio RAM.
Nel complesso un bel fumetto, in una confezione quasi "tascabile" e con un buon rapporto qualità/prezzo.
Trovate il fumetto in libreria e nelle migliori fumetterie.


"IL CERCATORE" 


Il 2020 è forse l'anno che ha visto il maggior numero di uscite fumettistiche firmate da Leo Ortolani, tutte differenti tra loro nei toni, nei generi e tutte decisamente particolari.
Non fa eccezione "Il Cercatore", una storia qui raccolta in un volumetto brossurato, originariamente pubblicata a puntate su "Rat-Man Gigante" ma che in realtà ha avuto una prima forma fisica negli ormai lontani Anni 80, dove Ortolani iniziava la fase embrionale che lo avrebbe portato anni dopo a consacrarsi come uno dei più importanti autori italiani di fumetti.
L'opera, che è una via di mezzo tra diversi generi narrativi, dall'avventura alla "Indiana Jones" al post apocalittico alla "Conan il Ragazzo del Futuro", dal genere fantasy alla "Il Signore degli Anelli" a "Dungeons and Dragons", è ambientata in un futuro più o meno lontano, dove un gruppo atipico di personaggi si ritrova per il volere del fato ad intraprendere una missione per salvare il mondo, o almeno così credono.
Fortemente permeata del tipico umorismo di Ortolani, quello che all'improvviso ti colpisce forte e in maniera intelligente, la storia scorre via piacevolmente a ritmo sostenuto.
Dal punto di vista artistico c'è ormai poco da dire, tutte le sperimentazioni e derive artistiche che l'autore ha mostrato negli anni sono qui raccolte e rappresentate, dalla deriva kirbyana alla cura del dettaglio tipica del fumetto popolare italiano, passando anche per gli elementi talvolta grotteschi, talvolta deformed del fumetto umoristico.
Visivamente, oltre chd a livello narrativo, è un bel prodotto, un ottimo fumetto, con un eccellente rapporto qualità/prezzo.
Lo trovate in edicola e in fumetteria.


"MERCY VOL.2" 


Sceneggiatura, disegni e colori di 
Mirka Andolfo
 (
Mirkand - Mirka Andolfo
), edito da 
Panini Comics Italia
.
È finalmente uscito il secondo volume della nuova miniserie dell'autrice Mirka Andolfo, "Mercy", e devo dire che ne è valsa la pena attendere tutti questi mesi.
Le storie di Lady Hellaine, della piccola Rory, di Jonathan e della famiglia Swanson proseguono in maniera fluida e lineare in questo secondo tomo avente titolo "I cacciatori, i fiori e il sangue" e, credetemi, nulla deve esser dato per scontato, è talmente pieno di colpi di scena da lasciarti a bocca aperta sino all'ultima tavola.
È un gran bell'horror, splatter e "nasty" al punto giusto, ma senza mai scendere nel volgare o scadere nel b-movie.
C'è intrigo, mistero, è una storia che ha la potenza visiva dello Spider-Man di McFarlane e la solidità narrativa avvincente dei primi numeri di The Walking Dead.
E in più è decisamente originale sia dal punto di vista della trama che della scelta della location, con personaggi ben definiti coi quali empatizzare o ancora per cui simpatizzare o provare odio.
A premere sull'acceleratore della grandiosità è la spettacolare combo visiva artistica dell'autrice, i cui disegni e colori sono a dir poco fenomenali, le cui tavole trascinano il lettore grazie ad una sapiente regia che, secondo me, è il giusto compromesso fumettistico tra le atmosfere dell'IT di Andy Muschietti e del Crimson Peak di Del Toro.
Un grande spettacolo in un volume di pregio con un ottimo rapporto qualità/prezzo.
Davvero consigliata, è a pieno titolo con Zardo, K-11 e F***ing Sakura, tra le serie italiane da libreria più belle e meritevoli dell'ultimo anno.
Potete trovare il volume in libreria, fumetteria e sul sito dell'editore al link: https://comics.panini.it/.../pub.../catalogsearch/result/...


"TEENAGE MUTANT NINJA TURTLES #44" 


Contiene:
"Teenage Mutant Ninja Turtles Universe" sceneggiatura di Ian Flynn, Matthew K. Lanning, disegni di Dave Watcher, Andy Gorham;
"Teenage Mutant Ninja Turtles" storia-sceneggiatura di Kevin Eastman, Bobby Curnow, Tom Waltz, disegni di Cory Smith;
"Teenage Mutant Ninja Turtles: Dimension X" sceneggiatura di Paul Allor, disegni di Pablo Tunica;
edito in Italia da 
Panini Comics Italia
.
Questo nuovo albo dedicato alle avventure a fumetti delle 
Teenage Mutant Ninja Turtles
 si rivela essere un ottimo starting point per coloro che vogliono iniziare la lettura di uno dei titoli più interessanti della 
IDW Publishing
.
La prima storia dell'albo "Animali di servizio" vede per protagonisti Raffaello e Alopex intenti a sventare un mercato illecito di animali destinati alla creazione di un esercito di mutanti.
È una storia dedicata al tema della scelta e alla crescita continua del personaggio di Raph.
Il tratto di Dave Watcher è realistico, con una tendenza a concentrarsi maggiormente sulla resa dei personaggi piuttosto che della scenografia.
La seconda storia dell'albo "Occhi Stanchi" è un racconto breve dedicato al rapporto tra fratelli e al percorso di crescita personale tanto di Raph, sempre meno solitario, quanto di Mikey.
Anche qui il tratto di Andy Gorham tende all'iper realistico, con una resa visiva delle tartarughe molto più vicina ai film degli Anni 90.
La terza, quarta e quinta storia sono la prima parte della nuova saga "Il processo di Krang" e vede le tartarughe a fianco dei Neutrini per far sì che Krang venga processato e condannato per i suoi crimini di guerra.
È stupefacente quanto il racconto strizzi l'occhio alle avventure dei Neutrini della serie animata degli Anni 80 e presenti un Krang per nulla sconfitto nonostante sia imprigionato.
Per certi versi viene reso come un boss del crimine non dissimile dal Kingpin della Marvel.
I disegni di Smith sono come sempre dinamici e spettacolari, mentre quelli di Pablo Tunica sono una via di mezzo tra l'underground e lo stile di Josè Ladronn, un mix comunque interessante.
Nel complesso una bella avventura con azione, emozione, crescita, che continua ad alimentare ed arricchire il mito delle TMNT, mai stanco.
Come già ribadito più volte in passato, alcune delle letture fumettistiche americane più belle non sono quelle dei principali supereroi e questa serie ne è l'ennesima dimostrazione.
Le Tartarughe Ninja di questo universo a fumetti, nonostante si ergano loro malgrado ad eroi difensori, non sono equiparabili ai più noti supereroi, semmai sono figlie del fato, costrette, nella loro ricerca continua tra una lotta e un'altra di un posto nel mondo, a fare la cosa giusta per gli altri.
La lettura è caldamente consigliata, potete recuperarlo in fumetteria e sul sito dell'editore al link: https://comics.panini.it/.../minja044isbn-it-ninja-minja...


"STAR WARS - GALAXY'S EDGE: AI MARGINI DELLA GALASSIA" 


Sceneggiatura di Ethan Sacks, disegni di Will Sliney, copertina di Rod Reis, edito in Italia da 
Panini Comics Italia
.
Fumetto nato per lanciare l'attrazione "Galaxy Edge" presente, per ora, nei parchi d'intrattenimento Disney americani, questa miniserie si rivela essere ben più di un mero veicolo pubblicitario.
Ambientato alla fine de "Gli Ultimi Jedi", nel corso della narrazione fa una serie di balzi temporali in diversi periodi della saga, tutti amatissimi dai fans dell'universo di 
Star Wars
.
Una trama avvincente, dove i veri protagonisti sono personaggi inediti e assai affascinanti, un vetusto mercante d'antiquariato ithoriano e una banda di mercenari tosti e capaci che ricordano un poco, nei modi di fare, il gruppo misto di Cad Bane nella serie Clone Wars.
Persino le teste di secchio del Primo Ordine non sono poi così scarse in questo fumetto.
L'inaspettato è sempre dietro l'angolo in questa corsa sulle montagne russe, eppure i numerosi e sbalorditivi rimandi alla saga e ai suoi protagonisti sono elementi che aiutano il lettore a stabilizzarsi ed ambientarsi facilmente, a rimanere a bocca aperta durante momenti epici, quasi si sentono le note di John Williams mentre si legge.
Dalle serie animate ai film di ultima generazione, passando per i fumetti, c'è tutta l'essenza della galassia lontana lontana di Lucas.
Ai disegni troviamo l'artista irlandese Will Sliney, che già i lettori Marvel come me conoscevano da un po' di tempo.
Eppure il suo tratto realistico sembra essersi evoluto ulteriormente, arrivando talvolta a toccare l'iper realismo strutturale di Sean Chen e i dictat anatomici di Deodato Jr.
Ad arricchire ulteriormente la resa visiva delle sue curate, dinamiche e dettagliate tavole, una superlativa colorazione di Dono Sánchez-Almara & Protobunker, con gradazioni che variano a seconda dell'atmosfera e delle situazioni.
La copertina scelta dall'editore italiano è una illustrazione dell'artista Rod Reis, pittorico con una vena di sfumature neoromantiche, splendida nel suo accogliere il lettore, presentandosi a lui con quel calore che la saga ha da sempre manifestato.
Nel complesso un ottimo lavoro che da vero fans di Star Wars ho amato durante e a fine lettura.
Tra l'altro tende a spiegare persino la scenografia dell'attrazione, che a ragion veduta ha un suo splendido perché.
Spero che a fine emergenza pandemica possano realizzarla anche a Disneyland Paris, sarebbe l'occasione giusta per recarsi al parco la prima volta.
L'edizione italiana di questa miniserie è curata da Panini Comics che ci propone un volume brossurato con una qualità di stampa decisamente buona, con un ottimo rapporto qualità/prezzo (13€ spese benissimo).
Potete trovare il fumetto in libreria e in fumetteria.


"GODZILLA #1 VARIANT" 


Sceneggiatura di John Layman, disegni di 
Alberto Ponticelli
, cover variant realizzata da Geoff Darrow, edito in Italia da 
saldaPress
.
Non c'è che dire, dopo il corposo antipasto del volume "Godzilla- La Guerra dei Cinquant'anni", prende vita anche in Italia l'universo del più classico ed amato dai kaiju cinematografici, 
Godzilla
!
Questo primo numero da collezione, presenta i primi due episodi della serie "Giganti & Gangster", un racconto dove i giganteschi mostri, Godzilla incluso, sono solo di sfondo.
La linea narrativa principale è incentrata sulla guerra personale tra il detective Makoto Sano e il clan criminale Takahashi.
Sarà proprio l'elemento "sovrannaturale" dei kaiju a dare una svolta a quello che, altrimenti, sarebbe stato solo un classico, crudo e comunque ben fatto racconto di criminalità.
Ai disegni un grande artista italiano, figlio della wave underground, Alberto Ponticelli, il cui tratto sporco e graffiante, ma al contempo eccezionalmente ricco di dettagli, ben si addice a questa serie.
Non vi è tavola dove il segno sia tirato via, semmai ho come l'impressione che Alberto si sia divertito tantissimo, facendosi prendere la mano e riempiendo ogni singola vignetta.
I suoi kaiju sono potenti tanto quanto le scene di combattimento tra Makoto e i criminali.
Ambientazione cruda e urbana si alterna piacevolmente con quella fantastica dei mostri.
Un bel fumetto, sopra la media rispetto a tantissime altre pubblicazioni americane più popolari.
Rapporto qualità/prezzo nella norma dei prodotti spillati da collezione (6€) mentre la versione regolare è fantasticamente economica (3,90€).
L'edizione che ho acquistato è quella della copertina variant di Geoff Darrow, che come si può vedere è iper dettagliata, chiara, d'impatto e con un effetto sagomato piacevole al tatto.
Potete trovare il fumetto, nella sua serie regolare, in edicola e fumetteria, mentre la variant è reperibile solamente in fumetteria e sul sito dell'editore al link: https://www.saldapress.com/.../1189-godzilla-1-variant...


"UNDISCOVERED COUNTRY VOL.1"


Sceneggiatura di Scott Snyder e Charles Soule, disegni di Giuseppe Camuncoli, Daniele Orlandini e Leonardo Marcello Grassi, edito in Italia da 
saldaPress
.
"Undiscovered Country" è un titolo da tener d'occhio, su cui scommettere per i prossimi anni.
In un futuro distopico, che al lettore più attento ricorderà un mix tra le atmosfere di "DMZ", "Oblivion Song", "Manifest Destiny" e "Reborn", una brutale e violenta epidemia sta facendo strage tra la popolazione dell'Alleanza Euro-Africana.
L'unica speranza sembra essere un messaggio totalmente inaspettato proveniente dagli Stati Uniti d'America, da anni in completo isolamento dal mondo esterno.
Toccherà ad un team atipico, dove ogni membro oltre ad avere caratteristiche ben precise nasconde scheletri nell'armadio, intraprendere un viaggio diplomatico che si rivelerà ben altro.
Una lettura avvincente questo primo volume che raccoglie i primi 6 numeri della serie americana, da molti indicata come il nuovo "The Walking Dead".
È vero? Secondo me in parte, perché "Undiscovered Country" si spinge oltre.
Se l'opera di Kirkman prendeva la scusa dell'apocalisse zombie per analizzare l'animo umano e idealmente decostruire/ricostruire la società contemporanea, questo fumetto si spinge oltre creando un'atmosfera d'intrattenimento che al precedente campione d'incassi della Image Comics mancava.
Questo racconto di Snyder e Soule alterna sapientemente momenti "intimi" a momenti d'azione, mantenendo ritmi narrativi serrati che mai rallentano, persino durante i flashback di approfondimento, sfociando in inquadrature da blockbuster alla "Mad Max Fury Road" epiche da amplio respiro.
Nulla vien dato per scontato, i narratori spingono sull'acceleratore di capitolo in capitolo, quando c'è da fare gli sboroni lo fanno, quando c'è da sconvolgere non si trattengono, osano mantenendo un'ascesa qualitativa che raramente ho trovato nelle proposte americane sul mercato italiano di quest'anno.
Ai disegni troviamo un tris eccezionale, partendo dall'amabile asso di Cammo, di cui si riconoscono alcuni riconoscibilissimi stilemi, che getta le basi, lo spirito, attorno cui Orlandini e Grassi costruiscono le tavole e questo mondo incredibile.
Un tratto realistico, ma sempre in movimento, che lascia a bocca aperta tanto l'amante hardcore di fumetti come il sottoscritto, quanto il lettore occasionale.
Tavole dalla regia cinematografica degna del miglior blockbuster hollywoodiano, con inquadrature pazzesche e vignette iperdettagliate, che emozionano entrando in empatia col lettore.
E il bello è che siamo appena all'inizio del viaggio e ignoriamo completamente tanto il tragitto quanto l'arrivo.
L'edizione italiana che Saldapress ha pensato è davvero di lusso, un gran bel cartonato con una rilegatura da favola e una qualità di stampa davvero sopraffina, per un rapporto qualità/prezzo davvero ottimo.
Di questo primo volume esistono diverse edizioni, la mia è quella numerata con slipcase, copertina di Giuseppe Camuncoli e alcuni rivelatori artworks.
Potete trovare il volume in libreria, fumetteria e sul sito dell'editore al link: https://www.saldapress.com/.../1186-undiscovered-country...


"ANGEL VOL.1"


Sceneggiatura di Bryan Edward Hill, disegni di Gleb Melnikov, copertina di Dan Panosian, edito in Italia da 
saldaPress
.
Dopo "
Buffy The Vampire Slayer
", anche la serie di "
Angel
" inizia a godere di uno sbalorditivo reboot fumettistico che va a comporre il Buffyverse dei 
BOOM! Studios
.
Il personaggio aveva già fatto una prima, fugace, apparizione mesi fa sulle pagine della serie della cacciatrice, ma solo qui lo possiamo finalmente contemplare in azione.
Scopriamo come è finito a Sunnydale e quale è la sua missione.
La serie, per lo meno in questo primo volume, mostra di conservare gli elementi vincenti della serie televisiva aggiustando però il tiro, modernizzando le minacce che Angel deve affrontare.
Al di là di un'impronta mista azione mista orrore che rende avvincente la lettura, in questo primo numero sono due gli elementi preponderanti, il tormento della tragedia personale del protagonista e la rivisitazione della tecnologia e dei social media come strumento demoniaco.
Una bella lettura a ritmo sostenuto che ci porta dritti al crossover con Buffy di prossima pubblicazione.
I disegni di Melnikov appartengono al filone artistico di autori del calibro di Dan Mora e Daniele Di Nicuolo, concentrando però, in questo caso, maggiormente l'attenzione sui personaggi, le loro espressioni e i loro movimenti, a discapito di una scenografia qui invece un poco snobbata.
Dinamismo e intimismo si alternano nella narrazione grazie alla recitazione dei personaggi, stregando l'occhio del lettore e incatenandolo alla lettura dalla prima all'ultima tavola.
L'edizione italiana proposta da Saldapress è un elegante e prestigioso cartonato con un buon rapporto qualità/prezzo per il genere di prodotto.
Potete trovare il volume in libreria, fumetteria e sul sito dell'editore al link: https://www.saldapress.com/.../1200-angel-vol-1-essere...


"THE WALKING DEAD SPECIALE - NEGAN È VIVO!"


Sceneggiatura di Robert Kirkman, disegni di Charlie Adlard, colorazione di Cliff Rathburn, edito in Italia da 
saldaPress
.
Negan è vivo, o per lo meno lo è in questo albo speciale postumo alla fine della serie regolare di "The Walking Dead".
La storia è ambientata prima del capitolo conclusivo della saga e vede Negan in esilio sopravvivere alla giornata.
È un momento di grande tormento per il personaggio, qui colto di sorpresa da qualcosa che non si aspettava.
Il terzo atto ci restituisce il cattivo che tanto abbiamo imparato ad amare anche se qualcosa in lui è cambiato.
Negan si è redento? Sarebbe interessante scoprirlo, dopotutto questo capitolo è quasi l'incipit di una nuova storia.
Nulla è cambiato nello stile narrativo di Kirkman, i personaggi sono sempre ben approfonditi e i morti sono solo un deus ex machina utile per risolvere situazioni di impasse.
Bellissimo in travalicamento metafumettistico iniziale dove Negan sembra parlare ai lettori.
Il tratto artistico di Adlard è come sempre realistico, graffiante e talvolta crudo, illustra alla perfezione la situazione post apocalittica in cui è ambientata la serie.
Un breve ed interessante ritorno, un albo in formato popolare e con un rapporto qualità/prezzo davvero imbattibile.
Potete trovare l'albo in fumetteria, anche in versione variant.


"SECOND COMING - L'AVVENTO" 


Sceneggiatura di 
Mark Russell
, disegni di 
Richard Pace
, edito in Italia da 
Editoriale Cosmo
.
Diversamente da come può suggerire la copertina o dagli strilloni commerciali con cui era stata anticipata questa chiacchieratissima miniserie a fumetti, "Second Coming" non si pone come un'opera irriverente sulla fede cristiana e su un possibile ritorno di Gesù su una terra abitata da metaumani, è invece un'interessante spunto di riflessione per i dogmi della fede ai giorni nostri e una brillante chiave di lettura della figura del supereroe.
La storia vede per protagonisti il supereroe Sunstar (descritto con i più classici archetipi di genere) e Gesù rimandato sulla terra dall'Altopadre. Nel mezzo verranno sconvolte le vite di Satana (in cerca di un'apparente redenzione) e di Sheila, la giornalista eterno amore del supereroe.
Son rimasto realmente sbalordito, convinto di trovarmi tra le mani una possibile opera dissacrante come il Preacher di Ennis, in realtà questo fumetto, la cui lettura rimane comunque indicata ad un pubblico maturo e non adolescenziale, è per il lettore scafato di fumetti una sorta di capitolo biblico dove riuscire a conciliare tanto un improbabile credo quanto il sense of wonder dei più classici comicbooks americani.
Un fumetto interessante, la cui genesi come ben sappiamo non è stata affatto semplice.
I disegni di Richard Pace mutano notevolmente carattere ed atmosfera a seconda del chinatore che gli viene affiancato all'interno della storia, dando un ritmo e una visione scanzonati quando ci si concentra su Sunstar e fornendo uno stile più grezzo e serio quando ci si concentra su Gesù e Dio.
Una lettura che nel complesso vi consiglio di provare a leggere, forse un po' di nicchia e a tratti più intimista che commerciale, ma sicuramente un titolo di spicco nelle proposte fumettistiche americane del mercato italiano 2020.
Il volume è un classico brossurato formato comicbook da 176 pagine, con una carta di stampa comunque pregiata che però ne alza il prezzo di vendita (€19,90 lo ammetto è un poco caretto per questa edizione).
Trovate il volume nelle migliori fumetterie o sul sito dell'editore al link: https://www.editorialecosmo.it/product/product-9977/

"DOCTOR WHO - DODICESIMO DOTTORE: BOOM SONICO" 

Sceneggiatura di George Mann e Robbie Morrison, disegni di 
Mariano Laclaustra
 e Rachel Stott, edito in Italia da 
Editoriale Cosmo
.
Tornano in Italia, grazie ad Editoriale Cosmo, le avventure a fumetti del famoso eroe britannico conosciuto come il Dottore!
Storie filler ed avvincenti in piena continuity con la serie televisiva che ne conservano il dictat principale ovvero insegnare divertendo.
L'incarnazione del Dottore in questo caso è quella dell'attore Peter Capaldi, il dodicesimo Doctor Who, qui alle prese con diversi originalissimi companions e minacce aliene lungo il corso della storia.
Per quanto d'intrattenimento, ci sono un paio di storie davvero niente male, in particolare la seconda e la terza.
La seconda è ambientata nella Parigi del Re Sole ed ha una soluzione artistica per i flashback davvero affascinante, tratteggio di matite colorate su carta da frutto, semplice, lineare ma efficace per stabilire i ritmi narrativi della storia.
La terza è ambientata ai giorni nostri e per certi versi è metafumettistica, vedendo il Dottore (s)coinvolgere due autori di fumetti che hanno dato vita ad una serie basata sulla leggenda urbana del Signore del Tempo.
Ci sono espedienti narrativi simili a quelli sfruttati negli Anni 90 per la Green Lantern Kyle Rayner.
I tratti artistici di Laclaustra e Stott si alternano piacevolmente e sposano la linea filorealistica pur non rinunciando a ritmi d'azione sostenuti o ad incredibili vignette dettagliate.
Nel complesso quindi un'ottima lettura d'intrattenimento per un volume brossurato stampato su carta lussuosa (che spiega il costo un po' caro del prezzo di copertina).
Potete trovare il fumetto in libreria e fumetteria.


"DIABOLIK- IL GIOVANE DIABOLIK" 

Soggetto di Mario Gomboli e Tito Faraci, sceneggiatura di Tito Faraci, disegni di Giuseppe Palumbo e 
Giuseppe Di Bernardo
, edito da 
Oscar Mondadori Vault
.
Quello che ho appena letto è un corposo volume che ristampa uno dei cicli più recenti e importanti di 
Diabolik - Il Re del Terrore
, una delle più note icone non solo della Nona Arte ma anche della pop culture italiana.
Le storie presenti contribuiscono a togliere il pluriennale velo di mistero sulle origini e il percorso formativo del leggendario ladro di Clerville, in una ambientazione totalmente differente da quella a cui siamo abituati nella serie regolare mensile.
Dimentichiamoci della fidata Eva o dell'implacabile Ginko, qui i personaggi principali sono tutt'altri e l'atmosfera è quella di una perenne spada di Damocle che pende sulla testa di tutti gli abitanti dell'isola di King.
Le due storie principali del volume sono illustrate dalla straordinaria firma di Giuseppe Palumbo, che si scrolla di dosso gli stilemi classici della serie e propone uno stile più moderno, tipico della sperimentazione grammaticale fumettistica italiana.
Al di là dei minuziosi dettagli delle vignette e dello spettacolare uso di un bianco e nero più morbido e dinamico, ciò che più mi affascina di Palumbo è la capacità di sfruttare appieno in modo accattivante il viso dei personaggi, conferendogli una espressività talmente potente da empatizzare subito col lettore.
Ad introdurre e concludere la prima storia, due frammezzi ambientati nel presente, troviamo un'altra grande firma di Diabolik, Giuseppe Di Bernardo il cui lavoro differisce parecchio da quello di Palumbo.
La sua impostazione di tavola rispecchia la classica gabbia bonelliana, il suo tratto amplifica la luce delle scene e particolareggia tantissimo scenografie e personaggi, contribuendo a far rallentare e respirare la storia.
Nel complesso una bella ed avvincente lettura che sa coinvolgere tanto il lettore più fan hardcore quanto quello più occasionale e neofita.
Il volume presenta un'eccezionale rapporto qualità/prezzo per il tipo di confezione, formato e cura di stampa.
Lo potete trovare in libreria e nelle migliori fumetterie.


"DIABOLIK N.11 ANNO LIX" 

Soggetto e sceneggiatura di Mario Gomboli e Tito Faraci, disegni di Enzo Facciolo, copertina di 
Matteo Buffagni
, edito da Astorina.
L'albo inedito di 
Diabolik - Il Re del Terrore
 di Novembre è un bel leggere, senza dubbio.
Intitolato "Ginko senza più regole" si presenta in edicola con una copertina enigmatica e affascinante dove un trasandato Ginko minaccia alle spalle Eva Kant con la pistola.
È un'immagine ben curata che rispecchia l'anima della storia.
La storia... non c'è che dire, quando un albo a fumetti è scritto da Tito Faraci, riesce a rapirti e trascinarti nella storia.
Ginko qui è più protagonista di Diabolik, un arma stessa del narratore nei confronti del lettore.
Può Ginko travalicare i limiti della Legge? Il dubbio rimane legittimo sino alla fine dell'albo, in un racconto in cui sarà la figura di Eva a giocare il carico da novanta.
Veramente ben scritta!
Ai disegni troviamo un veterano della serie Enzo Facciolo il cui tratto vecchia scuola rimane sempre saldo, risvegliando sensazioni di un'epoca fumettistica purtroppo persa.
Il disegnatore giusto per una storia sporca come quella di quest'albo.
Nel complesso un fumetto in grado di colpire e trainare il lettore, sia occasionale che hardcore.
Il rapporto qualità/prezzo è come sempre eccezionale, spendere 2,8€ per una storia inedita di 120 pagine significa mettersi in tasca un vero tesoro.
Lettura consigliata!
Trovate l'albo in tutte le edicole d'Italia e nelle migliori fumetterie.


"DIABOLIK N.12 ANNO LIX" 

Soggetto di A.Pasini e A.Palmas, sceneggiatura di R.Finocchiaro e A.Pasini, disegni di 
Giuseppe Di Bernardo
, retini di L.Castagna, copertina di Matteo Buffagni, edito da Astorina.
L'albo inedito di 
Diabolik - Il Re del Terrore
 di Dicembre contiene un episodio davvero speciale.
Intitolato "Vite al Margine" si presenta in edicola con una copertina iconica che ritrae l'inafferrabile duo in una situazione davvero problematica che suggerisce il tipo di atmosfera contenuta nell'albo.
Tra le copertine di quest'anno è forse la meno sperimentale, Buffagni ha fatto dei veri capolavori in questo 2020, ma non si può certo dire che non trasudi l'essenza stessa della serie.
La storia presenta diversi livelli narrativi, alcuni con temi molto attuali, che vedono un perfetto incastrarsi delle trame.
Protagonista del racconto è Eva, col suo legame per Diabolik, ed una sfida che spinge letteralmente la sua vita al margine.
Un cameo cinematografico speciale crea la giusta occasione per dare il via alla storia e ai suoi colpi di scena.
Un primo livello di lettura riguarda Eva come bandiera della donna moderna, audace, sicura di sé, in grado di prendere le redini della sua vita e contrastare la violenza e l'ignoranza maschile.
Un secondo livello di lettura è il costante aumento della povertà e della frustrazione di una routine quotidiana in un mondo che priva della libertà necessaria per assaporare la vita.
Un terzo livello di lettura è il legame tra due persone che si amano davvero, come Diabolik e Eva.
Per non parlare del rapporto di complicità che si crea tra due amiche legate dal caso, unite nella sfortuna della povertà e nella resilienza.
I disegni di Di Bernardo sono come sempre potenti, dinamici, impattano con lo sguardo del lettore con una incisività forse senza pari sulla serie.
I volti dei personaggi creano empatia e trasmettono emozioni dettando, assieme allo scorrere degli eventi, ritmo ed atmosfere della storia.
Nel complesso un fumetto in grado di colpire e sbalordire il lettore, sia occasionale che hardcore, in grado di sfruttare la piena potenzialità del media.
Il rapporto qualità/prezzo è come sempre eccezionale, spendere 2,8€ per una storia inedita di 120 pagine significa mettersi in tasca un vero tesoro.
Lettura davvero consigliata!
Trovate l'albo in tutte le edicole d'Italia e nelle migliori fumetterie.


"DON CAMILLO A FUMETTI POCKET N.3" 

Sceneggiatura di 
Davide Barzi
, disegni di 
Lucia Gabbi
 e 
Adriano Fruch
, copertina di 
Alberto Locatelli
, edito da 
Cartoon Club
.
Terzo albo in formato diaboliko per la serie 
Don Camillo a fumetti
, una delle serie fumettistiche italiane più belle degli ultimi italiani sia per struttura narrativa che per visioni artistiche.
Partiamo dalla magnifica copertina realizzata da Alberto Locatelli, grandioso artista bergamasco molto apprezzato dai lettori di tutta Italia.
Ancora una volta l'illustrazione di copertina, dove la magia dell'acquarello sposa un tratto prettamente realistico e vivo, coglie appieno l'atmosfera dell'albo con il chiaro accenno dominante dell'atmosfera diabolika sul mondo piccolo del Guareschi.
Tonalità violacee e scure predominanti, dove l'effetto della pioggia incanta l'occhio dell'osservatore conferendo una forte spinta al senso di movimento dell'intera inquadratura.
L'albo è forse quello meno d'ispirazione diabolika per quanto il settaggio della tavola sia quello tipico del fumetto giallo-thriller italiano.
Troviamo due storie nell'albo.
La prima, paradossalmente di forte attualità, legata all'improvvisa apparizione di simboli e frasi nazi fasciste nel paesello di Peppone e Don Camillo.
Il tratto realistico della disegnatrice Lucia Gabbi rende appieno lo stampo artistico diaboliko del racconto, con luci bianche ed ombre scure che si bilanciano alla perfezione e rendono appieno il senso di movimento dei personaggi.
Particolare e ben sviluppata la recitazione dei personaggi sfruttando appieno il linguaggio delle espressioni facciali.
La seconda storia è un breve ma poetico focus on sul giovane Giovannino Guareschi e sulle sue vacanze estive.
A strappare dalle precedenti atmosfere diabolike, conferendo un tono più bucolico, sono i disegni di Adriano Fruch, il cui tratto, arricchito da una favoleggiante scala di grigi, è il connubio perfetto tra la via del realistico e dell'umoristico.
Personalmente mi ha ricordato moltissimo lo stile di autori come il compianto Mike Wieringo o l'italiano Federico Bertolucci.
Ad arricchire l'albo una serie di interessanti inserti speciali dedicati tanto ai contenuti quanto agli artisti coinvolti.
Una bellissima lettura, un acquisto caldamente consigliato, con un eccellente rapporto qualità/prezzo (5,9€ son soldi ben spesi).
Potete trovare l'albo nelle migliori fumetterie!


"IL GRANDE RATOLIK" 

Soggetto, sceneggiatura e disegni di 
Leo Ortolani Official and Gentleman
, copertina disegni di Leo Ortolani colori di Lorenzo Ortolani, edito da 
Panini Comics Italia
.
"Il Grande Ratolik" è un albo che ha tanti significati.
Innanzitutto è una ristampa davvero attesa sia dai fans di 
Rat-man
 che dai fans di 
Diabolik - Il Re del Terrore
.
Grazie al formato, lo stesso de "Il Grande Diabolik", l'edizione esalta e rende onore alle tavole realizzate da Ortolani facendo trasparire non tanto l'intento di realizzare una bella parodia, quanto di omaggiare una delle più grandi icone cult del Fantastico italiano.
Che cosa leghi uno dei più straordinari autori di fumetti di tutti i tempi al Re del Terrore, lo scopriamo poi in un corposo ed assai interessante dietro le quinte in appendice all'albo.
Un altro elemento molto importante è proposto dal personaggio di Ada, la parodia di Eva interpretata magistralmente da Cinzia.
Dico interpretata perché, come avviene di solito sulle pagine di "Topolino" con i personaggi disneyani, qui sono i personaggi stessi creati da Ortolani ad indossare degli abiti diversi e a recitare come veri attori nel corso della storia.
Brakko diventa Biloba, controparte dell'ispettore Ginko in tutti i sensi, scritto in maniera davvero intelligente e brillante, una sorta di Tenente Frank Drebin.
Rat-Man diventa Ratolik e, assumendo una identità più oscura e sicura di sé, abbandona in parte le caratteristiche che lo rendono "sfigato" per assumerne altre che lo rendono più graffiante, ma sempre permeato da una verve comica in grado di strapparti una serie di risate.
L'umorismo di Ortolani tocca qui difatti un terreno non di facile appoggio, far ridere sfruttando anche una comicità macabra non è facile, eppure ci riesce con quella maestria a cui ci ha abituati in questi decenni.
Non c'è risata che si possa trattenere o soffocare, con un tempo comico che colpisce duro ogni due, massimo quattro, vignette.
E poi c'è Ada, che non è Cinzia e non è Eva.
Per certi versi forse non è neanche l'esatto mix dei due personaggi, per quanto così rappresentata fisicamente.
Ada rappresenta le difficoltà della Donna e della comunità LGBT ad emergere e lottare in una società dove il maschilismo e tratti di soffocante mascolinità tendono a primeggiare.
Ada è la donna che non si sente valorizzata dal proprio uomo, Ada è quella persona che cerca di trovare una propria identità indipendente in un mondo che non pare essere il suo.
Ed è forse questo elemento narrativo a dare a questo fumetto quel guizzo che lo rende non una semplice parodia, non solo un maestoso omaggio all'opera delle Sorelle Giussani, ma qualcosa di più, per certi versi originale.
Dal punto di vista prettamente artistico, per quanto buona parte delle tavole ci presenti il tratto tipico dell'autore, troviamo anche in questo caso alcune sperimentazioni di Ortolani che, vuoi per l'uso dei retini, vuoi per il tipo di regia, vuoi per l'utilizzo dei neri nella rappresentazione di situazioni e personaggi, esalta l'omaggio alla diabolika opera originale.
La copertina è forse la ciliegina sulla torta di questo omaggio.
Dalla composizione al bellissimo uso delle tinte piatte color pastello di Lorenzo Ortolani, passando per il font grafico del titolo, preso in prestito da un certo film di Mario Bava del 1968, c'è tutta l'intenzione di accattivarsi l'occhio del lettore e conquistarsi uno spazio importante in quella stretta vetrina dell'edicola.
La lettura poi è trascinante, è pura magia che ti tiene legato dalla prima all'ultima tavola e che fa passare dei piacevoli momenti, aiutando il lettore a staccare la spina dalle fatiche e dai pensieri quotidiani.
L'edizione qui proposta da Panini Comics rispecchia in tutto e per tutto la qualità e la forma dell'analoga produzione di Astorina, per quanto il costo sia più pesante.
Detto ciò, vale la pena spendere 9,90€ per questo fumetto?
Se guardiamo alla qualità del prodotto mi vien da suggerire di sì.
Potete trovare il fumetto in tutte le edicole d'Italia e nelle fumetterie.

"SAMUEL STERN EXTRA 2020" 


Copertina di Elena Casagrande, sceneggiature di 
Massimiliano Filadoro
Gianmarco Fumasoli
Marco Savegnago
, disegni di 
Maurizio Di Vincenzo
Adriana Farina
Alessio Maruccia
Antonio Mlinaric
 e Valerio Piccioni, edito da 
Bugs Comics
.
È il primo e tanto atteso albo speciale di 
Samuel Stern
 quello che tengo stretto in mano, una serie che ha saputo, nell'ultimo anno, conquistarsi uno spazio tanto in edicola quanto nel cuore dei lettori seriali italiani, uno di quei progetti fumettistici Made in Italy che realmente ha lasciato un segno non indifferente in questo nefasto 2020.
Partiamo dalla copertina, firmata da quel grande talento che risponde al nome di 
Elena Casagrande
, autrice tra l'altro per la stessa serie della ricercatissima variant del primo numero.
La scelta di Elena è stata davvero oculata, rappresentando diversi concetti espressi nell'albo "Come nasce un Eroe".
Troviamo quindi Samuel e i suoi comprimari principali in piena fase di realizzazione, cosa questa che vedremo anche nella storia filoconduttiva dell'albo e negli inserti speciali.
L'albo presenta ben 4 storie, una che, sfruttando uno degli espedienti più belli e divertenti della metanarrativa, ha lo scopo di fare da collante per le altre tre, di cui due totalmente inedite ed una che è la riproposta (questa volta su carta stampata) della prima storia del personaggio che noi lettori abbiamo letto.
Ora, dato che non voglio spoilerarvi il contenuto e lasciare che sia per i vostri occhi e le vostre menti una vera sorpresa, mi soffermerò brevemente sulle caratteristiche compositive dell'albo.
Innanzitutto, è una pubblicazione fruibile non solo al lettore hardcore della serie ma, a mio modo di vedere, indirizzata soprattutto al potenziale nuovo lettore, alleggerendo la narrazione dal peso della continuity, offrendo un vero e proprio viaggio, tanto narrativo che analitico, nel mondo di Samuel Stern.
Sono presenti infatti numerosi e perfettamente corredati inserti speciali, un vero e proprio completo dietro le quinte di raro concepimento, che mostra il grande lavoro eseguito dal team artistico della serie.
Da amante della Nona Arte questa pubblicazione è una delle più belle che l'offerta italiana del mercato fumetto abbia proposto quest'anno nel panorama dell'edicola.
Nel complesso un'ottima lettura, sorprendente sotto tutti i punti di vista, con un eccellente rapporto qualità/prezzo.
Acquisto caldamente consigliato, potete trovare il fumetto in ogni edicola d'Italia, male che vada il vostro edicolante può sempre contattare il distributore o l'editore per richiederne copia... oppure cercate nel reparto quotidiani/fumetti/riviste dei supermercati (dove solitamente è presente in abbondanza).